domenica 6 marzo 2011

Epitaffi

Nel piccolo cimitero virtuale di Santa Catacomba, nell'ameno contado dell'Oltretomba pavese, è impossibile non avvedersi di alcuni sacelli su cui sono incisi epitaffi curiosi che ho deciso di proporre ai miei lettori affinché ponderino il fatto che la morte è solo una breve pausa di ricreazione fra una lezione di vita e l'altra.


1.
Qui silenzioso sta
Don Ciccio Canappia dell’Omertà.
Nacque sordomuto per tradizione
ma un dì cinguettò questa canzone:
“Compari, compagnuzzi, concittadini,
esultate che recuperai la favella!
Gesù, Maria, Santissima Rosolia,
potrò parlare con la bocca mia!
Siete contenti? Bene mi volete?
Vi prego, amici cari, rispondete!”
Fu colpito mortalmente da una sparata
di pernacchie con la punta avvelenata.

2.
Qui giacciono trentatre trentini
che a furia di trotterellare
come cretini
si scontrarono
con un tram transalpino
che detestava il folclore trentino.

3.
Ei fu.
Siccome il mobile era pesante
gli cadde sulle spalle
e in un istante
per l’altro mondo prese il volo
Luigi, mobiliere brianzolo.

4.
Una trottola qui giace.
Sapete? Non si da pace.

5.
Signore,
accogli l’anima sfortunata
di Sanità Addolorata.
Morì per un orzaiolo
accattato sul bus,
grosso come un raviolo
e ripieno di pus.

6.
Qui venne sepolto
l’avaro Bertoglio,
ucciso da un tumore al portafoglio.
I medici lottarono fino all’ultimo
per strapparlo alla morte
ma lui strinse il suo male
troppo forte.

7.
Qui cadde un generale in pensione.
La diarrea lo attaccò
mentre faceva colazione.
Si chiuse in ritirata
a difendere la posizione
ma fu spazzato via
da un colpo di cannone.

8.
Qui fu sepolto un arricchito.
La cappella è in marmo di Carrara,
la croce in oro zecchino,
la scultura è di un famoso artista
e i candelabri in argento antico.
Se ne accorge, la gente che passa,
che qui la terra è più grassa!

9.
Qui riposa
il Cavalier Mimmo La Rosa,
un gran cornuto.
Chi ha dato ha dato
chi ha avuto ha avuto.

10.
O passante che il dubbio arrovella
qui riposa la mia anima bella.
Sono il professor Socrate Capone
e credevo nella reincarnazione.
Non dire: “Dubito!”.
Vedrai che torno subito.

(segue)

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