lunedì 28 marzo 2011

Gli angeli caduti


Il mondo sottile è affollato come la spiaggia di Rimini in agosto. Vi si incontrano miliardi di spiriti-guida (tanti quanti sono gli abitanti del pianeta se non di più) ma anche miriadi di anime in pena. Si tratta, in entrambi i casi, di ex-incarnati. Ma mentre i primi sono in stato di purificazione e devono assolvere un ultimo ministero prima di salire definitivamente in Cielo, questi altri sono creature eteriche disperate, in balia del maligno. Perciò vagano in cerca di esseri umani di fragile natura cui avvinghiarsi come un rampicante al muro. Le anime dannate hanno nostalgia della vita e perciò cercano un corpo da tormentare (o possedere) per illudersi di tornare sulla terra e continuare a godere coi sensi. Si disputano l’anima con lo spirito-guida, se la contendono senza esclusione di colpi. Sono moltissime le persone “disturbate” nella vita e difficilmente esse comprendono da chi e perché. Ben più pericolosi dei teppisti di ferragosto, le anime dannate molestano mentalmente le loro vittime, le conducono astutamente verso il vizio anziché le virtù, arrivano al punto di spostare gli oggetti e di produrre strani rumori in casa per spaventarle. Sono presenze la cui natura è identica a quella degli spiriti-guida. Una natura umana.
Saliamo di categoria, ora. Anche gli angeli-angeli, e in particolare gli angeli custodi, hanno il loro contraltare. Sono gli angeli caduti, quelli che comunemente chiamiamo diavoli o demoni. Un tempo essi erano angeli, ma poi si ribellarono, come ci insegna la Bibbia, e divennero esseri spregevoli e tentatori. Di angelico non hanno conservato alcunché, salvo l’inconfessabile rimpianto dei Cieli, dove un tempo contemplavano Dio.
Chi è il diavolo? Ma poi, esiste veramente il demonio? Certo che esiste, basta guardarsi attorno. Ai razionalisti, agli atei e ai miscredenti più coriacei suggerisco un’esperienza istruttiva: partecipare a una liturgia di esorcismo o messa di liberazione. Ho assistito più volte alle guarigione spirituali di Monsignor Emmanuel Milingo (prima che l’ex-vescovo africano “deragliasse”), durante le quali molti indemoniati venivano guariti dalla possessione, liberati dai demoni. Le prove erano tangibili, riscontrabili coi cinque sensi. Riferendosi agli angeli, Suor Maria Giudici ha scritto che “negare che esistono sarebbe come voler negare la realtà del fuoco solo perché nelle moderne abitazioni le modalità del riscaldamento sono diverse da quelle dell’antico focolare”. Non diversamente, negare l’esistenza del maligno è negare che il fuoco bruci. Purtroppo, l’angelo del male è in grado di carbonizzare chiunque voglia scherzare con le sue fiamme. La sua maggior malizia consiste proprio nel farci credere che non esiste. Ogni civiltà, ogni religione conosce il dualismo che contrappone angeli buoni e angeli cattivi. I manichei interpretano addirittura la storia come conflitto eterno tra il bene e il male. Presso le antiche culture degli Assiri e poi dei Parsi gli angeli-demoni combattono contro gli angeli della luce. In India, la lotta si ripete cruenta fra i Deva e i terribili Asura. I musulmani distinguono tre tipi di creature celesti: gli Angeli, i Geni, che chiamano Dijnni, e i demoni detti Shayatin. Nel Corano si dice che l’uomo ha due angeli, il primo dei quali è l’angelo del bene e l’altro l’angelo del male. Anche la tradizione cristiana vuole che l’uomo sia affiancato simultaneamente da un angelo e da un demone che si occupano di lui. Vediamo, in proposito, cosa afferma il Pastore di Erma: “con l’uomo sono due angeli, uno della giustizia e l’altro dell’iniquità. L’angelo della giustizia è delicato, verecondo, calmo e sereno. Se penetra nel tuo cuore, subito ti parla di giustizia, di castità, di modestia, di frugalità, di ogni azione giusta e di ogni insigne virtù. Quando tutte queste cose entrano nel tuo cuore, ritieni per certo che l’angelo della giustizia è con te… Guarda ora le azioni dell’angelo della malvagità. Prima di tutto è irascibile, aspro e stolto e le sue opere cattive travolgono i servi di Dio. Se si insinua nel tuo cuore, riconoscilo dalle sue opere”. Anche Origine è categorico: “Tutti gli uomini sono assistiti da due angeli; quello malvagio che li spinge al male e quello buono che li spinge al bene”. Il grande poeta e mistico persiano Rumi diceva che “l’uomo è per metà angelo, per metà bestia”. Che sia il risultato di una duplice influenza angelica? Nelle Regole degli Esercizi spirituali, Sant’Ignazio di Loyola contrappone l’angelo buono, che diffonde “una vera gioia spirituale nell’anima” e l’aiuta a crescere, all’angelo cattivo che cerca di spingerla al male e farla regredire.
Ma perché i demoni sono considerati angeli caduti o ribelli!? La risposta è nelle Sacre Scritture. Dio creò i cori angelici e li fece puri e incontaminati. Ma alcuni angeli, mossi da superbia e da un orgoglio che li portò a credersi potenti quanto Dio, si ribellarono. Li guidava l’angelo più bello e caro al Signore, Lucifero, che pensava “salirò in Cielo, al di sopra di Dio erigerò il mio trono” (Isaia, 14,12-15). Il “Figlio dell’Aurora” condusse dalla sua parte almeno un terzo della milizia celeste. Ma la sua ambizione determinò la sua caduta e di quelli che l’avevano seguito. L’arcangelo Michele e le schiere rimaste fedeli a Dio lo vinsero in battaglia e lo precipitarono negli abissi da cui non è più risorto. Da allora, Lucifero, che è noto anche come Satana, è il simbolo e signore del male, è il maligno che Paolo VI definì “essere vivo, spirituale, pervertito e pervertitore”.
La storia non è finita. L’Apocalisse ci avverte che Lucifero e i suoi angeli ribelli tenteranno nuovamente la scalata del Cielo. La Madonna e Gesù hanno più volte annunciato ai veggenti e alle figure carismatiche che “il tempo è vicino”. Ma ancora una volta, gli angeli caduti dovranno fare i conti con Michele, che lotterà vittoriosamente contro il Dragone e i suoi angeli e li ricaccerà negli abissi (12, 7-9). Quella degli angeli caduti è una storia che si ripete, dunque e che sembra avvalorare il detto “errare è umano, perseverare è diabolico”. D’altronde, i demoni sono astuti, insistenti e privi di scrupoli ma non si può dire che abbiano un’intelligenza acuta. Un detto popolare ricorda che il diavolo fa le pentole ma non i coperchi.
Gli angeli caduti sono in mezzo a noi. Aveva ragione Lutero quando tuonava dal pulpito che “dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella”. Privo di fantasia creativa, ma ricco d’inventiva malefica, l’angelo del male è continuamente impegnato per cercare di strappare anche una singola anima a Dio. “L’uomo”, come scrive Daniélou, “si trova così ad essere la posta in gioco di una battaglia spirituale fra le potenze della luce e le potenze delle tenebre”. È un tema amplissimo, che Sant’Ignazio di Loyola svilupperà nella Contemplazione dei Due Stendardi. In realtà, Lucifero o Satana che dir si voglia, è l’archetipo del male, il satrapo della malvagità sotto cui militano moltissimi angeli ribelli. Il loro numero è alto. Secondo l’Apocalisse, il Dragone nella sua caduta trasse con sé “la terza parte delle stelle del Cielo” (12,14). E nel Vangelo, lo Spirito delle Tenebre afferma: “Io mi chiamo Legione giacché noi siamo in molti”. Secondo Michele Psello, che scrisse nell’ XI secolo, gli angeli alle dipendenze del “Principe del mondo”, come Gesù stesso definì Satana, sono riuniti in sei categorie. La prima sezione raccoglie i demoni del fuoco, la seconda comprende i demoni dell’aria (che volano intorno a noi), la terza è composta dai demoni della Terra o tentatori, la quarta raggruppa i demoni delle acque, la quinta è formata dai demoni sotterranei. Della sesta, infine, fanno parte i demoni tenebrosi.
Gli angeli caduti vivono abitualmente nei luoghi inferiori, detti per l’appunto Inferi o Inferno. L’idea che da qualche parte esista un luogo chiamato “Inferno” potrà far sorridere gli intellettuali. Occorre precisare che l’Inferno non è un luogo fisico ma una dimensione dello spirito. Le pene che vi si scontano sono reali ma non materiali poiché comminate a corpi causali e non carnali. Swedenborg afferma che “l’Inferno e il Cielo sono vicini all’uomo, anzi sono nell’uomo. L’Inferno è l’uomo malvagio, il Cielo l’uomo buono. Tutti, dopo la morte, andranno nell’Inferno o nel Cielo dove hanno trascorso la vita in questo mondo. Ma lo stato cambia; l’Inferno che non era visibile nel mondo diviene visibile, e lo stesso accade per il Cielo” (L’Amore coniugale). Quando Faust si domanda. “Anche l’Inferno ha le sue leggi?” solleva un problema che Dante, Milton, lo stesso Swedenborg e tutti i viandanti dei mondi sottili hanno affrontato con intelligenza ispirata o rivelata.
Nessuno dubita che l’occupazione principale dei demoni, fino alla consunzione dei tempi, consista nel tentare gli uomini per indurli in peccato. A volte le loro manovre si scontrano con quelle degli angeli Ma entro certi limiti, essi agiscono indisturbati. Viene spontaneo chiedersi perché l’angelo custode o il nostro spirito-guida non intervengano per evitarci tentazioni, disturbi e persino attacchi psicofisici. Sono forse troppo buoni e quindi imbelli? Naturalmente no. L’arcangelo Michele e le sue schiere di guerrieri alati lo dimostrano. La verità è che prima di tentare “seriamente” un’anima Satana chiede il permesso a Dio. Il Libro di Giobbe sostiene che Satana non può nuocere se non quando gli è permesso da Dio e nella misura in cui gli viene permesso. Baudelaire ha scritto che “vi sono in ogni uomo due postulazioni simultanee, una verso Dio, l’altra verso Satana”. Ancora una volta, il libero arbitrio agisce come bilanciere. È verosimile che Dio permetta agli angeli caduti di metterci in difficoltà perché ciò costituisca una prova della nostra forza, della nostra fede. Le tentazioni sono i gradini della scala che conduce nel regno dei Cieli. Mettere il piede sul gradino è relativamente facile; il difficile è salire la scala sopportando la fatica dell’ascesa e i tentativi del maligno di farci cadere.
I demoni sono raggruppati in gironi invece che in cori e operano in conformità al livello dell’anima che intendono disturbare. Al livello più basso operano i demoni dei pensieri. Sono la manovalanza di Satana e agiscono soprattutto attraverso il senso dell’udito. Per lo più distolgono dalla preghiera e dai pensieri elevati, distraggono, fanno venire il mal di testa e suggeriscono parolacce e bestemmie. Sono petulanti e fastidiosi come i ragazzi di strada, ma sostanzialmente innocui. C’è poi una seconda categoria, quella dei demoni delle visioni. Essi ci ispirano immagini negative, fantasticherie contorte o sudice, simulacri ingannevoli. Il loro obiettivo è distoglierci dal bene sfruttando il senso della vista. A un livello più alto operano invece i demoni delle illusioni. La loro strategia è subdola e vile; essi manovrano i sogni, così da inquinare il nostro riposo notturno e farci risvegliare stanchi, insoddisfatti, frustrati e con un senso di colpa. Questa è una delle ragioni per cui non dobbiamo fidarci dei sogni. Gli angeli caduti sono abilissimi manipolatori della realtà onirica e attraverso le visioni notturne ci ingannano e ci fiaccano. Una quarta specie è quella dei demoni mungitori. La loro definizione è esemplare: ci succhiano l’energia vitale senza che ce ne accorgiamo. Ci fanno sentire tristi, vacui, inutili, apatici. Ci fanno cadere in una sorta di letargia dell’anima, quella specie di malessere che i poeti decadenti chiamavano spleen e che potremmo definire più modernamente con termini come alienazione o depressione. Fin qui le schiere di livello basso, che hanno vita facile con le anime fragili ma raccolgono scarsi frutti con quelle più agguerrite. Il principe del mondo considera gli uomini simili a foglie al vento. Un soffio e sono cadute! Ma non è sempre così. Molte anime sono circondate di luce e gli oppongono una resistenza strenua e vincente.
Man mano che l’anima cresce e si avvicina a Dio in virtù delle sue scelte e del progresso spirituale che ne deriva, Lucifero è costretto a scatenarle contro forze più potenti e abili. Sono i demoni di livello medio e alto. Scendono in campo per primi i demoni delle ossessioni, che suscitano sentimenti di paura, ansia, paranoia, fissazioni, isterismo e quant’altro possa inibire l’evoluzione dell’anima. L’obiettivo di questi demoni è proprio quello di evitare che l’anima compia un ulteriore salto verso la luce. A questo livello agiscono anche i demoni che interferiscono nella vita familiare, seminando sentimenti di discordia tra marito e moglie, genitori e figli, fratelli e sorelle. Essi cercano di distruggere le unioni felici, di dissacrare il matrimonio attraverso la seduzione (utilizzando agenti esterni, inconsapevoli strumenti del male) o la caduta nel vizio. Contro le anime più forti e luminose, da buon stratega della guerra fredda, Lucifero impiega i “corpi scelti”, cioè i demoni che con il permesso di Dio hanno facoltà d’intervenire anche fisicamente. Essi hanno potere sulla materia e dunque agiscono in modo da terrorizzarci. Sono i demoni dei legamenti, così detti perché hanno il potere di bloccarci fisicamente. I legamenti lo dimostrano. Ci si sveglia nel cuore della notte o al mattino e non ci si può muovere. Si è come bloccati. L’anima grida “Aiuto!” ma dalla bocca non esce alcun suono. Si è impotenti. Solo pregando o formulando pensieri di amore e compassione per l’intero creato, compresi gli angeli caduti, è possibile sciogliere il legamento. A questo livello gli attacchi sono violenti e subdoli. Le esperienze che Padre Pio racconta nel suo Epistolario sono quanto mai veritiere. Il santo di Pietralcina, come molti altri santi prima di lui, veniva attaccato fisicamente dai demoni e solo grazie all’intervento dei suoi angeli evitava il peggio. Un’altra categoria di demoni di prima categoria hanno invece il potere di farci cadere in un sonno improvviso e innaturale, una sorta di catalessi. Anche in questo caso, però, l’esperienza dura pochi istanti, giusto il tempo che l’anima rivolga a Dio la sua richiesta di soccorso. Il soccorso giunge tempestivo per il tramite degli angeli soccorritori, guerrieri o custodi.
Infine, se l’anima è molto preziosa esiste la possibilità che a scomodarsi siano demoni altolocati o Lucifero in persona, l’angelo più bello e scaltro. Egli si presenta sempre con aspetto affascinante. È elegante come un dandy e persuasivo come il più abile dei sofisti. Offre doni appetibili ma effimeri: ricchezza, longevità, successo, potere, sesso. Questa è per lui l’’extrema ratio, l’ultima spiaggia dove tentare uno sbarco disperato, mentre per l’anima sottoposta ad attacco è la prova finale. Fallito anche questo tentativo, all’angelo caduto per troppa superbia non resta che riconoscere la propria sconfitta.
La logica sottesa a questo ordinamento è trasparente. Le anime da poco vengono tentate da demoni da poco, le anime elette arrivano a subire attacchi continui e veementi. Non solo cambia il peso specifico dei demoni e lievita la loro “professionalità”, ma anche il loro aspetto si raffina e si adegua. I demoni di livello basso sono i più brutti e osceni, puzzolenti in modo insopportabile. Hanno un aspetto orripilante, fedele a quello della ricca iconografia diabolica (come nei dipinti di Bosch). Odorano di pesce marcio, urina di gatto e immondizia. Per analogia, sono attirati dagli ambienti e dalle persone sporche, malsane e viziose, che essi considerano preda facilissima. In mezzo al fumo, alla droga, alla sporcizia, al rumore assordante, ai veleni e all’ignoranza essi vanno a nozze e ottengono senza difficoltà vittorie nette. Per contro, rifuggono la luce, la pulizia, i fiori, i profumi e la musica. Maggiore è il livello dei demoni migliore è il loro aspetto. Essi devono affinare le tattiche, i travestimenti, le apparenze. Si arriva, dunque, al camuffamento più allettante, quello di Lucifero, il cui “stile” inganna e seduce. A volte, il trucco riesce. A volte no. E quando il bene si rivela più forte del male, l’angelo rinnegato avverte in cuor suo maggiore nostalgia del “giardino di Dio, d’ogni pietra preziosa ricoperto” (Ezechiele, 28, 12-17). Lo spirito di Dio lo abbatte nuovamente. Il suo rimpianto è tardivo e il suo sogno di rivalsa si rivela sterile. (6 continua)

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