venerdì 25 marzo 2011

Le influenze del numero muto


Non ci dimenticheremo del 2011. È iniziato da poco ma sta facendo fuoco e fiamme. Sarà certamente un anno fuori del comune e, temo, ferale. Colpa del numero 11, lo sciagurato undici. Voglio parlarne brevemente ma con sospetto, per risvegliare in chi mi legge i dubbi e gli interrogativi che il caso propone. Secondo la tradizione e la scienza esoterica, questo numero – simbolo di transizione, eccesso e pericolo – possiede molte valenze negative (fra cui il possibile conflitto) ma anche una promessa di felicità di cui parlerò nell’ultima parte del post. Cominciamo con le brutte notizie. Più di dieci e meno di dodici, l’undici viene a trovarsi in mezzo a due numeri pieni e per questa ragione, fin dal Medioevo, è considerato ad malam partem. Si noti che ogni altro numero, invece, possiede almeno un lato buono. Purtroppo per lui, l’undici è associato alla colpa. Sant’Agostino sentenziò infatti che “il numero 11 è il simbolo del peccato”. I “Fratelli di Purezza”, una confraternita di filosofi formatasi a Bassora, nell’attuale Iraq, nella prima metà del IV secolo, lo consideravano il primo numero “muto”. Muto sì, ma potente (nei tarocchi l’arcano numero 11 indica la forza) e oltremodo minaccioso. L’undici ha un’azione perturbatrice e catalizza eventi drammatici. Per dirla alla buona e con un linguaggio moderno, è un numero che attira la sfiga. Mi limiterò ai fatti più recenti. L’inizio dell’apocalisse risale all’11 settembre 2001, il giorno dell’attentato alle Torri Gemelle di New York. Madrid fu sconvolta da una serie di attentati terroristici ferroviari l’11 marzo 2004. Il primo trimestre del 2011 registra le rivolte nel Maghreb, il Terremoto in Giappone e la Guerra in Libia. Questi eventi clamorosi basterebbero per eleggere fin d’ora il 2011 annus horribilis, se non fosse che circola una profezia secondo la quale Roma sarà colpita da un terremoto l’11 maggio p.v. Ho giustamente parlato di profezia, anziché di previsione, perché questa voce è associata alla figura di un uomo scomparso da oltre trent’anni. Mi riferisco a Raffaele Bendandi, astronomo, sismologo e scienziato (se pur privo di una laurea), che nel corso della sua esistenza profetizzò, prevedendone la data, il terremoto della Marsica del 1915, quello di Senigallia del 1924 e il sisma che sconvolse il Friuli nel 1974. Pare che tra gli appunti di colui che il Corriere della Sera definì “l’uomo dei terremoti” siano stati ritrovati calcoli e indicazioni che prevedono un sisma in Italia nell’anno 2011. In realtà, negli scritti non si citerebbe Roma. È difficile capire se si tratta di una notizia infondata, gonfiata o solo di una leggenda metropolitana. Lo scopriremo ben presto, nel mese della Madonna, che a sua volta – e qui non ci sono dubbi – ha annunciato il terremoto in questione ad alcune veggenti carismatiche. A questo punto, tuttavia, ragione e fede si mettono a bisticciare e la faccenda si complica. In ogni caso, non c’è da stare tranquilli. Il prosieguo del 2011 potrebbe essere pirotecnico, per l’ambiente in cui viviamo come per la politica, l’economia e la vita quotidiana. Per quanto riguarda l’anno prossimo, poi, tocchiamo ferro. I Maya hanno previsto la fine del mondo (o quanto meno uno sconvolgimento planetario epocale) in data 21/12/2012. Fate i conti: la somma di questi numeri è 11. Una semplice coincidenza? Speriamo. Ma, soprattutto, speriamo che i Maya abbiano preso un abbaglio. Probabilmente, invece, aveva ragioni da vendere il filosofo e matematico Pitagora, che associava l’undici al caos. Viviamo nel caos e fatichiamo a seguire la carambola degli avvenimenti in corso. È curioso il fatto che nella Smorfia, l’undici corrisponde ai topi. Beh, si ha come la sensazione che i topi ballino e nello stesso tempo stiano fuggendo dalla nave. Naufragio in vista? Una cosa è certa: il numero muto ha un potere sinistro. Per quanto ci si sforzi di essere razionali, è giocoforza riflettere su altre, anomale coincidenze. Ad esempio, quest’anno capitano ben quattro giorni “straordinari” dal punto di vista delle probabilità matematiche. Parlo del 1/1/11, dell’11/1/11, del 1/11/11 e dell’11/11/11. Mica male, vero? Mi è anche stata segnalata una curiosità alla quale non so dare una spiegazione. Se prendiamo gli ultimi due numeri dell’anno in cui siamo nati e aggiungiamo gli anni che compiamo o compiremo quest’anno otterremo come risultato 111. Vale per tutti, senza eccezioni. Provate e vi stupirete. Forse l’undici è anche un numero magico.  A questo punto, voglio aprire uno spiraglio di ottimismo. Che il 2011 sia un anno particolare è dimostrato dal fatto che a ottobre ci saranno 5 domeniche, 5 lunedì e 5 sabati. E allora? Accade ogni 823 anni. Per questo motivo, il 2011 è considerato un anno “porta soldi”. Aspettiamoci un po’ di prosperità. Ecco un altro indizio: nella Cabala ebraica, l’undici corrisponde al “Kaf”, cioè la realizzazione. Qualcosa si realizzerà quest’anno, è ineludibile. Subiremo le influenze negative dell’undici ma potremmo anche approfittare del suo influsso positivo. Basta crederci. Intanto, non si sa mai, teniamo d’occhio l’orologio. Ogni giorno, alle 11:11 in punto, dovremmo esprimere un desiderio e affidarne il compimento all’universo. Pare, infatti, che questo istante abbia vibrazioni la cui frequenza mistica può favorire la realizzazione dei nostri sogni. E poi, giusto per guarnire la torta con la classica ciliegina, non dimentichiamoci che l’11/11/1992 si aprì un portale cosmico che si chiuderà l’11/11/2011. Una nuova era incombe e promette grandi trasformazioni. Nel dubbio, teniamoci pronti. 
Consiglio personale: evitiamo di esclamare: “Tutte c……!”. 
I numeri se ne fregano dello scherno e dello scetticismo degli uomini.

4 commenti:

  1. Ma tutti i cattolici "per dirla alla buona e con un linguaggio moderno", prestano fede a queste minchiate?

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  2. Oh... bentornato uomo mascherato! Beh, io non sono il portavoce dei cattolici e ognuno può pensarla come vuole. Personalmente, preferisco interrogarmi anziché sputare sentenze. Magari fossi in grado di riconoscere al volo le minchiate come fai tu! Comunque, come dice Shakespeare, "ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia".

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  3. Vedi caro Beppe, se le tue argomentazioni avessero "per dirla alla buona e con un linguaggio moderno" un minimo spessore, sicuramente potremmo dibattere a lungo con ricche e dotte argomentazioni. Ma navigare nel vuoto e nel nulla è solo una prerogativa dei pazzi ed in questo campo la Fede (quella cristiana naturalmente)non ha nulla da dire e da spartire.
    Ad maiora!

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  4. Caro Francesco, deboluccio il tuo ultimo commento! Perseveri nel tranciare giudizi affrettati e superficiali anziché riconoscere i limiti della mente umana e aprirti al mistero. Guarda che prima o poi tutti saremo costretti a navigare nel vuoto e nel nulla e non sarà l'intelletto a salvarci ma il cuore...

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