domenica 27 marzo 2011

Messico, nuvole e... Ufo?


Nell’immaginario collettivo, il Messico è il Paese degli uomini coi baffoni e il sombrero, Pancho Villa e Speedy Gonzales, la tequila, i mariachi dalla sonorità coinvolgente e la “fiesta” continua. Ma è anche la culla di antiche civiltà che si relazionarono a lungo coi fratelli cosmici, come suggerisce, ad esempio, la copertura tombale del sarcofago di Palenque, che raffigura un principe-astronauta. Secondo alcuni studiosi, i legami fra le culture precolombiane e gli alieni sarebbero così stretti da suggerire l’ipotesi che il Messico sia tuttora un luogo privilegiato dai visitatori extraterrestri. Di fatto, il Messico è uno scenario ideale degli avvistamenti di Ufo. Negli ultimi anni questi avvistamenti sono aumentati in misura esponenziale. Tutto ebbe inizio molto tempo prima che gli Ufo diventassero di moda. Il 12 agosto 1883, mentre studiava l’anomala attività solare nei pressi dell’Osservatorio di Zacatecas, l’astronomo messicano Josè Bonilla notò infatti il passaggio in cielo di oltre 300 oggetti di colore scuro non identificati. Riuscì a scattare alcune foto documentando un fenomeno che resta ancora oggi inspiegabile, per cui si suppone che fu testimone del volo di una grande formazione di aeronavi aliene. Attualmente, il Messico è una sorta di “ombelico del mondo” per quanto concerne i platillos volantes.  Tant’è che se Paolo Conte riscrivesse la canzone “Messico e nuvole”, che Enzo Jannacci portò al successo nel 1970, forse dovrebbe aggiungere nel titolo “…e Ufo”. Anzi, “Ovnis”. È così che i messicani chiamano i misteriosi oggetti volanti che solcano i loro cieli, soprattutto nella regione di Puebla e di Città del Messico. Pur facendo la tara, cioè eliminando i casi dubbi, i fulmini globulari e gli aviogetti di matrice umana, restano inspiegabili moltissimi avvistamenti pubblici. Ne cito alcuni del XXI secolo. Nel 2004, sette punti luminescenti accerchiarono un aereo militare a Ciudad del Carmen. Il 24 giugno 2005 apparvero e furono filmati quattordici Ufo sopra Xalapa. Il 28 marzo 2010 un Ufo ha sorvolato il World Trade Center della capitale e il 17 aprile 2010 è apparsa una sfera di luce su Taxco. Sono solo alcuni esempi. La conferma del fatto che il Messico sia diventato un osservatorio speciale per gli ufologi viene da Carlos Diaz, uno studioso messicano che balzò agli onori delle cronache alla fine degli anni Ottanta, quando rese di dominio pubblico le sue esperienze coi fratelli cosmici. Diaz, che gli ufologi considerano il contattista più importante del mondo, affermò che gli alieni interagiscono tranquillamente con la vita quotidiana di Tepotzlan, la cittadina nella quale risiede con la sua famiglia: "addensati" in forma umana, lavorano, vanno a fare spesa, pagano le tasse, mangiano tacos e, quando è possibile, nottetempo si alzano in volo con le loro sfere di luce, in grado di registrare eventi e dati del nostro habitat sociale e naturale. So che qualcuno sorriderà, ma pare che Diaz abbia avuto modo di entrare nelle gallerie sotterranee che a Teotihuacàn collegano la piramide del Sole e quella della Luna. In queste caverne, non aperte al pubblico, avrebbe scoperto bassorilievi precolombiani effigianti antiche divinità che scendevano dal cielo su mezzi volanti. Che dire? C’è chi punterebbe il naso all’insù a sentire le parole “c’è un asilo che vola!” e chi, per contro, negherebbe anche l’evidenza dei fatti.
Da parte mia, voglio riportare un’esperienza indiretta risalente all’11 novembre 2010. Francesca e Federica, due delle mie figlie, si trovavano in Messico e stavano visitando il sito archeologico di Monte Alban, l’antica capitale dell’impero zapoteco, nei pressi di Oaxaca. Mentre Federica fotografava Francesca, sul fondale, nel cielo terso, sono apparsi e sfrecciati in silenzio due oggetti volanti non identificati. Federica e Francesca non si sarebbero nemmeno accorte dell’evento se non fosse che alcuni messicani che si trovavano vicino a loro, sulla cima di una piramide, all’improvviso hanno esclamato “Ovnis! Ovnis!”. Erano veramente Ufo o qualcos’altro, tipo due caccia dell’Aeronautica militare messicana? Non sono in grado di rispondere. Tuttavia, voglio rimarcare due elementi utili per la riflessione. Il primo è storico: gli Ufo sono stati avvistati a Oaxaca numerose volte; le ultime il 16 febbraio, il 3 agosto e il 13 ottobre 2010. Il secondo è soggettivo. Francesca e Federica mi hanno riferito che secondo alcuni testimoni i due oggetti volanti si sarebbero fermati nel cielo per una manciata di secondi, restando immobili, prima di scheggiare via a una velocità stratosferica e sparire alla vista.
Nei primi due mesi del 2011, gli avvistamenti in Messico sono stati numerosi. Gli Ovnis sono stati visti e filmati da molte persone a San Luis Potosi, Taxco, Cuernavaca, Tlalnepanta, Monterrey e Città del Messico. Un’intera flotta di Ufo ha costretto a stare col naso all’insù moltissime persone a Distrito Federal e Atlixco il 5 febbraio u.s. È dunque in corso una forte attività ufologica. Per gli scettici, si tratta di allucinazioni collettive e avvistamenti di palloni sonda e aerei sperimentali. Ognuno, d’altra parte, finisce per vedere ciò che vuole. Pur tuttavia, resta inspiegabile il fatto che in Messico gli avvistamenti di oggetti volanti non identificati e sfere luminose siano ormai all’ordine del giorno e inducano la gente a pensare che “gli dei stanno per tornare”. Vedremo.
Que viva Mexico! – dunque. Un paese così sorprendente che per definirne l’anima voglio prendere in prestito le parole di Octavio Paz, lo scrittore messicano premio Nobel nel 1990: “Tutto è visibile e tutto è elusivo, tutto è vicino e tutto è inafferrabile.”

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