sabato 9 aprile 2011

Gli islamici verso la conquista dell'Europa

I musulmani hanno una visione bipolare del mondo. Esiste il territorio che è sotto il loro controllo, chiamato Dar al-Islam (“dimora dell’Islam”) e quello dove vivono gli infedeli, detto Dar al-Harb (“dimora della guerra”). Le nazioni non islamiche sono considerate terra di conquista e il Corano insegna che è dovere di ogni buon musulmano attuare la Jihad (“lo sforzo”), cioè impegnarsi in una “guerra santa” il cui scopo è islamizzare il mondo degli infedeli. Il giurisperito arabo Al Mawardi indicò i tre modi per conquistare Dar al-Harb. Con la forza e la violenza. Senza violenza, approfittando della fuga degli infedeli. Mediante un trattato. 
Questa premessa era indispensabile per aiutarci a capire che i musulmani stanno conquistando l’Europa grazie a un’abile strategia che concilia le tre vie professate da Al Mawardi. Esercitano una violenza sottile, approfittano della nostra resa e usano come arma di negoziato il petrolio. Gli sbarchi a Lampedusa sono poca cosa in confronto a ciò che accadrà in futuro. È solo l’ultimo atto di un’invasione che non siamo capaci di arginare. Stiamo subendo una grande offensiva culturale, prima ancora che sociale. Il problema maggiore non è l’immigrazione in sé, quanto l’inesorabile processo dissolutivo che essa determina. I nostri valori e i nostri meriti (penso soprattutto alla democrazia e ai principi di carità e fratellanza dettati dal Vangelo) si stanno dimostrando fattori critici di insuccesso. Molli e disuniti, e perciò perdenti, abbiamo spalancato le porte ai nuovi saraceni in nome della solidarietà, mentre la Storia invano ci ricorda che certe debolezze si pagano. La caduta dell’impero romano cristianizzato ci fece precipitare nel buio pesto e ci rese così vulnerabili che le armate del Profeta sciamarono in ogni dove e poco mancò che il drappo verde di Allah non sventolasse su San Pietro. Sarebbe accaduto se a Poitiers, nel 732, e a Vienna, nel 1683, non avessimo fermato gli arabi e i turchi. Ma ora? Ora chi fermerà le nuove orde, che forse cercano un lavoro e una vita migliore, come sostengono gli ottimisti, ma che certamente hanno in animo di destabilizzare la nostra società e islamizzarci? Come? Disprezzando le regole e le tradizioni, smantellando la democrazia e la legalità, imponendosi con prepotenza e dando il colpo di grazia a ciò che resta della nostra tiepida religiosità. Le immagini televisive dei migranti di Lampedusa, che furiosamente fanno “tabula rasa” di tutto ciò che capita loro sotto tiro, ci inducono a pensare che stiamo accogliendo i “guastatori” della Jihad. Una feccia pronta a diventare manovalanza della delinquenza organizzata e del terrorismo. Stiamo favorendo la formazione di altre cellule tumorali nel corpo di un’Europa debilitata, prossima a divenire l’Eurabia profetizzata da Oriana Fallaci. 
Al momento, nel vecchio continente vivono 20 milioni di musulmani, di cui 1,5 milioni in Italia. Se gli attuali trend demografici e culturali non cambieranno, fra quarant’anni la civiltà occidentale di stampo giudaico-cristiana alzerà bandiera bianca. Nel 2050, il 30% degli abitanti dell’Europa professerà l’Islam e lo imporrà. Siamo destinati a cantare il De profundis a meno che, con un colpo di coda, non troviamo la forza e la coesione necessarie per fermare la conquista dell’Europa da parte dell’Islam. Per riuscirci, dobbiamo rinunciare al buonismo, al pietismo e al relativismo. La strategia francese (assimilazione) si è rivelata impraticabile e quella anglosassone (multiculturalismo) ha fallito. Se provassimo ad applicare la vecchia regola che a casa nostra comandiamo noi? Basterebbe affrontare il problema con la stessa fermezza con cui si deve trattare chi non sa stare al suo posto. Siamo cristiani, è vero, ma non zerbini da calpestare. 

Editoriale pubblicato il 9/4/2011 su:






2 commenti:

  1. Caro Giuseppe,
    posso lontanamente immaginare i tuoi sentimenti, nell'istante in cui prendi atto, che la tua fede, il Cristianesimo, oggigiorno disertato dalla maggioranza dei giovani, sta lentamente scomparendo, per lasciare posto ad nuovo vento, che soffia con forza e vigore. Sostenuto da miliardi di credenti. Io so che questo ti rattrista, e voglio confidarti, anche se magramente ti potrà consolare, che nulla puoi, ne si può fare per placare questa ondata di illuminazione. Non resta che rivalutare le proprie convinzioni!
    Saluti.

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  2. Ondata di illuminazione? Io lo definirei piuttosto "tsunami oscurantista". Avendo visitato molti paesi islamici e avendo vissuto alcuni mesi in Afghanistan, è improbabile che rivaluti le mie convinzioni. Soprattutto dopo avere sperimentato il lato oscuro e più odioso dell'Islam, cioè l'ignoranza, il fanatismo, il teismo, il rifiuto della democrazia, l'integralismo, la sottomissione della donna e relative barbarie (infibulazione e mutilazione genitale)ecc. Saluti.

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