martedì 5 aprile 2011

Nucleare, le ragioni del Sì e del No.

Nel 1987, ci fu chiesto se abrogare tre norme relative al Nucleare. Sull’onda emotiva del disastro di Chernobyl, avvenuto un anno prima, decidemmo di abrogarle. Di fatto, le scelte popolari fecero sì che l’Italia uscìsse dal “Club del Nucleare”. Il 12 e 13 giugno p.v. saremo chiamati a un nuovo referendum popolare pro o contro il Nucleare. Ci verrà chiesto se lo vogliamo, assecondando il programma governativo, che prevede la costruzione in Italia di centrali nucleari della III generazione, o se intendiamo continuare sulla strada delle energie rinnovabili (prodotte dal sole, dal vento e dalle risorse idriche). È una decisione importante e ancora una volta saremo condizionati dagli eventi. L’emergenza Fukushima è tale da influenzare emotivamente le nostre scelte. Dobbiamo riflettere ed è utile conoscere le ragioni del Sì e del No. I motivi per sostenere il “Rinascimento nucleare italiano” sono principalmente di natura economica. La costruzione delle centrali nucleari creerebbe nuovi posti di lavoro, nuove opportunità e nuove filiere. Ci renderebbe meno dipendenti dall’estero, dove compriamo l’energia elettrica. L’ex ministro dello Sviluppo economico Scajola (quello che la Centrale nucleare vorrebbe metterla nel giardino di casa sua) ha definito “non più eludibile il ritorno al Nucleare” poiché “solo gli impianti nucleari consentono di produrre energia su larga scala, a costi competitivi e nel rispetto dell’ambiente”. Molti ambientalisti e scienziati autorevoli, fra cui l’astrofisica Margherita Hack, approvano. E poi, il Nucleare inquina meno del petrolio, del metano e del carbone. Ora veniamo alle ragioni per dire No. Le centrali nucleari non sono sicure e comportano gravissimi rischi per la salute e per l’ambiente. In condizioni di funzionamento normale, il rischio di contrarre malattie (tumori, leucemie) nel raggio di 5 km. dalla Centrale nucleare è alto. In caso di malfunzionamento e fuga radioattiva (evento sempre più diffuso), gli effetti collaterali sono devastanti. Chernobyl insegna e Fukushima ci ammonisce. Carlo Rubbia ha dichiarato: “Non esiste un Nucleare sicuro o a bassa produzione di scorie”. Per farci un’idea reale del quadro e dei rischi dovremmo leggere la pubblicazione 103 dell’ICRP (Commissione Internazionale per la Protezione dalle Radiazioni ionizzanti). Per quanto concerne i danni ambientali, basti pensare che occorrono miliardi di mc di H2O per raffreddare gli impianti e che l’evaporazione dell’acqua comporta l’aumento dell’effetto serra. Le devastazioni ambientali sono causate dall’estrazione dell’uranio (causa di guerre in Africa) e dallo smaltimento delle scorie radioattive. Non sappiamo dove metterle, salvo sotterrarle o affondarle (avvelenando il sottosuolo, le falde acquifere e il mare). È un guaio perché il plutonio resta radioattivo per 200.000 anni e l’uranio per milioni di anni. L’energia nucleare ha costi molto elevati. Una centrale di III generazione costa 3 miliardi di euro, cui vanno aggiunti i costi dell’uranio e dello stoccaggio delle scorie. Il fruitore finale non ha vantaggi reali; il costo del KW di energia nucleare è superiore a quello dei combustibili tradizionali. Per ultimo, ma non ultimo, esistono ottime alternative al Nucleare. A questo punto, chiediamoci cosa desideriamo, per noi e per i nostri eredi. Va da sé che tutti vogliamo l’energia pulita, abbondante e a buon prezzo. E che non vogliamo mettere a repentaglio la nostra salute né l’ecosistema. Soppesiamo attentamente le argomentazioni e chiediamoci se le nostre aspettative sono maggiormente soddisfatte dal Nucleare o dalle energie rinnovabili. Dopodiché decidiamo. Non laviamocene le mani e non lasciamo che altri ipotechino il nostro futuro. La Terra coi suoi frutti ci appartiene.

Editoriale pubblicato il 4/4/2011 su:

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