lunedì 4 aprile 2011

E se la Terra si fosse stufata di noi?

La Terra ha sempre tremato e i terremoti con la T maiuscola sono avvenuti in un passato remoto. Il più tragico di cui si conservi la memoria è quello che colpì la Cina nel 1556. Furono accertati 830.000 morti. Il terremoto nazionale più devastante distrusse Messina nel 1908 e provocò 90.000 vittime. Il sisma e relativo tsunami, che ha messo in ginocchio il Giappone in queste ore non è abnorme né insolito. È un evento naturale e in quanto tale non deve alimentare eccessivi timori nella gente. È così che ragionano quelli che gettano acqua sul fuoco. Spegnere gli allarmismi è doveroso, pur tuttavia non si deve fingere che tutto vada bene nel migliore dei mondi possibile. La gente non è stupida. Si chiede cosa stia succedendo al nostro pianeta. Nella fattispecie, perché la terra tremi con maggiore frequenza e veemenza rispetto al passato. Forse sta accadendo qualcosa di cui dovremmo preoccuparci. La Terra sta attraversando un periodo di intensa attività sismica e negarlo è sciocco. Dati alla mano, dal 2004 (l’anno dello tsunami nell’Oceano Indiano) ad oggi i terremoti sono stati tantissimi, troppi. Gli scienziati che rifiutano il bavaglio ci mettono in guardia che alluvioni, cicloni, uragani, terremoti e maremoti colpiranno sempre più assiduamente varie parti del pianeta. È in atto un anomalo processo di produzione energetica all’interno della crosta terrestre che prescinde dalle abituali dinamìche delle forze tettoniche? Se è così ce lo dicano. Forse siamo seduti su una bomba ad orologeria. Certamente, alcune cause dei turbamenti del pianeta sono imputabili al surriscaldamento globale, alle continue e profonde ulcere ambientali che provochiamo al pianeta – il cui dissesto geologico è impressionante – e ai cambiamenti della frequenza vibrazionale del globo. Se è innegabile che i terremoti ci sono sempre stati, non si può negare che siano aumentati in modo esponenziale e non si può giustificarne la crescita con argomentazioni poco convincenti. La verità l’aveva intuita Aristotele: “La natura rifiuta di essere male amministrata”. Il punto è questo: la nostra incoscienza, informata da un’avidità senza fine e dal disprezzo del creato, produce ogni giorno danni gravissimi alla natura, che forse si è stancata dell’arroganza con cui pretendiamo di dominarla e piegarla ai nostri interessi economici. Manipolare l’ecosistema significa, alla lunga, determinarne la ribellione. Ecco perché la Terra trema di rabbia. Nel 2008 un terremoto ha colpito la Cina (Sichuan orientale) uccidendo 90.000 persone. Un anno fa ha devastato Haiti, provocando all’incirca 300.000 vittime. Oggi tocca al Giappone. Alcuni studiosi prevedono, ma sottovoce, altri terremoti catastrofici entro la fine dell’anno. Nemmeno l’Italia sarebbe al sicuro. C’è di più. Alcune profezie annunciano tempi dolorosi per l’umanità. Personalmente dubito che nel 2012 ci sarà la fine del mondo. In fondo, il mondo finisce e ricomincia ogni giorno e ogni giorno porta la sua pena, come ci ricorda il Vangelo. Ma la sensazione di molti è che le cose stiano precipitando. E se i terremoti-maremoti fossero i campanelli d’allarme degli “ultimi tempi”? Nel dubbio, ho riletto le profezie di Padre Pio da Pietralcina. Il sant’uomo parla di una grande tribolazione che colpirà l’intero pianeta e durerà tre giorni. “La terra tremerà e il panico sarà grande. La terra è malata. Il terremoto sarà come un serpente, lo sentirete strisciare da tutte le parti. E molte pietre cadranno. E molti uomini periranno”. Parole dure, che fanno venire la pelle d’oca. Ma c’è chi sorriderà di questa e delle altre predizioni catastrofiche. Speriamo che la voglia di sorridere non ci passi all’improvviso. 

Editoriale pubblicato il 14/3/2011 su:




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