sabato 16 aprile 2011

Ufo: gli scheletri nell'armadio


Chi nega l’esistenza degli extraterrestri e sconfessa la teoria che c’è vita intelligente nello spazio, ha motivo di preoccuparsi. I soloni dello scientismo a oltranza stanno tremando dacché alcune fonti governative britanniche, russe e americane hanno iniziato a diffondere notizie e documenti ufficiali che comprovano quello che fino a ieri gli stessi governi della Gran Bretagna e degli USA smentivano con fermezza. Cosa? Niente meno che l’esistenza degli Ufo, di forme di vita aliene e di contatti con civiltà extraterrestri. In sostanza, i guardiani dei segreti di stato (i famigerati x-files) stanno aprendo armadi metallici da cui escono fuori gli scheletri finora tenuti nascosti.
Nel mio libro Il Vangelo Cosmico, Solaris rivela al protagonista: “I governi delle principali potenze politiche e militari della Terra sanno da molti anni che gli Ufo sono una realtà e che volano sopra le vostre teste violando continuamente i vostri spazi aerei. Lo sanno anche i mezzi di comunicazione di massa e i plutocrati, che nascondono la verità per piaggeria o per non diffondere troppa aspettativa né tanto più il panico. Siete a conoscenza della verità fin dal 1947. In quell’anno accaddero due fatti che hanno avuto grandi ripercussioni. Kenneth Arnold, un ricco uomo d’affari, raccontò di avere visto dal proprio aereo nove oggetti volanti che si libravano nei cieli dello stato di Washington in formazione serrata. L’evento suscitò grande scalpore e naturalmente le autorità degli Stati Uniti d’America cercarono di ridimensionare il caso, asserendo che Arnold aveva visto nove prototipi di aerei prodotti dalla Boeing. Ma due settimane dopo, in una sconosciuta località del Nuovo Messico chiamata Roswell, i militari entrarono in possesso di tre velivoli alieni che erano precipitati nel deserto a causa di una collisione avvenuta durante una tempesta elettrica. Anche in questo caso le autorità dell’Aeronautica militare statunitense si affrettarono a smentire che si trattasse di un Ufo e dichiararono che avevano recuperato un pallone sonda aerostatico. Ben più difficile, però, si rivelò per i censori governativi giustificare il primo avvistamento collettivo del XX secolo, quello avvenuto nel 1948 a Madisonville, nel Kentucky, dove decine di persone videro un Ufo di forma circolare che sorvolava la città emanando una luce rossa. Subito, una squadra di aerei da caccia si levò in volo e lo inseguì fino ad alta quota, ma senza poterlo raggiungere. Il governo si premurò di affermare che l’oggetto non identificato era un pallone meteorologico della Marina.”
Oggi, gli episodi cui si riferisce Solaris sono investiti da una nuova luce; l’afflato revisionistico, spinto dall’affiorare di prove inoppugnabili, fa crollare miseramente le versioni negazionistiche ufficiali. Il caso più eclatante è forse l’incidente di Roswell, tornato recentemente di moda. Cosa accadde realmente in questa località del Nuovo Messico? Secondo gli ufologi, nel luglio 1947 si sarebbe verificato lo schianto di due o più Ufo, dai cui rottami i militari avrebbero recuperato molto materiale extraterrestre e alcuni cadaveri. Il primo comunicato stampa ufficiale emanato dalla base aerea di Roswell parlava di “dischi volanti”. In seguito, le autorità corressero il tiro, specificando che si trattava invece di un semplice pallone sonda. Le successive inchieste confermarono che i materiali recuperati erano detriti del “Progetto Mogul”, un esperimento militare. Un secondo rapporto chiarì che i presunti corpi alieni recuperati (di cui esistono filmati e fotografie sconcertanti) fossero in realtà manichini antropomorfi usati nei programmi militari. Il governo degli USA attuò ad arte una campagna di disinformazione il cui fine era evidente: soffocare sul nascere qualsiasi timore di invasione aliena (e tanto più sovietica) nella popolazione. La strategia, però, riuscì solo in parte. Molte persone, in America e nel mondo, intuirono la verità. Alcune testimonianze dirette dello Ufo crash più famoso della storia moderna hanno contribuito a cementare l’ipotesi della “congiura del silenzio”. Il sergente Frederick Benthal confermò di avere fotografato il relitto di un Ufo e i corpi degli alieni, che definì piccoli, dalla pelle scura ma con teste molto grandi. Elias Benjamin, il poliziotto militare del 390° Air Service Squadron che la notte fra il 7 e l’8 luglio 147 scortò tre corpi sotto un lenzuolo dall’Hangar 84 all’ospedale della base militare di campo di Roswell, dichiarò tardivamente di avere visto muoversi uno dei corpi, appartenenti a creature piccole e con la testa a forma d’uovo, con gli occhi obliqui, certamente di natura non umana. Ovviamente, Benjamin, Benthal e gli altri testimoni oculari furono minacciati perché non rivelassero ciò che avevano visto.
Il governo americano aveva avuto la fortuna di entrare in possesso di tecnologie aliene e di studiare i corpi di creature che non appartenevano al genere umano. Era logico che non intendesse ammettere il fatto né tanto più condividere col resto del mondo le tecnologie e i segreti che avrebbeo poi sfruttato. La dimostrazione palese che Roswell diede frutti eccellenti e va considerato un evento epocale, è riscontrabile nel grande e fulmineo balzo in avanti della scienza negli anni successivi. Il merito è in buona parte attribuibile alle scoperte fatte, studiate e poi applicate da parte degli scienziati americani nella base militare di Wright Patterson, nell’Ohio, e poi nell’Area 51 (Nellis Air Force Base), nel Nevada.
Che tutto ciò non sia fantasia è oggi dimostrato dall’improvvisa (ma non inaspettata) pubblicazione sul sito Internet della FBI di migliaia di documenti, fino a ieri coperti dal segreto di stato, che contengono rivelazioni sensazionali sul caso Roswell. I carteggi del Federal Bureau of Investigation, chiamati “The Vault”, documentano infatti che i militari americani recuperarono nel deserto del New Mexico tre Ufo di 16 m. di diametro contenenti ciascuno un equipaggio di tre umanoidi alti all’incirca un metro, con indosso indumenti in tessuto metallico a trama molto fitta. I documenti si riferiscono altresì a un secondo avvistamento di Ufo avvenuto il 4 aprile 1949 nello stato dello Utah. Si tratta di un disco volante di colore argenteo che esplose nei pressi di Trenton sotto gli occhi di molti cittadini di quella città.
Perché l’FBI ha pubblicato questi x-files? Probabilmente, le autorità governative degli USA si rendono conto che i tempi sono cambiati e che non è più possibile negare l’evidenza di fatti accaduti oltre sessant’anni fa. Sono tante, troppe le persone ormai convinte che esistono forme di vita intelligente nello spazio e che gli Ufo sono astronavi aliene e non palloni sonda o aerei militari sperimentali. Va da sé che non tutto ciò che brilla è oro e che le mistificazioni non contribuiscono al trionfo della verità, pur tuttavia si avvicina a grandi falcate il momento in cui i governi dei Paesi più potenti del mondo dovranno annunciare ufficialmente quella stessa verità sepolta nei faldoni e negli armadi da cui, ogni giorno, salta fuori uno scheletro.
C’è un’altra, fondamentale ragione per cui gli USA stanno gradualmente preparando l’opinione pubblica alla verità. Obama è a conoscenza che il cosiddetto “contatto finale” è imminente. Fra poco (è una questione di anni, forse di mesi!) i cieli della Terra saranno oscurati da una grande formazione di astronavi madre. Ci saranno molti incontri ravvicinato del IV tipo e tutti, in ogni parte del mondo, potranno assistere in tempo reale a un avvenimento che non ha precedenti nella storia. Gli extraterrestri si renderanno manifesti e finalmente conosceremo le loro intenzioni. Quali siano è affermato chiaramente da Solaris ne Il Vangelo Cosmico. Tanto vale, dunque, smetterla di negare ciò che la coscienza collettiva sta già metabolizzando da tempo grazie alla fiction cinematografica, che ha previsto scenari futuribili tutt’altro che utopistici. La finzione, di fatto, ha reso un ottimo servizio alla realtà e presto ci accorgeremo di quanto sia stata profetica.
Con buona pace di chi si ostina a credere che sia tutto una montatura e che siamo soli nell’universo, gli scheletri ci pongono di fronte a un dilemma: possiamo fare come gli struzzi, continuando a nascondere la testa nella sabbia, sì da rifiutare anche le prove documentarie, oppure riconosciamo umilmente che non siamo le uniche forme di vita pensanti distribuite da Dio nelle Galassie.
La seconda opzione mi pare decisamente più utile, oltre che intelligente.

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