lunedì 20 giugno 2011

Ditelo con un fiore


“Say it with flowers”, ditelo con i fiori, recita lo slogan della Society of American Florists divenuto famoso in tutto il mondo. È anche un insegnamento angelico fra i più continui e ricchi di sfumature. Perché gli angeli amano moltissimo i fiori, che considerano fra le più perfette espressioni del creato. Essi invitano gli uomini ad amare e rispettare i fiori, a conoscerne la natura e averne cura. Inoltre ci chiedono di coglierli solo per farne dono o abbellire la nostra casa. Gli angeli sono attirati dai fiori freschi come i demoni ne sono respinti. Da sempre, i fiori sono uno dei messaggi più potenti e diretti, tant’è che si parla di “linguaggio dei fiori”. Non c’è fiore che non abbia un suo significato, che non sia simbolo o metafora di un aspetto della realtà. I fiori sono esseri viventi che appartengono a un mondo inferiore e che tuttavia possiedono una vita psichica oltre che fisica. Il grande insegnamento degli angeli in materia floreale è infatti questo: ogni fiore ha un proprio percorso esistenziale ed è affiancato da un Deva che veglia su di lui. I fiori hanno una sensibilità e la capacità di comunicare attraverso i colori, le forme e i profumi. Sono creature affini agli angeli più di quanto non lo siano gli uomini. Basti pensare che si nutrono principalmente di luce. Come gli angeli, appunto. 
Una delle applicazioni più note dello Zen, la disciplina spirituale di origine giapponese attraverso la quale la coscienza individuale si sforza di accordarsi armoniosamente con il cosmo, è l’arte della composizione floreale, detta ikebana. Disporre i fiori secondo intenti simbolici oltre che logiche decorative è un modo raffinato di cogliere l’essenza dell’universo floreale, ben più ricco e articolato di quanto lascino supporre un mazzo di corolle o un pugno di petali. I fiori hanno uno spirito, dicono gli angeli. Non certamente un’anima come la nostra, ma sarebbe sciocco supporre che sia poca cosa o niente, visto che nessuno ha mai parlato con un fiore e raccolto le sue confessioni o compreso i suoi pensieri. Nel suo capolavoro, Il Genio del Cristianesimo, Chautebriand ha scritto una pagina memorabile sui fiori, che descrive così: “la corolla del fiore dà il miele alle api: è la figlia del mattino, l’incanto della primavera, la sorgente dei profumi, la grazia verginale, l’amore dei poeti. Trapassa presto come l’uomo ma rende dolce le sue foglie alla terra. Nazioni intere hanno in lei l’interprete dei loro sentimenti; essa è come un libro soave, che non racchiude alcun errore pernicioso e non custodisce se non la storia fugace delle rivoluzioni del cuore…”. Queste parole ci aiutano a compenetrare la simpatia che gli angeli mostrano verso i fiori e la prontitudine con cui ci istruiscono sul loro status nell’universo. San Giovanni della Croce considerava i fiori immagine delle virtù dell’anima, raccolte nel mazzolino della perfezione spirituale. Gli angeli ci confermano le affinità fra il nostro mondo interiore e quello dei fiori. Poiché ogni fiore ha un suo preciso compito nel disegno divino, possiede un suo significato inequivocabile e un angelo della natura che in esso ha dimora, ne deriva che deve realizzarsi durante la sua effimera esistenza. La realizzazione di un fiore spazia dal ciclo fisiologico di nascita e rinascita in un campo o in un vaso, assecondando le stagioni, a quello di essere reciso e donato. Questo secondo adempimento è quello che gli angeli chiamano “sacrificio d’amore”. Il fiore si sacrifica, dona la propria vita affinché il Deva ospite possa adempiere la propria missione. Quale missione? È presto detto: recare conforto agli esseri umani. Il fine apparente di un fiore è glorificare Dio con la sua bellezza, ma il suo fine ultimo è soccorrere un’anima bisognosa del suo calore sottile, della sua luce. “I fiori hanno veramente il potere di lenire il dolore”, ha scritto Eugene O’Neill. Non soltanto. Essi ci recano gioia, ci infondono dolcezza o forza, ci fanno apprezzare la bellezza dell’opera di Dio, ci avvicinano al mistero della vita. Ogni fiore secondo la propria natura, in virtù del ministero del proprio Deva. Offrire un fiore, a se stessi o agli altri, ha dunque un duplice valore. Il primo è quello di comunicare un sentimento, secondo i dettami del simbolismo floreale, il secondo, spiritualmente ancora più rilevante, è quello di donare un Deva il cui mandato è in sintonia col significato che siamo soliti attribuire al fiore presso cui dimora. Questo Deva, più che il fiore stesso, interagirà con il nostro spirito. È utile conoscere il linguaggio spirituale dei fiori. Ci mette nella condizione di rivolgerci al nostro fiorista di fiducia con una competenza che trascende il mero simbolismo dei fiori per accedere a una visone più completa e funzionale. E può accrescere il tasso di affinità con la persona a cui portiamo in dono un mazzo di fiori. Il fatto che un fiore ci piaccia particolarmente, che sia il “nostro fiore”, suggerisce anche il nostro profilo spirituale o indica un nostro bisogno spirituale insoddisfatto. 
Voglio proporre un piccolo vademecum floreale dettato dagli angeli. Lo diffondo con l’augurio che grazie ad esso il lettore arricchisca non solo la sua conoscenza della simbologia floreale ma soprattutto la sua visione dell’universo, che essendo antropocentrica considera con troppa sufficienza ogni forma di vita periferica.

Acanto. Associato agli spiriti romantici e misteriosi, ai sognatori e agli artisti. È simbolo di sviluppo e trasporto verso l’arte ma anche verso le cose inferiori (per via delle sue spine, che gli danno il nome akanta) e di verginità perché cresce in terra non coltivata.
Anturio. Comunica bisogno d’affetto e stimola a offrirlo.
Calicanto. Grazie a una leggenda che ricalca un tòpos diffuso nella cristianità fin dal Medioevo (quello delle piante che durante la fuga in Egitto della Sacra Famiglia, aprivano le fronde per celare i tre fuggitivi braccati dai soldati di Erode, oppure concedevano i loro frutti agli affamati viaggiatori) simboleggia l’amore altrustico e compassionevole e la generosità. Fiorisce sfidando il gelo dell’inverno e perciò esprime la forza spirituale nelle avversità e la capacità di andare controcorrente. È il fiore di San Francesco e degli anticonformisti. Indica l’aspirazione al sublime e l’ottimismo.
Calla. È il fiore dell’ascolto spirituale. Raccomandato a chi desidera farsi aiutare spiritualmente, ricevere luce e migliorarsi. Nel linguaggio dei fiori indica la bellezza e l’instabilità.
Camelia. Quando è bianca esprime l’avvenenza e la leggiadria dell’anima. E simbolo di costanza in amore, di grazia e di bellezza.
Caprifoglio. Esprime forza spirituale trascinante.
Ciclamino. È il fiore della dolcezza, ben voluto dagli altri. Ma è anche il fiore della consacrazione alla spiritualità o alla castità. Indica carattere dolce e disponibile. Nel linguaggio dei fiori, significa “diffidenza” poiché le sue radici contengono una minima quantità di veleno.
Crisantemo. Questo fiore autunnale, emblema della casa imperiale del Giappone, è un simbolo solare e indica stabilità e continuità. I cinesi lo associano alla longevità. Il Tao lo onora come mezzo per raggiungere l’immortalità.
Emerocallide. Noto anche come Bella di giorno, questo fiore è il simbolo della bellezza fuggevole. In Cinba è usato per scacciare le preoccupazioni.
Fiordaliso. È il fiore della timidezza e di chi ama chiudersi nel proprio mondo interiore. Indica sensibilità poetica e sofferenza interiore. Nel linguaggio dei fiori significa “felicità”. In passato era conosciuto come “erba degli incantesimi”
Fior di ciliegio. Associato agli spiriti liberi e amanti dell’arte. Corrisponde a chi tende maggiormente alla vita contemplativa e spirituale più che a quella materiale e alimenta l’idealismo e il gusto artistico.
Fior di loto. Questo fiore esprime gentilezza, mistero, misticismo. Accresce la spiritualità.  È simbolo di purezza perché si distende sulla superficie delle acque stagnanti ma non è macchiato da esse. Tradizionalmente ha otto petali e rappresenta le otto direzioni che simboleggiano l’armonia cosmica. È il fiore della meditazione, caro ai buddisti e alle culture orientali.
Fior di melo. Anima semplice e amante della natura ma molto spirituale.
Fior di pesco. È il fiore del buonumore. È un ottimo rimedio per chi soffre di depressione poiché dona la speranza in un futuro migliore. Mostra socievolezza e disponibilità verso gli altri.
Fresia. Indica cortesia e gentilezza d’animo, ma anche semplicità, equilibrio e modernità.
Fucsia. È associato al buon gusto, strumento di orientamento e scelta sapiente nella vita.
Gardenia. Indica sincerità, classe e raffinatezza. Significa anche simpatia.
Garofano. È il fiore dell’erotismo e spiritualmente stimola l’ardore e la passione. Nel linguaggio dei fiori ha diversi significati a secondo del suo colore: Bianco indica fedeltà, rosso passione, giallo eleganza, rosa fedeltà e amore reciproco.
Gelsomino. È il fiore preferito dagli angeli (con la rosa) e dai sognatori. Sviluppa la spiritualità, il senso artistico e la visualizzazione. È un potente afrodisiaco. La sua essenza apre il 2° e 4° chakra
Genziana. È il fiore dell’amore per la montagna (metafora dell’ascesa verso vette spirituali) e per la vita all’aria aperta, in comunione con la natura.
Gerbera. Ha le stesse valenze della margherita (vedi).
Giaggiolo. Esprime sensibilità e sensitività.
Giacinto. Corrisponde alla forza segreta, alla bellezza interiore, alle potenzialità nascoste, ai doni spirituali inutilizzati.
Giglio. Il giglio è sinonimo di candore, innocenza e nobiltà d’animo, soprattutto maschile. Sia Böhme che Silenius lo considerano simbolo di purezza celeste. È il fiore di San Giuseppe (amore paterno) e degli angeli. È anche il fiore della gloria e sorgente di fecondità. Nella Bibbia è il simbolo dell’elezione e della scelta dell’essere amato. È anche simbolo dell’abbandono mistico alla volontà di Dio e dell’accettazione della Provvidenza e l’attributo della Vergine Maria.
Girasole. È detto anche Eliotropio (o Elianto), nome che rimarca il suo carattere solare, associato all’egocentrismo, all’ottimismo, all’allegria, alla positività, alla capacità di mettersi in mostra. In Cina è un cibo d’immortalità. Nelle civiltà precolombiane e nell’antico Egitto era il simbolo della divinità e del Sole.
Giunchiglia. È il fiore della sensibilità pura. Favorisce l’ascolto.
Glicine. Esprime saggezza e tenacia, ma anche amore per i bambini e gli animali.
Iris. Le valenze di questo fiore primaverile sono la bellezza e la regalità. È uno dei fiori amati da Gesù, come tutti i fiori blu. In Giappone gli si conferisce un ruolo purificatore e protettore dagli spiriti perversi che gli angeli confermano. Perciò viene posto sui tetti delle case, così da allontanare le influenze perniciose dell’esterno ma anche gli incendi.
Lavanda. È la forza associata alla generosità e al fascino di chi trascina gli altri. È il fiore dei “capobranco”, dei trascinatori spirituali, dei profeti e dei veggenti.
Lilium. Ha le stesse caratteristiche del giglio ma al femminile. Innocenza e verginità.
Lillà. Esprime romanticismo gioioso e senso della famiglia.
Magnolia. È il fiore dell’amore e della bellezza spirituale e artistica. Indicato per pittori, scultori e stilisti di moda. Indica la bontà d’animo e la riflessione (“ci devo pensare”).
Mimosa. Ingenuità e sensibilità, volubilità, estro ma anche dispersione di energie. È il fiore della sensibilità femminea e della tenerezza.
Mughetto. Affine al giacinto, esprime una forza recondita e una bellezza inespressa associata a una spiritualità che deve realizzarsi. Indica la felicità che ritorna.
Margherita. Esprime tenerezza, semplicità e fedeltà. È associato alla personalità tollerante, sensibile ai problemi altrui, tenera, apprezzata da chi gli sta attorno. Favorisce la coerenza e la fedeltà alla parola data, agli affetti, agli ideali, al proprio credo. Quando è bianca esprime una spiritualità elevata, amore per la verità e purezza. Esprime la gioia di vivere, l’amicizia e l’innocenza.
Narciso. Simile al giacinto,esprime una forza segreta e bellezza interiore. Ma anche vanità, autostima e incapacità di amare.
Ninfea. È l’espressione della capacità di mantenersi puri nella sporcizia del mondo. È il fiore della purezza d’animo.
Non ti scordar di me. Il myosotis esprime discrezione, amore sincero e timidezza… tanta bellezza spirituale racchiusa in un corpo discreto e silenzioso!
Orchidea. È il fiore della perfezione e rappresenta l’ordine e la precisione. Si associa alla fantasia intensa e libera, alla seduzione e al fascino (elisir d’amore). Comunica forza e sicurezza nei rapporti interpersonali, disinvoltura nelle situazioni ma, a volte, anche superficialità ed eccessiva tensione verso l’apparenza,  a scapito dell’essenza. Esprime una natura passionale e possessiva. Quando è rosa suggerisce tenerezza, delicatezza e felicità.
Ortensia. È il simulacro dell’aristocrazia ma anche alla freddezza. Viene associato all’anima che sfugge alla possibilità d’essere inquadrata o catalogata. Fa comunità.
Papavero. Adattamento alle circostanze, resistenza alle intemperie della vita. Ma anche oblio, sonno dei sensi e del cuore.
Passiflora. È il fiore della passione di Cristo. Quando è viola è associato a Gesù e all’amore verso di Lui. Quando è bianco esprime il desiderio dell’anima sofferente di tornare pura e buona.
Peonia. Simbolo di ricchezza e onore.
Pratolina. È il fiore della semplicità e della purezza.
Primula. Rappresenta la rinascita interiore. È il fiore dell’amore per le scienze naturali.
Rododendro. Le sue valenze richiamano quelle del garofano (vedi).
Rosa. La regina dei fiori è un mondo a sé, simbolo di finalità, raggiungimento e perfezione. Quando è rossa esprime amore passionale e disponibilità al sacrificio. Se è bianca comunica purezza e candore (come la rosa candida della Divina Commedia, che evoca la rosa mystica delle litanie cristiane). Se è gialla esprime gioia. Quando è rosa comunica affetto e sentimenti teneri e delicati. Infine, la rosa blu è il fiore di Gesù, il fiore della bellezza interiore. Ed è anche simbolo dell’impossibile. La sua essenza apre il 4° chakra.
Strelizia. Spiritualità rara. Nobiltà e maestosità.
Tuberosa. Esprime o stimola la personalità che sa affascinare le folle, sa “drogarle”.
Tulipano. Romanticismo e capacità onirica. Se è rosso esprime nobiltà, valori cavallereschi e disponibilità al servizio (soprattutto di Dio). Quando è giallo comunica sogno di gioia.
Viola. È il fiore dell’amore per la natura. 
Viola del pensiero. Comunica gioia familiare e calore domestico. Chi ama questo fiore mette al primo posto la famiglia e la casa. Esprime unità e gioia focolare oltre che attrazione per le cose semplici e desiderio di sicurezza. Gli angeli consigliano di piantarla in giardino. (11. continua).

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