sabato 4 giugno 2011

Il mondo dei colori e delle note

Se qualcuno stimasse che gli angeli sono insegnanti specializzati in teologia e filosofia etica prenderebbe un abbaglio e farebbe loro torto. Gli angeli sono istruttori versatili e plenari. La loro competenza va ben oltre la metafisica e la morale. Sono in grado di tenere corsi di qualsiasi materia abbia pertinenza con la salute spirituale dell’umanità. Quando un angelo sale in cattedra mostra l’autorità di un professore della Sorbona ma anche il senso pratico di un operaio specializzato. Egli dispensa moltissimi insegnamenti pratici, offrendoci una dottrina empirica quanto mai utile nella vita di tutti i giorni. 
C’è un mondo che riflette l’attività dinamica dell’universo e ci rende partecipi della danza cosmica. È il mondo dei colori e delle note. Conoscerlo è utile.  
  
Cos’è il colore?  Newton spiegava che “i raggi di luce non sono colorati. In essi non vi è altro che un certo potere o disposizione a suscitare una sensazione di questo o quel colore”. Il colore è un’impressione, più che una realtà oggettiva, è l’effetto di un percezione soggettiva. Tant’è che i daltonici e gli animali vedono i colori diversamente da come li vede un individuo i cui parametri ottici rientrano nella norma. I colori sono una leva potentissima dello spirito, oltre che una realtà fisica. Kandinsky ha scritto che “il colore è un mezzo di esercitare sull’anima un’influenza diretta. Il colore è il tasto, l’occhio è il martelletto che lo colpisce, l’anima lo strumento dalle mille corde”. I colori hanno grande influenza sulla psiche. Un noto aneddoto ce lo ricorda. Un tempo il ponte londinese di Blackfriars era tristemente famoso per il gran numero di suicidi che vi avevano luogo. Esso era dipinto di nero, come il nome indica. Ma un giorno venne ridipinto di verde vivo e da allora il numero di suicidi diminuì di un terzo. Gli angeli conoscono bene gli effetti del colore sulla nostra mente e sul nostro spirito. Perciò ci suggeriscono di “frequentare” certi colori ed evitarne altri. Ci spiegano ciò che il ricco simbolismo universale dei colori ha solo in parte compreso e messo a profitto nella liturgia, nell’araldica, nell’alchimia, nella moda, nell’arte, nella letteratura, nella psicologia e in molti altri campi. Gli angeli avvalorano l’intuizione di Matisse: “il colore è una liberazione” - ma esso può anche rivelarsi una costrizione. Perciò ci invitano a conoscere, selezionare e usare i colori. John Ruskin sosteneva che “le menti più pure e più pensose sono quelle che più amano i colori”. C’è del vero in questo. Ma è altrettanto vero che dobbiamo prendere familiarità con la tavolozza dei colori se vogliamo mantenere pura la mente e luminosi i nostri pensieri. Il colore è intorno a noi, condiziona il nostro umore e interagisce con le nostre emozioni. Ne consegue che è necessario averne cura e riservargli molta attenzione. Gli angeli affermano che è importante imparare a visualizzare i colori. A occhi chiusi, la nostra mente può produrre il colore o i colori di cui abbiamo maggiormente bisogno. E una volta creato lo diffonde in ogni cellula, in ogni atomo, generando vibrazioni di benessere. Il maestro e filosofo di origini bulgare Aivanhov ha scritto: “quando qualcuno che amate è ammalato, triste o scoraggiato, se veramente volete aiutarlo dovete inviargli dei colori”. C’è un nesso evidente fra i bagni di luce e l’esposizione a determinate onde cromatiche e la produzione di sostanze elettrochimiche da parte del nostro cervello. Sprofondare in un colore che susciti gioia o serenità è un modo semplice per produrre endorfine, gli ormoni della felicità. 
Negli ultimi anni i naturopati hanno riscoperto un sistema di prevenzione e di cura antichissimo: la cromoterapia. È la medicina degli angeli, uno dei rimedi che gli esseri di luce prescrivono a chi soffre del male di vivere. La cromoterapia è basata su un principio olistico elementare: ogni colore agisce su mente, corpo e spirito secondo le sue proprietà. Ma quali sono queste proprietà? Cominciamo coi sette colori primari, i sette Spiriti che si trovano accanto al Trono di Dio secondo lo Zohar, all’interno dei quali distinguiamo il gruppo dei colori caldi o avanzanti, che corrispondono ai processi di assimilazione, di attività e di intensità: rosso, arancione e giallo. Il verde è un colore di transizione mentre l’azzurro e il viola sono colori freddi, che corrispondono ai processi di passività e debilitazione. Il bianco, invece, è più un colore dell’immaginario, una summa cromatica a sé che alcuni considerano erroneamente assenza di colore. Gli angeli ci istruiscono che il bianco è la somma di tutti i colori, l’unico di cui abbiamo realmente bisogno poiché “esprime Dio”. 

Rosso. È il colore associato a muladhara, il primo chakra posto alla radice del midollo. Nella scienza iniziatica è chiamato “spirito di vita”. È un colore che genera sentimenti intensi come la passione e l’ira. Il rosso è il colore del sangue palpitante e del fuoco, quindi dei sensi impulsivi e ardenti. Infatti carica il campo energetico (l’aura rossa indica forte energia e iperattività fisica) e aumenta la vitalità. È un colore da visualizzare quando si è stanchi o depressi. Un uso eccessivo può produrre irruenza, intolleranza o eccessivo entusiasmo. Gli angeli sconsigliano di vestirsi di rosso (o nero) o arredare la casa con oggetti di questo colore poiché attira la lussuria e la discordia. Circondarsi di rosso è il modo migliore per allontanare gli angeli e attrarre i demoni. Non dimentichiamo che è il colore di Marte, l’attributo delle anime guerriere, già volitive per natura, le quali devono usarlo con discrezione e stemperarlo con il bianco o altri colori chiari. Il rosso è in stretta relazione con l’alchimia e la Gnosi ed è collegato con la purificazione. Per gli antichi egizi era il colore maledetto del dio Seth e di tutto ciò che è dannoso per l’uomo. Da un punto fisico, l’esposizione al rosso risana le infezioni, cura il raffreddore e la stanchezza cronica, alza la pressione sanguigna.  
Arancione. È il colore del secondo chakra, detto svadhishthana, che è posto nella regione pubica. Gli angeli lo definiscono “spirito di santità”. Infatti l’arancione è associato ai maestri spirituali e agli asceti. Il giallo arancio (zafferano) è il colore che Buddha adottò dalla veste dei criminali portati al luogo di esecuzione. Ed è anche il colore della croce di velluto dei Cavalieri del Santo Spirito. Sul piano profano corrisponde al sacro orifiamma. L’arancione è il punto di equilibrio fra lo spirito e la libido. Comunica ambizione, orgoglio, forza vitale e spirituale e gli angeli lo suggeriscono a chi ha bisogno di queste valenze. Anch’esso carica il campo energetico ma con meno controindicazioni rispetto al rosso. Incrementa sensibilmente il piacere fisico, mentale e spirituale. Inoltre rallegra e rivitalizza senza eccessi. È il colore della fecondità e rafforza la fede. È un ottimo antidoto contro la malinconia, la tristezza e gli stati depressivi. Oltre ad agire benevolmente sul sistema nervoso aumenta la potenza sessuale e innalza la soglia immunitaria.  
Giallo. È il colore che carica il terzo chakra, manipura, posto all’altezza del plesso solare. È il colore più caldo, più intenso, più espansivo. Definito dagli angeli “spirito della saggezza”, il giallo è l’attributo di Apollo e favorisce la meditazione, la riflessione, l’intuizione e lo studio. Crea gioia e allontana la depressione. Poiché è il colore dell’intelletto incrementa l’attività mentale e fa chiarezza nella mente, liberandola dalle nubi che la offuscano. Per questa ragione è il colore prediletto degli intellettuali. Un’aura gialla indica esattamente questo: forza mentale e grande capacità nel rapporto interpersonale. Il giallo è il colore del sole e perciò ci illumina aiutandoci a raggiungere la consapevolezza del nostro ruolo nell’universo. Gli angeli raccomandano di impiegarlo come anti-stress e stimolante. I suoi benefici sono noti: dà energia fisica a chi ne ha bisogno e cura l’esaurimento nervoso. Inoltre aiuta a risolvere i problemi della pelle e dona sollievo allo stomaco sofferente, ma anche al fegato malato e al pancreas.  
Verde. È il colore di Venere e della natura. Vi corrisponde anahata, il quarto chakra posto presso il cuore. Gli angeli lo chiamano “spirito dell’eternità e dell’evoluzione”. Equidistante dall’azzurro celestiale e dal rosso infernale, il verde è il mediatore fra il caldo e il freddo, fra l’alto e il basso. È un colore umano, rinfrescante, rassicurante. Ed è soprattutto il colore della guarigione poiché aiuta a combattere per la vita. Non è un caso che negli ospedali i chirurghi indossino un camice verde, attributo cromatico della salute. È l’unico colore curativo e ricarica il chakra del cuore. Il verde è anche il colore della crescita e gli angeli ne raccomandano l’uso agli adolescenti. Al verde è associata la guarigione. Favorisce i sentimenti d’amore, incrementa la sensibilità e la percettività, allarga la visione positiva della vita. Fisicamente allevia i disturbi del sistema circolatorio, migliora l’attività polmonare ed è un coadiuvante semplice ma efficace contro il mal di testa. Riposare in una stanza dalle pareti verdi è un’esperienza che gli angeli ci invitano a fare. 
Azzurro (o blu turchese). È il colore del quinto chakra, vishuddha, posto all’altezza della gola. Gli angeli lo chiamano “spirito della verità”. È il colore più profondo, più freddo e più puro. È la tinta del cielo ed è forse questa la ragione per cui il turchese è il colore cristico. L’aura di Gesù è blu e denota la perfezione spirituale. Nell’azzurro metafisico, forme, movimenti e suoni svaniscono e si smaterializzano. È un colore strettamente associato alla religiosità e dona maggiore equilibrio, sensibilità, pace e armonia. Inoltre avvicina alla musica (infatti è il colore dei musicisti) e favorisce la dialettica, la sincerità, la capacità di assimilare e il senso di responsabilità. È rinfrescante come il verde ma non tonificante e perciò induce al sonno (gli angeli suggeriscono di tinteggiare di turchese le pareti della camera da letto). È un colore rilassante, raccomandato a chi soffre di ipertensione. Da un punto di vista fisico agisce ottimamente contro i disturbi della gola. Ho sperimentato personalmente il potere terapeutico di un fazzoletto blu legato al collo. 
Viola. Connota il sesto centro energetico, ajna, posto sulla fronte. Questo chakra è il famoso terzo occhio o occhio della coscienza. Quando la sua tonalità è scura (indaco) viene chiamato “spirito della forza e della regalità”, quando è chiara è detto dagli angeli “spirito dell’onnipotenza divina e dell’amore spirituale” L’indaco è la vibrazione più alta del viola. È il colore del misticismo e del sacrificio, il colore più spirituale poiché apre il terzo occhio. Ha anche una spiccata funzione protettiva. Il viola è carico di energia come nessun altro colore. Il suo uso o la vicinanza favorisce la capacità intuitiva, la visualizzazione e la comprensione dei concetti mentali, l’attuazione delle idee e l’amore celestiale. È il colore della chiaroveggenza. Sul piano fisico agisce come disinfettante, cura i capelli sfibrati, le orecchie, il naso e i nervi.  
Bianco. È il colore del chakra della corona, sahasrara, che si trova sulla testa nei pressi della fontanella. Gli angeli definisco il bianco “spirito di Dio”. Kandinsky ha scritto che “il bianco, che molti considerano spesso un non-colore, è come il simbolo di un mondo nel quale sono spariti i colori in quanto proprietà delle sostanze materiali. Il bianco opera sulla nostra anima come il silenzio assoluto”. Ha ragione. Il bianco trascende la materia poiché esprime purezza e verità, spiritualità e immaterialità. Ed è anche il colore del silenzio gravido di energia positiva. Gli angeli amano il bianco più di qualunque altro colore, così come i demoni lo odiano, e ci chiedono di circondarci di bianco, vestirci di bianco. Anche Guénon, nel suo fondamentale Simboli della Scienza sacra, ritiene che la vera gamma dell’arcobaleno comprenda sei colori e non sette, che pone sulla punta di una stella di Salomone. Ma al centro di essa colloca il bianco, totalità e sintesi dei colori. E il bianco esprime veramente l’unità di tutte le cose di cui ho parlato nel precedente paragrafo. A livello astrale, la principale prerogativa del bianco è respingere le energie negative così come a livello fisico allevia il dolore, conforta e pacifica. Esso influenza il nostro campo energetico e lo illumina, lo protegge, lo ricarica. È un colore che accresce la nostra autostima e ci dispone all’amore per Dio. È un colore fausto, gioioso e propizio. È noto il detto latino di segnare con una pietra bianca gli eventi straordinari. Il bianco, - candidus - era il colore del candidato, cioè di chi sta per mutare condizione. Il bianco diventa così più di un colore, esso è il manifesto della volontà dichiarata di rigenerarsi. È il signum della purificazione e della catarsi, il richiamo per gli angeli, la scorciatoia per il Regno dei Cieli. È l’abito di gala di chi cammina verso la luce.  
Nero. Così come il bianco è luce, il nero è assenza di luce. Kandinskij lo definisce così: “come un nulla senza possibilità, un nulla morto dopo la morte del sole, come un silenzio eterno senza avvenire, senza la speranza stessa di un avvenire, risuona interiormente il nero”. Il nero è morte, lutto, tristezza, tenebre, oblio profondo, frustrazione, penitenza, infelicità. È il colore della disgrazia e della tragedia, come ci ricorda l’episodio della vela nera di Giasone. È l’esaltazione del mistero, della magia (nera), dell’occulto e dello spiritismo ma è la negazione della vera spiritualità. Gli angeli ci allontanano dal nero e dalla sua nefanda influenza. I loro avvertimenti sono decisi; ad esempio, ci informano che a livello fisico il nero è devastante: crea discordia, stimola le malattie (ad esempio il cancro) e le aggrava (favorisce l’autodistruzione delle cellule), attira i demoni nella nostra orbita. Gli angeli non si danno pace poiché le mode impongono il nero come archetipo di eleganza. Un tempo la moda era sgargiante e allegra. Oggi, i più considerano il nero chic e seducente, ignorandone il valore simbolico e, soprattutto, gli effetti spirituali. Ma la sua affermazione non è casuale. È il segno evidente che troppe anime rifuggono la luce, ne sono infastidite. Come ci ricorda il Genesi, “l’istinto del cuore umano è inclinato al male fin dall’adolescenza” (8, 21). Ed è scritto che il maligno abbia vita facile negli ultimi tempi, quelli che precedono la grande tribolazione e lo scontro finale tra i figli della luce (di bianco vestiti) e i figli delle tenebre (ammantati di nero).  
Grigio. È il colore della cenere e della nebbia. Spegne l’entusiasmo e rallenta la crescita spirituale. Kandinskji dice che è “l’immobilità inconsolabile… l’oppressione soffocante”. Gli angeli rivelano che il grigio influenza l’abbattimento psicofisico, l’egoismo, l’inerzia e l’indifferenza. In sostanza, crea i presupposti di una “vita in grigio”.  
Rosa. Una vecchia e famosa canzone francese, la vie en rose, ci suggerisce subito le valenze e gli effetti spirituali di un colore che gli angeli amano. Il rosa è simbolo universale di tenerezza, delicatezza, ottimismo, sensualità e felicità. Esprime amore e amicizia.  
Fucsia. È un colore spirituale, apprezzato dagli angeli. Favorisce le passioni e l’armonia. Sul piano fisico opera come riequilibrante della pressione sanguigna, cura i disturbi di cuore ed è un coadiuvante nella diuresi.  
Marrone. Gli angeli affermano che questo colore aiuta spiritualmente ad accostarsi al proprio compito. Perciò lo consigliano a chi trova difficoltà a compenetrarsi nei disegni del destino. Fisicamente non ha particolari influenze. 
Argento. È il colore del nono chakra. Purifica l’aura. Corrisponde all’aspetto mistico della luna. La parola che lo designa deriva da una radice indoeuropea che significa “bianco”, “brillante”. La sua influenza è molto positiva. Nella simbologia cristiana esso rappresenta la saggezza divina così come l’oro evoca l’amore divino per gli uomini.  
Oro. È associato all’ottavo chakra. Cromaticamente è la vibrazione più alta. Secondo Guénon, la parola latina aurum (oro) è identica alla parola ebraica aôr, che significa “luce”. Questo colore è veramente l’esaltazione estrema della luce solare, l’espressione cromatica della divinità. Ne è la glorificazione. Rappresenta l’amore incondizionato, l’amore divino al servizio dell’umanità. Farne uso favorisce la connessione con Dio e rafforza il campo energetico. Non ha rilevanza a livello fisico ma spiritualmente apre all’amore per il Padre e per il prossimo. 

Ci sono evidenti corrispondenze fra il mondo dei colori e quello delle note. Anche la musica, ars qui movet effectum secondo Sant’Agostino, agisce sull’anima e perciò è materia d’insegnamento angelico. Vediamo brevemente di comprendere il punto di vista degli angeli e farne tesoro. La musica è “l’essenza dell’armonia esistente tra il Cielo, la Terra e gli esseri umani”, come suggerisce l’I Ching, lo straordinario manuale divinatorio cinese. Gli angeli confermano questo posizionamento e ci dicono che attraverso le note o il bel canto possiamo raggiungere la coscienza dell’unità di tutte le cose. La musica favorisce l’avvicinamento del nostro spirito alla comprensione dei misteri della vita, fa vibrare la nostra anima su lunghezze d’onda sorprendentemente alte e affini a quelle dei mondi sottili. Beethoven affermava che “la musica è rivelazione più alta che ogni saggezza e filosofia”. A un genio musicale come lui, - o come Mozart, Wagner, Verdi e molti altri musicisti - le note hanno rivelato ciò che le parole non sarebbero mai riuscite a fare. Chissà quante volte, attirati dall’armonia eufonica, gli angeli hanno svelato agli artisti la recondita armonia della danza cosmica! Ma a cosa serve la musica? Può sembrare una domanda banale ma è giusto che ce la poniamo. Secondo Tagore “i suoni comunicano con Dio”. Questo vale non solo per la musica sacra ma per qualsiasi brano musicale capace di sprigionare potenza e magia. In una parola di gettare un ponte invisibile verso il Regno dei Cieli. Gli angeli amano passeggiare su questo ponte e sostarvi per godersi i nostri canti, i nostri concerti, le nostre preghiere rese in musica. “La musica è parte di noi e nobilita o degrada il nostro comportamento”, ci ricorda il filosofo Severino Boezio. Questa precisazione è quanto mai utile per fare un distinguo doveroso. Gli angeli amano i canti gregoriani, i concerti brandeburghesi di Bach e l’Ave Maria di Gounod. È musica che innalza lo spirito e lo gratifica. È un po’ meno scontato il loro gradimento verso la musica leggera. In realtà gli angeli non disprezzano le cosiddette canzonette, purché siano musicalmente gradevoli e nobilitate da testi positivi. Quello che gli angeli non sopportano è il rumore. È così che essi definiscono l’uso intossicante della musica, le sue degenerazioni. Non amano il rock metallico, la musica ossessiva, blasfema, futile, diseducativa, priva di armonia e positività. E ci invitano a non ascoltare quella che chiamano “musica satanica”, dettata dal maligno a band o cantautori perversi. In realtà non sono prevenuti verso la musica profana, sono semplicemente dotati di un orecchio musicale divino, al di sopra di ogni discussione. Duke Ellington diceva che esistono solo due tipi di musica, quella buona e quella cattiva. Gli angeli sanno riconoscere l’una dall’altra e vorrebbero che anche noi possedessimo il loro gusto. Come sono lontani i tempi in cui Don Chisciotte esclamava rivolto a una dama: “Signora, dove c’è musica non può esserci nulla di cattivo!”. Se oggi l’ingenuo cavaliere della Mancha entrasse in una discoteca della riviera adriatica subirebbe uno choc tale da guarirlo dalla sua follia forse, per precipitarlo però nello scoramento totale. Intorno alla musica assordante e stereotipata di cui la gioventù nutre il proprio cervello, così come la mosca stercoraria si nutre di escrementi, egli vedrebbe un nauseabondo campionario valori: alcol, droga, lussuria, prostituzione, denaro sporco, degradazione, imbecillità umana. C’è musica e musica, dunque. Gli angeli, che in Cielo cantano in modo sublime e danno fiato a strumenti eccelsi, ci invitano ad ascoltare solo la buona musica. Ma qual è la buona musica? È quella che ci eleva, che ci fa stare bene, ci accarezza, ci rende migliori. Possiamo trovare musica di questo tipo nei generi più disparati. Ognuno dovrebbe scegliere secondo il proprio palato musicale, la propria cultura, il proprio bisogno. Gli angeli ci insegnano che la buona musica dovrebbe essere il sottofondo della nostra vita. Dovremmo coltivare il nostro amore per la musica ascoltando melodie, canzoni e suoni che suscitano buoni sentimenti e stati d’animo positivi. Chiediamo agli angeli di affinare la nostra sensibilità musicale, di aiutarci a riconoscere la musica capace di infondere gioia e bellezza nel cuore. Sicuramente ci aiuteranno. “Colui che possiede un’anima musicale potrà amare gli uomini”, ha scritto tanti secoli fa Platone. E potrà amare di più Dio, aggiungono gli angeli. (10. continua).

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