mercoledì 24 agosto 2011

La verità sui cerchi nel grano


Se ne parla da tempo. Il film Signs, uscito nelle sale cinematografiche nel 2002 e interpretato da Mel Gibson, ha reso oltremodo popolare il fenomeno dei Crop Circles, noti in Italia come “Cerchi nel grano”. Se ne parla con entusiasmo o scetticismo, incerti se considerarli fenomeni naturali o artificiali, se attribuirli ai fratelli cosmici o all’uomo. Ho le mie idee sull’argomento, ovviamente, e poiché so che è sempre meglio collocare la verità nel mezzo, corre l’obbligo che io faccia un doveroso distinguo. Alcuni cerchi nel grano sono originali e inspiegabili, di origine extraterrestre, altri sono certamente disegni e scherzi umani. Resta il fatto che ogni estate, i cerchi appaiono misteriosamente e si rivelano sempre più complessi, simbolici e interessanti. Anche l’estate 2011 ci ha riservato scoperte sorprendenti. I cerchi sono apparsi un po’ ovunque, persino in Russia, ma soprattutto nelle campagne inglesi, in particolare nel Wiltshire e nell’Hampshire. Anche in Italia sono apparsi dall’oggi al domani disegni molto belli e particolari. Per esempio a Jesi, in alcune località del Veneto, in Piemonte e altrove. Il disegno più spettacolare è quello formatosi nella notte fra il 20 e il 21 giugno a Poirino, in provincia di Torino. Ma chi è l’artefice di ciò? Qual è la verità? È nel labirinto del gioco che la verità si fa luce, dicevano i cretesi. Simili al labirinto di Cnosso, i cerchi nel grano ci invitano a cercare la verità più che a trovarla. È forse questa la loro essenza, il loro vero compito: risvegliarci al mistero. In ogni caso, propongo al lettore di questo post la verità di Solaris, il fratello cosmico protagonista del mio libro Il Vangelo Cosmico. Le sue parole possono orientarci nel labirinto qualora decidessimo di affrontarne i meandri. 

“Ti parlerò di un fenomeno che la vostra disonestà sta inquinando; i cerchi nel grano, che più correttamente dovrei chiamare agroglifi o pittogrammi. Ritenete siano un fenomeno recente, risalente agli anni Settanta del XX secolo. E qui devo subito correggere la vostra erronea convinzione. Anche in epoche lontane abbiamo utilizzato la natura per imprimere nel suolo archetipi che facilitassero la comprensione dei nostri messaggi. Nel tempo che chiamate Medio Evo i cerchi nel grano prendevano forma nei campi di notte proprio come oggi e i vostri antenati ne attribuivano la fattura al diavolo mietitore Puck. Ma i cerchi nel grano sono opera nostra. Quelli genuini, s’intende. Di fronte al mistero della loro comparsa, molti di voi hanno rimosso il problema voltando la testa dall’altra parte. Ma alcuni, più superficiali o maliziosi, hanno tessuto la tela dell’inganno con lo scopo di screditare la verità. Tanti pittogrammi sono fatti dall’uomo; i più sono il frutto di una burla ma altri sono ancora più fraudolenti e minano la credibilità di quelli veri. È nella vostra natura corrotta opporre cortine alla luce. Per giustificare la formazione dei pittogrammi nei casi in cui appare forzato attribuirli all’intervento umano, avete vagliato ipotesi fantasiose; l’azione dei venti e dei tornado, i fulmini globulari, le forze geomantiche, la cimatica, i poteri telecinetici, i campi morfogenetici ed altre cause ancora. Qualcuno, a dire il vero, ha sposato la tesi che il fenomeno sia di natura extraterrestre e si è fatto paladino di questa verità. Purtroppo si tratta di deboli voci clamanti nel deserto, che i sacerdoti della scienza facilmente possono prevaricare in virtù della loro maggiore autorità. Eppure, la vostra scienza vi offre gli strumenti per discernere e non fare di tutta l’erba un fascio. Vi concede l’agio di ponderare con sagacia e distinguere il vero dal falso aldilà di ogni ragionevole dubbio. Basterebbe uno studio più attento di alcuni indizi inequivocabili per riconoscere che i cerchi nel grano di origine extraterrestre generano sulle graminacee effetti irripetibili nei casi in cui l’agente sia la natura o l’uomo. Intanto, non vi suggerisce nulla il fatto che testimoni visivi attendibili abbiano riferito di avere osservato la creazione dei cerchi di grano da parte di sfere di luce mobili, capaci di realizzare enormi pittogrammi in pochi secondi? Quale tecnologia umana può fare ciò? Le indicazioni più cristalline ve le offre l’agronomia, atta a spiegare il fenomeno con chiarezza, salvo mostrarsi incapace di trovare le risposte a determinate e inspiegabili anomalie. In sostanza, un cerchio nel grano è una formazione di spighe allettate, ossia prostrate al suolo anziché erette. Le piante sono soggette a tropismo e gli steli appaiono allungati e piegati, sì da formare figure non casuali e accurate. Le anomalie riscontrabili nei veri cerchi del grano (e assenti in quelli artificiosi) sono tante: presenza di una o più spirali composte da più strati di grano sovrapposti, spighe che continuano a crescere e non si spezzano nonostante siano piegate (sono integre e intatte), steli intrecciati, modifiche organiche quali rigonfiamenti nei noduli dovuti a un campo energetico anomalo, alterazione dei nodi degli steli, ritrovamento di insetti cotti e spesso incollati alle spighe, privi di organi interni e disidratati, forme ellittiche o circolari perfette, margini netti e precisi, nessun danno al terreno, presenza di una polverina bianca composta da microscopici granuli sferici e di cristalli di magnetite e di silicio, radioattività anomala e presenza di elettromagnetismo. Nessuno di questi effetti è invece riscontrabile dove c’è stata l’ingerenza umana. Eppure, gli scettici liquidano il problema con facile supponenza, negando l’evidenza e ridicolizzando chi chiama in causa forze di natura aliena. Voglio rivelarti la verità. I cerchi nel grano autentici sono realizzati da noi figli delle stelle con un sistema tanto semplice quanto oscuro per voi umani. Siamo in grado di produrre e indirizzare su qualsiasi obiettivo geofisico onde di calore e vibrazioni sonore che modellano nel paesaggio precise figure geometriche, secondo i nostri intenti. Per fare ciò usiamo la stessa energia di cui è composto un essere umano e un campo di orzo […]. Vuoi sapere perché i cerchi appaiano soprattutto nelle campagne del Regno Unito? In realtà, ne abbiamo disegnati e continuiamo a disegnarne ovunque nel mondo: nelle vaste praterie degli Stati Uniti d’America, nel tuo paese e in molte altre nazioni del pianeta. In un certo senso è vero che l’Inghilterra è la culla del fenomeno. Abbiamo sorvolato molte volte il Sud di quel paese, lasciando le nostre impronte nei campi di grano che si stendono in un triangolo virtuale compreso fra Avebury, Stonehange e Glastonbury. Abbiamo scelto quel punto preciso perché fin dai tempi più remoti, e di ciò i druidi erano a conoscenza, è un potente centro di energia che favorisce le canalizzazioni e gli allineamenti energetici. Ma in ogni parte del mondo scegliamo i luoghi energeticamente attivi e in particolare là dove si incrociano le cosiddette linee di prateria, le ataviche griglie energetiche del vostro pianeta. Privilegiamo i campi di cereali prossimi a fonti d’acqua sotterranee. Nell’universo ogni cosa è suono e il suono si trasforma e modella forme grazie al potere dell’acqua, che interagisce col suono e possiede un certo tipo di memoria. Parlo in special modo delle acque vibrazionali. È un concetto che stimerai arduo comprendere ma che era già patrimonio dei sapienti secoli fa. Il suono crea la realtà e, come riconobbe Pitagora, la geometria sacra nasce dal suono. In sostanza, i pittogrammi sono forme geometriche sacre. Ma tu vuoi sapere perché ricamiamo nei campi di grano diagrammi frattali, mappe astronomiche, simboli geometrici e spirituali e simboli che evocano le civiltà estinte. Giustamente ti chiedi che senso abbia tutto ciò ed io sono felice di soddisfare la tua curiosità. Sappi, dunque, che i cerchi nel grano sono messaggi provenienti dal cosmo rivolti principalmente al vostro inconscio, pur soddisfacendo il bisogno di comunicare fra noi. Il fine che ci spinge a realizzarli in numero sempre maggiore e con maggiore complessità morfologica è questo: desideriamo risvegliare la vostra coscienza e offrirvi la possibilità di orientarvi sulla via che porta al domani. Potremmo farlo direttamente, manifestandoci apertamente in varie parti del mondo, ma un contatto fisico produrrebbe in voi isteria e forse terrore. Abbiamo invece scelto di inviarvi messaggi grafici cifrati, confidando nella vostra capacità di decifrarli e individuare il nesso che li collega. Vi stiamo parlando con crescente assiduità, avvalendoci di esiti visivi universali, artistici ed ecumenici che non possono essere fraintesi a causa delle molteplici differenze linguistiche. Ad ogni latitudine, la figura di una spirale esprime il vortice. Mentre il termine spirale può essere espresso in tantissimi modi, pari al numero delle lingue esistenti, e di conseguenza può essere frainteso o non compreso. Vi stiamo parlando utilizzando forme e simboli con un crescendo di configurazioni ed espressioni che va di pari passo con la consapevolezza raggiunta dai più evoluti fra voi, quelli che non faticano a capire la logica che si cela dietro ai pittogrammi e al loro sviluppo. Ma è presto per dirti ciò che vogliamo annunciarvi. Per ora, ti basti sapere che stiamo tornando. Anzi, siamo tornati.”

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