lunedì 5 settembre 2011

Aiuto, il sole si è ammalato!


L’estate 2011 sta finendo. Per fortuna! – verrebbe voglia di esclamare visto che si è rivelata balorda come non mai. Ma in fondo, è l’ennesima stagione bizzarra che ci porta a dire che non ci sono più le estati di una volta. Mia moglie sostiene che i panni stesi al sole ci mettono più del solito per asciugare. È solo un’impressione o è vero? In effetti, ho maturato due certezze: il clima è cambiato e il pianeta ha una crisi isterica.  
L'osservazione del pianeta effettuata mediante i satelliti ha confermato il peggioramento dello spettro dei raggi infrarossi emessi dalla Terra. Gli scienziati ci avvertono da tempo che è in atto una brusca accelerazione verso temperature superiori alle attuali. Essi ipotizzano che l'aumento della temperatura sarà fino a 5,8°C entro il 2100. Stiamo dunque vivendo un evento epocale: il surriscaldamento del pianeta o global warming, più noto come “effetto serra”. Il surriscaldamento globale non è più un’opinione di chi paventa scenari apocalittici ma un dato di fatto inoppugnabile e fra mezzo secolo dovremo cercarci una casa nuova perché la Terra sarà inospitale. È stato stimato che dall'inizio della rivoluzione industriale ad oggi la temperatura della Terra si sia alzata di oltre 1°C. Sembra un'inezia ma ovviamente non lo è. Anche un piccolissimo aumento della temperatura globale è in grado di produrre effetti devastanti sull'ecosistema. Nell'ultimo mezzo secolo la temperatura è cresciuta di 2,5°C in Antartide provocando il distacco e lo scioglimento di numerosi iceberg. Negli ultimi cento anni il 40% dei 1.300 ghiacciai alpini si è sciolto e il rimanente 60% si sta dissolvendo. Nell'ultimo secolo la superficie dei ghiacciai italiani si è dimezzata, passando da 1.000 a 500 kmq circa. Naturalmente il limite delle nevi permanenti sale di quota anno dopo anno e aumentano l'instabilità dei versanti e il pericolo di frane. La diminuzione dei ghiacciai alpini alle medie latitudini, lo scioglimento della calotta di ghiaccio della Groenlandia e l'espansione termica negli oceani sta causando l'innalzamento del livello del mare. Nel corso del XX secolo, in media, si è verificata una crescita del livello dei mari di 1,5 cm. ogni 10 anni. L'atollo di Kiribati, nell'Oceano Pacifico, è già stato inghiottito ed entro la fine del secolo intere aree geografiche del sud-est asiatico, degli Stati uniti e dell'Europa saranno sommerse dalle acque. È previsto l'innalzamento medio degli oceani di almeno 80 cm.  
Ma c’è un’altra novità inquietante che gli astrofisici hanno rilevato: il sole si sta indebolendo. “C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi d’antico” recita una poesia di Giovanni Pascoli. Di nuovo c’è che sta accadendo qualcosa di insolito alla stella madre del sistema solare. D’altra parte, come ammoniva Eraclito “il sole è nuovo ogni giorno”. Nel suo rinnovarsi pare stia perdendo vigore. Il sole diventa sempre più pallido e diminuiscono le attività sulla sua superficie, cioè le macchie solari. Inoltre, è stata registrata una diminuzione di potenza del vento solare del 20% circa e un indebolimento del campo magnetico. In sostanza, il sole fa le bizze e si teme che possa causare una nuova piccola era glaciale. E questo è l’antico che torna. In un passato relativamente recente, una diminuzione dell'attività solare (le macchie solari scomparvero) che ebbe inizio nella metà del XVII secolo e terminò una settantina di anni dopo, produsse sul nostro pianeta una mini-glaciazione capace di abbassare mediamente la temperatura di circa 2 gradi. Potrebbe ripetersi o avere addirittura effetti maggiori? Difficilmente vedremo cadere la neve a luglio in Sicilia e il Lago di Como si trasformerà in una landa di ghiaccio. Ma forse assisteremo ad anomalie inimmaginabili. Il paradosso è che malgrado il surriscaldamento globale e le previsioni fondate di aumento della temperatura terrestre potremmo andare verso il progressivo raffreddamento del pianeta o per lo meno di parte di esso. Fantascienza? Lo erano anche i voli sulla luna di Jules Verne. Va precisato che il sole ha circa 4,5 miliardi di anni di vita e che si trova a metà del suo ciclo vitale, in una fase di stabilità. Si ipotizza che fra 5 miliardi di anni entrerà in una fase di forte instabilità che prende il nome di “gigante rossa”. Solo allora il nostro pianeta verrà inglobato nella stella morente. Noi non ci saremo per assistere alla fine, dunque non è il caso di preoccuparci. Preoccupiamoci, invece, del fatto che il sole è indisposto e non sappiamo perché. Sappiamo solo che ultimamente la Terra si surriscalda quando il sole ha il motore al minimo mentre dovrebbe essere il contrario. Inoltre, la lunghezza d’onda delle radiazioni solari è anomala. La temperatura media sta diminuendo malgrado il continuo aumento di concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera e perciò il dogma del riscaldamento globale è meno assiomatico di quanto si pensasse fino a poco tempo fa. Vien voglia di chiedersi: ma che fa la scienza, si prende gioco di noi? 
Questa estate il sole è stato indolente fino a ferragosto, per poi picchiare come un fabbro nella seconda metà del mese. Vi sembra normale? Evidentemente il sole ha le paturnie. Per consolarmi di un’estate che si è rivelata anemica voglio raccontare una fiaba africana ricca di spunti. Dice: “A volte capita che anche il sole si ammali. Allora sono guai per noi: il cielo si riempie di nuvole nere, il vento soffia furioso piegando gli alberi e la pioggia forma torrenti impetuosi tra le case e i villaggi. I nostri vecchi dicono che il cielo si è mangiato il sole. Allora Dio impietosito si carica sulle spalle un grande sacco, si reca nelle vaste foreste del cielo, disseminate di un'infinità di astri e inizia a raccogliere le stelle più vicine, per terra e sui rami degli alberi. Riempito il sacco il vecchio si dirige verso il sole ma le stelle catturate cercano di scappare o di uscire dai forellini del sacco ormai consunto. Qualche stella cadendo si rompe formandone tante più piccole. Arrivato nei pressi del sole, Dio svuota il sacco e subito il sole risplende di luce nuova e calda. Il sole riappare infine sul villaggio a rallegrare i nostri occhi e a riempirci di nuova meraviglia”. 
Beh, auguriamoci che Dio non vada mai in ferie e guarisca il sole prima che sia troppo tardi. Nel frattempo, godiamoci gli scampoli di sole settembrino. Chi può, al mare, al lago o in montagna. Gli altri si accontentino del sole che splende in città e non si lamentino se farà caldo di quando in quando. Un giorno nemmeno tanto lontano potremmo rimpiangere la vecchia afa di un tempo. E ripetere dolenti le parole di san Francesco: “Laudato sie mi’ Signore cum tucte le Tue creature, specialmente messor lo frate Sole, lo quale è iorno. Et allumini noi per lui. Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore: de Te, Altissimo, porta significatione.”

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