mercoledì 28 settembre 2011

Chi si offre volontario?

Qualcuno si offre volontario? Secondo certi luoghi comuni che dipingono gli italiani come individui pigri, furbi e vili, questa domanda cade spesso nel vuoto. Ma è vero che ci facciamo piccoli, al punto di scomparire, se ci viene chiesto di mostrare un briciolo di coraggio o solidarietà nei confronti del prossimo? No, non è esattamente così. I fatti dimostrano il contrario. Flaiano diceva che gli italiani corrono sempre in aiuto dei vincitori. Forse aveva ragione ma è innegabile che sappiamo essere altruisti e capaci di gesti d’amore verso i bisognosi e i sofferenti. Non è certo un caso che il patrono d’Italia sia San Francesco d’Assisi. Ricordo d’avere letto in un libro di Roberto Gervaso questa frase: “Più che in Dio, l’italiano crede nei miracoli”. In realtà non ci accontentiamo di crederci, li facciamo. Fortunatamente, in Italia vige ancora la cultura del dono. Sappiamo donare il nostro tempo, le nostre energie, il nostro denaro. E ciò fa di noi un popolo benemerito, migliore di altri popoli presunti “maestri di vita” che hanno il braccino corto e spesso si mostrano aridi calcolatori. Siamo poeti pieni di slancio più che ragionieri. Altrimenti non si spiegherebbe il fatto che 1,1 milioni di italiani facciano volontariato con continuità nelle organizzazioni solidaristiche e che altri 4 milioni di individui forniscano il loro apporto di tanto in tanto. Secondo il Rapporto Italia 2010 dell’Eurispes, i settori verso cui è rivolta l’azione del volontariato sono soprattutto la sanità (28%), l’assistenza sociale (27,8%) e la tutela del bene comune – ambiente, cultura, istruzione ed educazione permanente, protezione civile, solidarietà internazionale – (28,6%). Le fasce d’età più impegnate in attività gratuite di volontariato sono quelle che riguardano i giovani tra i 18 e i 19 anni (11,1%) e quelle relative a coloro che possono dedicare più tempo per tali attività e cioè tra i 55 ed i 64 anni (23,8%). Il modo in cui reagiamo alle grandi emergenze nazionali o planetarie conferma la nostra eccellenza. Il mondo intero invidia la nostra Protezione Civile, i nostri tecnici e i nostri alpini. In genere, abbiamo lo scatto di Mennea quando si tratta di portare aiuto a chi ha bisogno ma possediamo anche la resistenza di un fondista. Il volontariato resta uno dei puntelli solidi del nostro scalcagnato Paese, un fondato motivo d’orgoglio, e i volontari suppliscano gratuitamente alle deficienze dello Stato. Purtroppo, la Finanziaria 2011 ha comportato un’ulteriore e drastica riduzione del 75% dei fondi destinati al volontariato. Con un  maxi emendamento, il Governo ha reinserito il 5 per mille, ma ha stabilito un tetto di 100 milioni anziché di 400 com’era in precedenza. E così, quasi 15 milioni di cittadini contribuenti che hanno scelto di sostenere il volontariato e il Terzo Settore con il 5 per mille, hanno visto tradita la loro libera scelta. È probabile che in futuro molte associazioni di volontariato no-profit saranno costrette a gettare la spugna. Sarebbe disdicevole se ciò avvenisse. L’importante è che non gettino la spugna i volontari.
Anch’io sono un volontario da nove anni nel settore sanitario e per quanto la fatica sia tanta e le soddisfazioni scarse come le precipitazioni nevose alle Galapagos, non rinuncerei mai a fare il bene.  “Si dovrebbe pensare più a far bene che a stare bene: e così si finirebbe anche a star meglio” scriveva Alessandro Manzoni. È vero, nulla appaga l’animo umano quanto fare il bene, cioè aiutare chi è in difficoltà o sta peggio di noi. E ancora oggi, nonostante tutto, molti italiani sono come il riso e l’acqua: uniti nei campi e inseparabili nella marmitta. Ora, ecco una novità di cui mi rallegro. Da pochi giorni, l’Associazione con cui collaboro (Croce Azzurra di Como) ha trovato una nuova sede, adeguata alle proprie necessità. È a Como, in via Colonna, accanto al vecchio Ospedale Sant’Anna. Ai primi di ottobre, presso la sede avrà inizio un corso gratuito di primo soccorso aperto a chiunque voglia sacrificare una piccola parte del proprio tempo libero per aiutare le persone in difficoltà a causa di eventi medici in generale e traumatici. Salire su un’ambulanza può essere un’ottima occasione per unirsi ai milioni di italiani che ancora credono nelle buone azioni. È il momento di iscriversi (031299210 o 031300699 o 0313370672). 
Chi si offre volontario? Avanti, c’è posto.

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