mercoledì 21 settembre 2011

La Svizzera e i cadaveri nell'armadio


Com’è pulita la Svizzera! Com’è ricca la Svizzera! Com’è bella la Svizzera! Bla bla bla… I luoghi comuni di segno positivo sulla Confederazione Svizzera si sprecano. La Svizzera è infatti considerata un paese modello, unenclave dell’Eden sulla terra. Chi non vorrebbe vivere in Svizzera, alla stregua di Heidi? Un paese dove i treni sono in orario e ogni cosa marcia precisa e regolare come gli orologi dei maestri orologiai di Ginevra e del Jura. Chi non vorrebbe abitare in un paese dove le mucche hanno uno sguardo che infonde pace, gli unici buchi sono quelli dell’Emmentaler e il mal di pancia viene solo se si abusa del cioccolato? Bé, io che vivo a Como, cioè a pochi chilometri dal confine col Canton Ticino, sono felice di non essere nato in Svizzera e nemmeno di abitarci. Perché? Perché la Svizzera è il paese dei sepolcri imbiancati. Sì, spiace dirlo ma gli svizzeri sono farisei e nascondono un buon numero di scheletri nei loro armadi in legno pregiato. La Svizzera, si sa, ha fondato il proprio benessere sulla neutralità, la sicurezza, l’ordine e il commercio; logico dunque che ricorra all’ipocrisia e al compromesso per mantenere il proprio status privilegiato. Uno svizzero, nativo di Berna piuttosto che di Lugano, non si sente europeo e tanto più cittadino del mondo. No, si sente svizzero e basta, assediato dal resto del mondo (per quanto gli “svizzeri sono armatissimi e liberissimi” come già riconosceva Niccolò Machievelli e guai se non ci fossero le Alpi!), il ché significa appartenere a un circolo esclusivo, arroccato su posizioni conservatrici e difensive. Una sorta di Rotary Club che accomuna il finanziere di Zurigo e il vignaiolo del Vallese. Il fatto incredibile è che a Ginevra ci sono le sedi di ICRC (Croce Rossa Internazionale) e dell’Onu, mentre nella vicina Losanna ha sede il CIO (Comitato Internazionale Olimpico), il ché indicherebbe che gli svizzeri sono un popolo aperto, solidale, cosmopolita ed ecumenico. Come la mettiamo, dunque? Dalle mie parti, molti lavorano come frontalieri nel Canton Ticino e devono fare i conti con un fenomeno crescente: la xenofobia elvetica. Alla faccia di Jean Henri Dunant, che nel 1862 fondò insieme ad altri quattro cittadini elvetici il Comitato destinato a divenire la Croce Rossa Internazionale, gli svizzeri sono gelosi del proprio benessere, in buon parte misantropi e nazionalisti sfegatati, chiusi come ricci. Ora che c’è la crisi sono diventati isterici e invocano "più sicurezza". Vorrebbero gettare a mare i “topi” che infestano la loro nave, sempre più in balia della burrasca globale che non risparmia nemmeno il paese di Guglielmo Tell. A proposito, cosa suggerisce il fatto che la Svizzera coltivi il mito di un personaggio mai esistito? Gli svizzeri rivelano una forma mentis invero bizzarra; mi ha colpito la notizia che gli animalisti svizzeri siano stati sconfitti nella loro battaglia per salvare i gatti randagi. Il Consiglio federale ha ribadito che “occorre sfoltire i gatti domestici inselvatichiti” e perciò ha confermato la legittimità della caccia ai felini. Qualunque cittadino svizzero è dunque autorizzato a sparare sui gatti senza padroni e ucciderli. Allo stesso modo, il signor Maier può sparare sui procioni, le cornacchie, le gazze, le ghiandaie e la tortora. Sono allibito. A quando potrà fare fuoco sui “sans-papiers” e sui “ratti” italiani, turchi, rumeni, maghrebini e slavi che infestano la Svizzera pur accrescendone la ricchezza col loro sudore? Sì, d’accordo, ma gli svizzeri sono liberali e democratici... Mah! Allora perché hanno vietato la costruzione di nuovi minareti? Questo provvedimento è stato preso dopo un referendum popolare che la dice lunga su come la pensano in materia religiosa. E qui emerge l’ipocrisia. Si accolgano pure i musulmani e gli si affidi i lavori più umilianti (già negli anni sessanta, al tempo della grande immigrazione, si diceva con disprezzo “cerchiamo braccia non uomini”), che nessuno svizzero farebbe mai, ma si limiti il diritto alla libera espressione di culto! Le moschee no, le mosche minano l’identità nazionale e la tradizione svizzera, anche se a finanziarle e a costruirle ci penserebbero le comunità islamiche dei vari Cantoni. Già, ma quale identità e tradizione difendono i pronipoti del leggendario ed eroico arciere del Canton Uri? 
La Svizzera ha fondato la propria ricchezza sull’egoismo e la mancanza di scrupoli, per cui ha accolto tutto il marcio che si forma nel mondo. Da secoli si inchina dinanzi ai capitali più sporchi; dall’oro degli ebrei e dei nazisti fino ai miliardi messi al sicuro nei caveaux degli istituti di credito dai dittatori più sanguinari del mondo, dai narcotrafficanti, dai boss delle organizzazioni criminali, dai banditi della finanza e via di seguito. Pecunia non olet. Il denaro non puzza, diceva Vespasiano, e questo potrebbe essere il detto della Svizzera. Quanti tesori sudici e sporchi di sangue hanno trovato calorosa accoglienza nei forzieri delle grandi banche svizzere come la Banca Centrale, UBS e Credit Suisse? La verità è che la Svizzera è come Faust, ha stipulato un patto di fuoco con Mefistofele. Si è venduta a Mammona e adora il vitello d’oro. Ho parlato di scheletri negli armadi e voglio mostrarne alcuni perché ancora oggi molti svizzeri si illudono di essere migliori degli altri. Il ché non è vero; ci sono in Svizzera tante brave persone e molti autentici mascalzoni, come in ogni altra parte del mondo. Ad esempio, è assodato che il comportamento della Svizzera durante la Seconda Guerra Mondiale fu meno limpido di quanto si creda. La Svizzera si dichiarò neutrale ma temeva di subire l’Anschluss (l’annessione) da parte della Germania, come capitò all’Austria, sebbene Hitler avesse alcuni validi motivi per risparmiarla. Comunque, per evitare rischi, Berna si comportò in modo di compiacere il Fuhrer. Come? Mi limiterò ai fatti, oggi ampiamente documentati.  In primis, la Svizzera, pur dichiarandosi neutrale, si rese complice di Hitler fornendo alla Germania belligerante materiale militare (il gruppo Oerlikon soprattutto). Negli anni della guerra circolava questa frase emblematica. “Gli svizzeri lavorano sei giorni a settimana per la Germania di Hitler e nel settimo giorno pregano per la vittoria inglese”.  Secondo, pur accogliendo tanti profughi (51.000, di cui 14.000 italiani), la Svizzera respinse almeno 25.000 rifugiati ebrei. Molti di loro si suicidarono o furono dati in pasto alla Gestapo. A dettare questo comportamento fu la cinica dottrina del Das Boost ist voll (“la barca è piena”). Già nel 1942, poi, il Governo di Berna e la sede ginevrina della Croce Rossa sapevano dei campi di concentramento nazisti ma non denunciarono all’opinione pubblica la “soluzione finale” partorita dalla mente malata di Hitler, rendendosi complici dell’Olocausto. Peggio, le autorità svizzere continuarono a marchiare con la lettera “J” i passaporti degli ebrei. Questa splendida idea, per altro, venne al capo della polizia degli stranieri, quell’Heinrich Rothmund il cui antisemitismo era noto. Costui dichiarò in seguito che non voleva che la Svizzera fosse invasa da gente incapace di assimilare lo stile di vita svizzero!  Capito? Ma procediamo. La Svizzera ha acquistato dai nazisti l’oro rubato agli ebrei e si è rifiutata con argomentazioni ridicole di restituire agli eredi degli ebrei deceduti nei campi di sterminio i fondi depositati nelle banche della Confederazione. I beni custoditi nelle cassette di sicurezza e sui cosiddetti “conti dormienti” non sono mai stati restituiti dalle banche svizzere ai legittimi proprietari. Sapete quale excamotage hanno usato il governo elvetico e i dirigenti della Banca nazionale per riciclare l’oro degli ebrei? Nel 1946, la Svizzera ha coniato oltre 72 tonnellate di marenghi d’oro apponendovi la data di emissione 1935. Un bell’artificio, non c’è che dire, ma le origini di quella ricchezza è inequivocabile; è il frutto di una colossale rapina. Tutti questi fatti, contenuti nel rapporto Bergier del 2002, inchiodano la Svizzera alla propria grave responsabilità al tempo del nazionalsocialismo e della seconda guerra mondiale, tant’è che la prima presidente donna della Svizzera Ruth Dreifuss dichiarò: “Il rapporto ci rammenta che in questo fosco periodo della storia dell’umanità la Svizzera non ha ottemperato come avrebbe dovuto e potuto alla sua tradizione umanitaria. Non una complicità legale, ma un aiuto funzionale che ha facilitato gli obiettivi nazista”. Qualcuno obietterà che non esiste nazione al mondo senza scheletri negli armadi. È vero, e il mio post non intende essere un J’accuse pregiudiziale contro la Svizzera quanto una riflessione sulla relatività dei valori e dei giudizi. La Svizzera resta un paese splendido, vivibile e certamente da prendere come esempio per molteplici aspetti. Ma è innegabile che i suoi governanti e parte della popolazione abbiano dimostrato in passato (e forse non hanno fatto tesoro della lezione) di non essere irreprensibili. Che la smettano, dunque, di guardare gli altri dal basso verso l’alto e pontificare in nome di un franco sempre più forte e del segreto bancario. La paura, l’avidità, la diffidenza, la negligenza, l’ipocrisia, i pregiudizi, il razzismo e la furbizia fanno parte del patrimonio elvetico al pari dello Swatch, del latte in polvere Nestlé e del Gruyere. Che piaccia o no. E la prossima volta che uno svizzero ci ricorderà con enfasi il motto nazionale: Unus pro omnibus, omnes pro uno, vale a dire “Uno per tutti, tutti per uno”, noi ricordiamogli che vale unicamente per chi è rossocrociato e che i moschettieri continuano a vivere solo nei romanzi di Dumas.

10 commenti:

  1. complimenti, bel quadretto
    sembra di cogliere un velato senso di soddifazione , da parte sua, nell'essere nato dalla parte "giusta" del confine. Vorrei solo aggiungere un appunto riguardo la complicità nell'olocausto: i treni merci ITALIANI che deportavano gli ebrei dalla penisola verso i campi di lavoro in Germania passavano dal Brennero (Campo di transito di Bolzano), in quanto la terribile confederazione, non essendo all'epoca sensibile alle tematiche ecologiste, non permetteva il passaggio per la via piu breve, ovvero quella del Gottardo in Svizzera.
    Ritengo poco elegante che da un paese con un passato (e un presente) attivamente fascista e mafioso ci si permetta di moralizzare con irritante superficialità e con l'uso di idiotissimi luoghi comuni come Heidi, le mucchine e i formaggini

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  2. Ma lei si chiama veramente Lugosi, come lo scomparso attore ungherese famoso per le sue interpretazioni nei film-horror (soprattutto Dracula) o il suo è solo uno pseudonimo? A parte questo, non so se sono nato dalla parte giusta del confine ma le assicuro che sono orgoglioso di essere italiano, nonostante il passato fascista e mafioso che lei sottolinea. Sa... l'Italia è anche il Paese che ha dato i natali a Giulio Cesare, Dante, Giotto, San Francesco, Leonardo da Vinci, Cristoforo Colombo, Michelangelo, Galileo e via di seguito. Ma forse, questi sono luoghi comuni. In ogni caso, le assicuro che non ce l'ho con la Svizzera. Mi infastidisce il falso perbenismo e l'ipocrisia di molti svizzeri, che s'illudono di vivere in un Paese senza colpe e sanno "moralizzare" meglio di come abbia fatto io col mio pezzo.

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  3. Quelli che cita non sono di certo luoghi comuni ma illustri personaggi storici che può conoscere solo un erudito come lei, mentre per restare al livello del turista maldestro che mastica solo cliché citerei piuttosto:

    - la pizza, il sugo, la lupara e la gondola. Insomma il classico baffuto gondoliere armato di lupara e con il trancio di pizza in mano.

    A proposito di quei nomi che elenca tanto compiaciuto, (ad eccezione forse del dittatore giulio "scannachiappolo" cesare) sappiamo tutti che del contesto culturale che li ha generati rimane solo un malinconico cimitero.

    Sebbene, da buon fariseo quale sono, apprezzo molto il nobile tentativo di deviare il discorso verso lo sterile "io ce l'ho piu lungo", le proporrei piuttosto di valutare la pertinenza dei contenuti e delle argomentazioni presenti nel suo discorso


    facciamo che lei dice, io cito e (commento):


    "gli svizzeri sono farisei" - (si tutti, assolutamente si)

    "ha fondato il proprio benessere sulla neutralità" - (certo, se si ignora che fu Napoleone per il proprio benessere ad imporre la neutralità alla svizzera)

    "i frontalieri devono fare i conti con la xenofobia elvetica" - (elvetica o ticinese non c'è differenza.. ma poi perchè è così bello lavorare a Lugano?)

    "gli svizzeri sono nazionalisti sfegatati" - (si tutti gli alieno-elvetici lo sono, e anche le mucche)

    "Qualunque cittadino svizzero è dunque autorizzato a sparare sui gatti" - (ahah bravo, questa è stupenda, l'altro giorno mi sono beccato per sbaglio tre pallottole al supermercato, adesso ho anch'io un formaggio con i buchi)

    "Sono allibito" - (anch'io ... e quindi anche tutti gli altri svizzeri, ma proprio tutti, e di brutto, brutto)

    "ma quale identità e tradizione difendono?" - (bof, quella che conviene al momento, siamo opportunisti senza scrupoli, noialtri)

    "grandi banche svizzere come la Banca Centrale" - (io questa banca non la conosco, ma visto che sono svizzero probabilmente sto mentendo per interesse personale o per difendere il sistema bancario)

    "il comportamento della Svizzera durante la 2a Guerra Mondiale fu meno limpido di quanto si creda" - (in realtà s'intende che saremmo stati molto piu limpidi se ci fossimo alleati direttamente con i nazifascisti senza tante storie...)

    "Gli svizzeri lavorano sei giorni a settimana per la Germania di Hitler e nel settimo giorno pregano per la vittoria inglese" - (questa l'ha inventata, o l'ha sentita in chiesa, è la classica barzelletta da prete)

    "rendendosi complici dell’Olocausto" - (questa invece non l'ho gradita, quindi ho deciso di risponderle dato che il suo paese era membro attivo dell'asse nazi-fascista e responsabile diretto e impunito (!!!) di ignobili crimini di guerra)

    "il mio post non intende essere un J’accuse pregiudiziale contro la Svizzera" - (nooo ci mancherebbe, non era neanche necessario precisarlo)

    "i pregiudizi, il razzismo fanno parte del patrimonio elvetico" - (certo, come i roghi nei campi rom in tutta italia fanno parte del patrimonio italiano)

    "la prossima volta che uno svizzero ci ricorderà con enfasi il motto nazionale" - (ma quando mai ????!!!! ahah santapolenta, ma lei, ha mai incrociato uno svizzero sano di mente???!!!)


    Siccome neanche il grande Graham Hancock può fregiarsi di essere null'altro che un pregiatissimo romanziere e come pure i dementi, ma consapevoli, monty python's mostrarono la vera essenza degli scozzesi...
    ... saluto molto ipocritamente

    Bela

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  4. Bravo! Mi piacciono le persone ironiche e intelligenti, anche quando la pensano diversamente da me. Però mi assilla un feroce dubbio. Lei è troppo brillante per essere uno svizzero DOC... E poi, il suo stile non mi è del tutto nuovo. Mi ricorda qualcuno che ricorre agli pseudonimi. Comunque, Dio salvi la Svizzera, dove ci rifugeremo tutti quando l'Apocalisse prossima ventura avrà sconvolto il resto del mondo!

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  5. Lei invece non mi sembra abbastanza ottimista per essere un italiano DOC, cmq, in tal caso siete tutti benvenuti, ...a patto che la barca non sia già piena

    Lunga vita

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  6. Bresciani ,il suo libero pensiero mi sembra piuttosto poco libero dagli imprinting di una educazione scolastica stereotipata sinistrorsa presente in ogni scuola d'italia di livello inferiore e superiore,ha presente vero?quelle che ho fatto io con i professori tesserati di partito,quelli delle superiori che trovavano un Marx degno di essere il primo argomento di studio in un liceo classico,e quelli dei professori universitari di filosofia che imponevano di comprare i loro testi per poter essere promossi,io le dico una cosa,sono venuto a como proprio per andarmene,sono nauseato dal vostro fetore,perchè voi non siete Leonardo,voi siete coloro che se scoprivano Leonardo a studiare anatomia in cantina lo brucevate vivo,voi siete coloroche inneggiavano nella piazza mentre Giordano Bruno veniva incenerito,voi siete quelli che baciate le mani dei boss,e siete i Bruto che hanno ucciso cesare proprio perchè cosmopolita unificava i popoli celti e ne faceva dei migliori senatori di roma,Non esiste uno dei personaggi storici che compongono la storia della civiltà che sia d'accordo o in armonia mentale con il popolo Italiano,che non sia stato cacciato,escluso,persegiutato,abbandonato,tradito,scomunicato dal potere vigente che aveva dietro la schiena,sempre i popolo Italiano.E come sempre la capacità è quella di guardare sempre il peggio di tutto e tutti,ogni virtù è sempre peccato in Italia e nascere dotati equivale a nascere maledetti.Libero pensatore?io trovo in lei nela sua sterile critica arroccata dietro gli slogan dei campi di concentramento trovo solo popolino,lei non ha ancora ali,il suo pensiero vola basso,troppo baso per essere libero,mi ricorda un pollo che vuole volare.Da che pulpito?di cosa è fatto il suo pulpito?lei non è Italiano,in Italia gli Italiani saranno pochi milioni,lei non è erede della sua civiltà che premia gli ottenimenti,che rende onore alle idee,che stimola e infonde energia latina in coloro che hanno ragione,lei è un uomo con la torcia,che bracca come tutto il popolo Italiano da molti secoli qualunque voce che non faccia eco alla sua campana,questo come uomo e come intelletto e per quanto riguarda gli ottenimenti dela sua linea di pensiero a livello sociologico,legale,politico,spirituale contemporaneo,stendo un velo di silenzio dignitoso,ma è un velo e non un pulpito su cui ergersi per dare sentenze,nessuno di quelli che ha citato sarebbe daccordo con lei,ne nelle sue sentenze,ne con il popolo che lei rappresenta e tantomeno nel sentirsi dello stesso popolo con lei e con la maggior parte del popolo Italiano e chiunque sostenga diversamente è perchè non conosce i propri personaggi storici e proprio perchè non li conosce e da loro non ha appreso nulla non è nemmeno degno di autodichiararsi Italiano.Voi non siete la sostanza di tremila anni di storia,la globalizazione e l'internazionaismo che tanto amate e per il quale tanto remate è quello che vi porta alla rovina economica,l'appiattimento culturale che portate non è quello del confronto tra le culture,esportate l'incultura e vi riempite di incolti,avete perso la vostra e importate solo vostri simili,come pecore seguite ideologie e religioni e siete ora carnefici e poco dopo prede supplichevoli,io non trovo davvero ,nel suo pensiero e nella sua matrice nessuna libertà.trovo solo l'ennesimo educato,stereotipato,indottrinato ad essere esattamente quello che il popolo Italiano è,una massa di schiavi fedeli ai loro padroni che difendono a spada tratta le proprie catene.

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    1. Egregio Signor JitParquet (ma è il suo vero nome o l'inconscio riconoscimento che lei, come il parquet, sta al livello del pavimento?), di solito non mi curo del raglio del somaro. E' noto che non sale in cielo. Né perdo tempo a rispondere alle persone dislessiche, sgrammaticate e farneticanti. Sì, mi riferisco a lei. Dovrebbe rileggere quello che scrive prima di metterlo in rete. Scripta manent. Le confesso che mi sono fatto una bella risata e che la sua accusa di essere un sinistroso mi ha messo di buon umore. Si sbaglia di grosso, io ho bevuto il latte dei liberali non quello dei compagni. Presumo che lei abbia un serio problema con l'ipotalamo perché è incapace di discernere. Comunque, se dissente col mio pensiero, ed è libero di farlo, si concentri di più su quello che deve dire e soprattutto come dirlo. Eviterebbe la gogna. La saluto dall'alto con uno sprezzante VIVA L'ITALIA E GLI ITALIANI.

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  7. Finalmente qualcuno dice come stanno le cose. Fa riflettere che un Paese dedito al (consapevole) deposito di beni rubati (poco importa che siano soldi ricavati dalla vendita di armi, oro rubato, tasse evase o in troppi casi persino il pane tolto di bocca a intere popolazioni) è considerato un Paese modello. D'altra parte devono proprio aver messo le mani nel fango se tuttora godono di questo status privilegiato a spese di tanti altri popoli.

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  8. Complimenti per questo bellissimo e dovuto articolo.
    mi sono piaciute anche alcune risposte nelle lettere, piaciute perchè, dall'astio contenuto, si rivela che il suo articolo ha colto nel segno parlando di verità tra l'altro neanche smentite.
    mi ricordo ancora l'arrampicata sugli specchi di quando era stato chiesto alla svizzera di restituire i soldi rubati agli ebrei, finalmente vedevo per la prima volta gli incorruttibili e invisibili rappresentanti sivizzeri in televisione, per la prima volta sentivo anche la loro voce pronto a carpirne gli insegnamenti etici che mi avrebbero migliorato la vita e l'intelletto, ne uscirono frasi e giustificazioni che neanche il peggiore dei capi mafia alle strette sarebbe riuscito a rendersi così ridicolo e inverosimile: (oro?, quale oro!, soldi? mah, ci guardiamo, ci sarà qualche migliaio di euro!)
    inoltre, come citato in una lettera, è vero che noi italiani siamo stati tra gli artefici materiali dell'olocausto ma, PUR COLPEVOLI, ci abbiamo versato molto sangue in prima linea, e non ci siamo arricchiti sull'olocausto senza neanche un sacrificio umano, bella la vita eh? E' come punire la prostituta ma lasciar libero il magnaccia.
    non sono neanche daccordo sul fatto che oggi non ci rappresenti il passato di nomi illustri (che avremmo ucciso o boicottato) perchè da quei nomi illustri di ratti/italiani si è poi proseguiti anche a invenzioni che hanno migliorato la vita nel mondo e che gli svizzeri hanno solo potuto usufruirne non grazie al loro intelletto ma comprandoli con i loro soldi sporchi, se si aspettava le loro invenzioni eravamo ancora a comunicare tra una collina e l'altra con i falò.
    altro punto spinoso, sono i dittatori dell'ultimo secolo nel mondo. prima o poi li puoi scalzare, combattere, rendere conto dei loro misfatti, uccidergli migliaia di soldati, ma quello che li ferisce veramente è la restituzione del loro maltotlo di oro e denaro (pari quasi a tutta la ricchezza dello stato che rappresenta) ma questo non è mai stato possibile perchè, depositati in svizzera, erano intoccabili.
    io metto la svizzera al primo posto tra gli stati più pericolosi del mondo, altro che il cile che in confronto son dei dilettanti..

    nik

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