sabato 26 novembre 2011

Cronache marziane


Al mio arrivo, sono stato accolto come un amico. Di più, un fratello. Sapevano che venivo da molto lontano e hanno fatto di tutto per farmi sentire a mio agio. Le autorità locali mi hanno offerto un alloggio e un buon lavoro, conforme alle mie attitudini. Prima, però, mi hanno mostrato com’è il loro mondo. “È giusto che tu sappia come viviamo” – mi hanno detto – “qualora decidessi di fermarti qui.”­ Ho notato prima di ogni altra cosa che i bambini sorridono, non dicono parolacce e sono felici. Amano i giochi che sviluppano la mente e il fisico. Per quanto la loro società sia tecnologicamente avanzata, i genitori scoraggiano i figli dal passare troppo tempo davanti al televisore e coi videogiochi. L’uso dei telefonini è limitato al reale bisogno di comunicare qualcosa di utile o necessario. Altrimenti ci si incontra e si parla vis à vis. A scuola vige ancora l’abitudine di alzarsi in piedi quando entra il maestro in classe. La società è informata da principi etici che garantiscono l’armonia e il benessere della comunità. Tutti hanno una casa confortevole e svolgono una mansione ben retribuita. Tutti hanno a cuore il bene comune. Nessuno è malato di sesso, denaro e potere. Tutti aspirano al bene. È raro che un cittadino si ammali ma se capita può fare affidamento su un servizio sanitario gratuito ed efficiente. Il sistema scolastico è selettivo e premia i meritevoli. Perciò, un medico è veramente capace di curare e un amministratore locale viene collocato al posto giusto, secondo le sue capacità. Per occuparsi di opere pubbliche occorre essere esperti di ingegneria e di edilizia. Non basta essere amico di un uomo potente o far parte di una consorteria per sedersi nella stanza dei bottoni. Non esistono partiti politici né lobbies. Non esistono caste. Ciò permette ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti in base ai meriti effettivi. La legge è veramente uguale per tutti. Non esiste la criminalità organizzata. Non ci sono discriminazioni razziali. Gli imprenditori vengono aiutati dalle banche e dallo stato, i lavoratori sono assistiti e non subiscono ricatti. Il prelievo fiscale è equo e tutti pagano le tasse. Il valore di un uomo è determinato non solo dal suo talento ma dalla sua capacità di rendere migliore la vita degli altri. Gli anziani sono amati e rispettati poiché custodiscono la sapienza dei popoli. Si onorano le memorie del passato ma si vive tesi come archi verso il futuro. Si produce e si consuma il necessario. Non si accumula l’inutile, non c’è spreco né mistificazione. Le discariche pubbliche sono posizionate in luoghi distanti dai centri abitati. L’ambiente non è tutelato dalle ordinanze; non servono poiché ognuno agisce nel rispetto della natura. Si sfrutta l’energia del sole, del vento e dell’acqua. La prevaricazione dei forti e lo sfruttamento dei deboli appartengono al passato remoto. I rapporti interpersonali sono all’insegna del reciproco rispetto e dell’amore. Ci fu un tempo in cui un predicatore illuminato insegnò: “Amatevi gli uni gli altri”. La sua lezione fu accolta e ha prodotto frutti dalla polpa nutriente. Non ci si offende né si alzano le mani per motivi futili. Non si fa violenza sui deboli, sui bambini e sulle donne. La sola idea di compiere un gesto malsano è considerata stupida. Ma se accade – esiste sempre l’eccezione che conferma la regola – il reo viene punito in modo esemplare e nessuno parla di lui, così da inibire lo spirito di emulazione. I mass-media diffondono solo notizie incoraggianti e trasmettono programmi educativi. Si coltiva lo spirito e ci si rilassa con la buona musica, le passeggiate nella natura, i viaggi formativi, le letture piacevoli, gli spettacoli edificanti. Ci si diverte con giochi e passatempi allegri. Il calcio è lo sport più diffuso ma non esiste la violenza negli stadi né il professionismo. Non esistono armi né forze dell’ordine. Sono inutili; l’ordine è mantenuto dai cittadini stessi grazie al loro senso di responsabilità e all’innata vocazione per l’autodisciplina. Le guerre sono state messe al bando. In caso di controversie fra nazioni ci si siede al tavolo delle trattative e si discute pacatamente, cercando soluzioni eque. I negoziati sono leali e i problemi vengono risolti. Anche la caccia è stata abolita. Gli animali non vengono uccisi né sfruttati; ci si ciba solo dei doni della natura. Non ci sono chiese né preti; il cuore è il tempio dove il Creatore di tutte le cose è custodito e adorato. Tutto funziona splendidamente là dove mi sono ritrovato all’improvviso. La vita è meravigliosa e per questa ragione ho scelto di trasferirmi lì. Voglio vivere in un mondo che assomigli all’arcobaleno. 
Peccato fosse solo un sogno. Tuttavia è stato bello ritrovarmi per qualche ora in un contesto che pur non essendo reale è possibile. Lo so, proiezioni oniriche di questo genere fanno parte del regno dell’utopia, di cui fu cantore Tommaso Moro. In effetti, il sogno è la domenica dei pensieri. E oggi, guarda caso, è domenica. Chi mi impedisce anche solo per un giorno d’immaginare che potrebbero esistere società giuste, quasi perfette, dove gli esseri viventi vivono in pace, aiutandosi gli uni con gli altri, soddisfacendo solo bisogni leciti, avendo come fine primario l’evoluzione della coscienza? Sì, forse esistono i mondi evoluti. Ma certamente non sul nostro pianeta di cui lamento l’irreversibile disfacimento fisico e morale. Forse su altri pianeti dove pulsa la vita intelligente. Forse, c’è qualcuno negli spazi siderali che potrebbe darci il buon esempio e, perché no, una mano. Mi piace pensare che tutti noi, abitanti di una Terra agonizzante, stiamo per assistere alla fine fisiologica di un ciclo e all’inizio di una nuova era. Sono convinto che presto affronteremo una palingenesi dolorosa ma foriera di nuove prospettive luminose. Ma chiamatemi pure “marziano”, se pensate che viviamo nel migliore dei mondi possibili ed è utopistico sperare in un mondo diverso.

Nessun commento:

Posta un commento