giovedì 9 febbraio 2012

Il carnevale e il fascino del male

A Carnevale ogni scherzo vale, si dice. Va bene, ma non esageriamo. C’è un limite a tutto, oppure no? Ieri ho letto una notizia che ho il dubbio se definire burlesca o raccapricciante. La notizia è che il famigerato terrorista Cesare Battisti, rifugiatosi in Brasile al fine di sfuggire all’ergastolo inflittogli per avere commesso quattro omicidi, è stato invitato da una delle maggiori scuole di samba di Rio de Janeiro a sfilare nella città carioca durante il prossimo carnevale. Battisti ha accettato con entusiasmo l’invito del Bloco do Cordão da Bola Preta e dunque sarà una delle attrattive della famosa parata che si terrà il 19 e 20 febbraio p.v. nel sambodromo di Rio. L’istinto mi indurrebbe a rovesciare su questo personaggio indegno di chiamarsi uomo una valanga di improperi da fare impallidire il Dizionario degli insulti di Gianfranco Lotti. A lui, per altro, ho già dedicato un editoriale pubblicato sul quotidiano La Provincia il 10/6/2011 e che è riportato in questo blog, dunque non vorrei ripetere concetti già espressi in passato. In realtà, mi piacerebbe avere la forza d’ignorare l’esistenza dell’ex membro dei Pac (Proletari armati per il comunismo), che mi basta vedere la sua foto per farmi prendere dall’irrefrenabile desiderio di darlo in pasto alle formiche rosse, ma pensandola così si corre il rischio che il suo sardonico e insopportabile ghigno si amplifichi. No, non riesco a fingere che questo escremento col sorriso Durban’s sulle labbra se la goda alla faccia dei parenti delle sue vittime, dello Stato italiano e dei tanti che lo vorrebbero vedere ai ferri nel ventre di una galera (intesa come nave e non come penitenziario). Ma ci pensate? Due milioni di persone solo sulle strade di Rio lo applaudiranno e chissà a quanti altri milioni di telespettatori imporrà in differita la sua vomitevole immagine! Ora, voglio sperare che in un rigurgito di buon senso rinunci a mettersi in mostra e a rinnovare il dolore di chi non ha ottenuto giustizia perché l’ex presidente del Brasile Lula è un povero mentecatto e l’attuale governo brasiliano è sotto gli effetti degli allucinogeni. Ma temo che la sua scelleratezza sia tale da prevaricare il buon senso e il pudore. Battisti è malato di protagonismo e afflitto dalla sindrome di onnipotenza, in più ha la coscienza di una perfida anaconda dell’Orinoco. Difficile che rinunci a uno show che lo renderebbe ancora più popolare in Brasile, dove non mi meraviglierei se in futuro diventasse un opinion leader o un acclamato eroe delle favelas. Va bene, prendiamo atto che al peggio non c’è limite. 
Detto questo, voglio fare due considerazioni. La prima è fantasiosa. Che costume indosserà il terrorista che non conosce il pentimento? Vorrei suggerirgli di indossare la camicia di Nesso. Si racconta che quando Eracle se la mise fu colto da terribili dolori poiché era intrisa del sangue del centauro Nesso, contaminato dal veleno della freccia che lo aveva ucciso. Eracle impazzì per la sofferenza. Auguro a Cesare Battista la stessa sorte e comunque, a ben pensarci, non è poi così fuori luogo che un cialtrone con le natiche al posto della faccia si esibisca al sambodromo. L'altra considerazione è più profonda. Forse il fatto che il Brasile abbia respinto la richiesta di estradizione in Italia è il male minore. Immaginiamo infatti che il fulgido criminale ci sia stato riconsegnato e sia ospite di una casa circondariale. Cosa accadrebbe? Rimarrebbee dietro le sbarre per pochi anni, durante i quali godrebbe di premurose attenzioni e comfort, e i mass media lo corteggerebbero, trasformandolo di fatto in una sorta di icona vivente. Da simbolo del male diventerebbe metafora della nostra vergognosa accondiscendenza verso il male stesso. Ma poi uscirebbe, graziato dal Presidente della Repubblica, e inizierebbe una sfavillante carriera. Sarebbe talmente appetibile che gli si aprirebbe ogni porta: televisione, giornalismo e persino la politica. Diventerebbe l'ospite d'onore e poi il presentatore di talk-show, opinionista strapagato e commentatore al servizio dei radical-chic con le Tod's, concorrente di reality (ve lo vedete recitare la parte del maître à penser al Grande Fratello?) e infine candidato al Senato. Insomma, Battisti imporrebbe il suo ghigno da iena ridens anche alla massaia di Voghera. Ecco, il punto è questo. La nostra società è vile e più ignobile degli ignobili come Battisti (e tanti altri). Perché? Perché l'animo umano è fragile e subisce il fascino del male più di quanto non sia attratto dal bene. La verità è che un mostro ci attira più di un poveraccio che fa il suo dovere e non fa male a nessuno. Dracula è più gettonato di Madre Teresa di Calcutta, consideriamo Satana un ganzo e Gesù un perdente, l'omicidio di Cogne e il caso di Avetrana ci "acchiappano" più della banale notizia che nel 2011 sono stati uccisi nel mondo 26 missionari cristiani. I mass media non fanno altro che cavalcare questa nostra insana debolezza. Altrimenti non si spiega perché seguiamo le vicende di cronaca nera con morbosa curiosità, finiamo per ammirare i malvagi, siamo vulnerabili alle tentazioni e potenzialmente inclini alla sindrome di Stoccolma. La verità è che il male fa convivere in noi sentimenti opposti. In pubblico lo deprechiamo e condanniamo, puntando l'indice della mano destra, intanto nell'intimo porgiamo l'intera mano sinistra in segno di solidarietà e complicità. Ma perché lo facciamo? Il Libro della Genesi suggerisce che “l’istinto del cuore umano è inclinato al male fin dall’adolescenza” (8, 21). Sarà vero? Nel dubbio, ci capita di assistere quotidianamente al trionfo dei disonesti, dei furbi e dei malvagi, verso i quali proviamo una malcelata invidia. Ci capita anche di pensare che siamo rimasti gli unici fessi sulla faccia della terra e che è ora di fregare il prossimo. Così vanno le cose. E se fosse anche colpa nostra? Se la nostra ignavia e labilità fossero concause del male?
Ma torniamo a Cesare Battisti e al carnevale 2012. Visto che la parola "carnevale" deriva dal latino carnem levare (“eliminare la carne”), e anticamente indicava il banchetto che si svolgeva alla vigilia della quaresima, vorrei dare un consiglio al futuro mattatore di Rio e mi rivolgo direttamente a lui. Egregio signor Battisti, prima di ancheggiare nel sambodromo non le andrebbe di fare una gita in barca sul Rio delle Amazzoni e tuffarsi nelle acque affollate di piranha? Ci rallegrerebbe apprendere la notizia che i mordaci pesciolini tropicali le hanno fatto passare un orrendo carnevale (nel senso letterale di eliminare la sua carne). La quaresima di milioni di italiani sarebbe meno triste.

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