sabato 24 marzo 2012

La terra cava, mito o realtà?

A scuola ci hanno insegnato che il nostro pianeta è composto da gusci concentrici di materiale diverso. Sotto la crosta terrestre (il cui spessore massimo arriva a 35 km.) si trova uno strato solido detto mantello (esteso fino a 2890 km. di profondità) che racchiude una successione di nuclei di materiale incandescente che ritorna a essere solido nella sua parte più interna. 
Ne siamo certi? La descrizione della Terra come una sfera massiccia non è un assioma ma solo una teoria. Le nostre conoscenze empiriche si limitano infatti ai primi chilometri di crosta terrestre, per le zone più profonde i dati si evincono dagli studi sulla propagazione delle onde sismiche. Il buco più profondo che l’uomo abbia mai scavato fino ad oggi è di soli 14 km., mentre l’intero raggio terrestre è di ben 6371 km! In sostanza, non abbiamo alcuna prove certa che la struttura interna del nostro pianeta corrisponda agli assunti scientifici. Oltre a ciò, sorge il dubbio che se la Terra fosse veramente un corpo massiccio dovrebbe spaccarsi in milioni di pezzi man mano si raffredda e il petrolio dovrebbe sgorgare bollente o quanto meno caldo. La teoria alternativa che la Terra sia in buona parte vuota anziché totalmente piena è forse meno assurda e alcuni ricercatori (Hector Picco, Raymond Bernard, Eduardo Elias) hanno raccolto elementi referenziali storici, fisici, astronomici, oceanografici e geologici a sostegno di essa. 
Domandiamoci dunque se la “Terra cava” è una leggenda o una realtà. Se ne parla fin dall’antichità e, come spesso accade, la conoscenza trasmessa dai miti affonda in verità che l’uomo ha velato o rinnegato. L’esistenza di un mondo sotterraneo e di regni abitati che prosperano sotto la superficie terrestre può sembrare un’idea fantasiosa e priva di fondamenta, ma quante verità furono giudicate impossibili o senza senso prima d’essere scoperte? Ci credeva Platone, il cui mito della caverna è paradigmatico. Lo affermano molti racconti precolombiani, mesopotamici, nordici, hindu, cinesi e tibetani. Gli indiani Hopi tramandano la conoscenza di una terra sacra sotterranea in cui vivono uomini progrediti. Plinio il Vecchio riferisce di trogloditi che fuggirono nel sottosuolo della terra dopo la distruzione di Atlantide. La teoria fu sostenuta dal grande matematico illuminista e fisico svizzero Eulero e da alcuni scienziati nel sec. XIX e XX. Fu ripresa da Jules Verne nel suo Viaggio al centro della Terra. Nel 1920, Marshall B. Gardner pubblicò uno studio scientifico dal titolo A journey to the Earth’s interior in cui dimostrava che la Terra è una sfera parzialmente vuota. I Macuxies, che vivono nel Nord dell’Amazzonia, raccontano che fino al 1907 erano soliti entrare in una caverna e dopo due settimane di viaggio nelle e della Terra arrivavano in un mondo sotterraneo abitato da uomini altri 3 m. Ma veniamo ora ad alcuni elementi storico-geografici di riflessione. Durante l’Ottocento e il Novecento, le esplorazioni che si sono spinte fino ai Poli hanno offerto incredibili racconti sulla terra cava. Il norvegese Olaf Jansen, ad esempio, intorno al 1830 si avventurò su una barca da pesca con il padre molto verso Nord, fino a incontrare inspiegabilmente una zona dal clima mite e dalla vegetazione rigogliosa i cui abitanti lo avrebbero ospitato per circa due anni. Al suo ritorno in Norvegia (senza il padre che nel frattempo era morto) il racconto di questa esperienza gli costò ben 25 anni di manicomio. La stessa testimonianza fu data dallo scienziato ed esploratore Fritjof Nansen durante i suoi viaggi all’Artico nel 1893-96 e dal tenente dell’Esercito Statunitense Adolphous Greely. Ma coloro che arrivarono fino al Polo Nord furono gli esploratori americani Frederick Cook e Robert A. Peary che si contesero il primato a cavallo del 1908-1909. I racconti relativi alle loro imprese, indipendenti l’una dall’altra, sono sorprendentemente simili: sia Cook che Peary testimoniarono che una volta oltrepassati i 76 gradi di latitudine i venti erano diventati improvvisamente caldi e si erano ritrovati davanti a una terra verde, in cui c’erano fiori colorati e buoi che pascolavano. Cook riuscì anche a scattare delle foto della misteriosa nuova terra, che però non furono più ritrovate. Racconti simili sono stati fatti anche dagli esploratori del Polo Sud. Le testimonianze più sconvolgenti sono senz’altro quelle dell’Ammiraglio-pilota americano Richard E. Byrd il quale, con cinque spedizioni condotte dal 1929 al 1947, sorvolò con un aereo sia il Polo Nord che il Polo Sud. Della sua ultima spedizione l’Ammiraglio ci ha lasciato un diario di bordo – scomparso misteriosamente per molti anni e recentemente ritrovato – nel quale ci racconta che il 19 febbraio 1947 mentre sorvolava il Polo Nord con il suo assistente non solo avrebbe raggiunto una zona da lui chiamata “continente incantato” il cui paesaggio era inspiegabilmente verdeggiante, popolato da animali di ogni specie compreso il mammuth, e con una temperatura di circa 23 gradi, ma sarebbe atterrato e avrebbe parlato a lungo con un esponente di un popolo che viveva lì. Il Maestro – così lo definisce Byrd – gli avrebbe confermato che si trovava all’interno della Terra e gli avrebbe espresso preoccupazione per l’uso dell’energia atomica fatto dai terrestri (solo due anni prima erano esplose le bombe di Hiroshima e Nagasaki), informandolo che la civiltà di superficie sarebbe andata incontro ad una progressiva degenerazione e che gli Intraterrestri si sarebbero mostrati al momento giusto per aiutare l’umanità ad evolversi. Anche alcuni misteri della scienza suggeriscono che la terra cava esiste realmente. Nel 1968, il satellite metereologico americano Essa 7 inviò alla Nasa delle foto incredibili del Polo Nord, che mostravano un’enorme apertura circolare del diametro di circa 2.300 Km. Altre immagine dello stesso satellite rivelavano addirittura come questa apertura si aprisse e poi si chiudesse lentamente. I sostenitori della terra cava vedono in queste aperture le cosiddette bocche d’Agartha, cioè le principali vie d’accesso verso l’interno del nostro globo. In seguito le enigmatiche foto sono state occultate dalla NASA che non ha mai fornito alcuna spiegazione in merito al fenomeno. Eppure immagini simili ci sono pervenute anche dalle sonde che studiano gli altri pianeti (come Marte), poiché anch’essi, nella maggior parte dei casi, sembra che siano cavi e abitati al loro interno. Che dire, poi, delle affascinanti foto delle aurore polari? Si tratta di un fenomeno luminoso formato da larghe fasce colorate di rosso, azzurro e verde che si presentano nelle regioni polari, sia nel cielo del Polo Nord che del Polo Sud. Secondo la scienza ufficiale le aurore polari sarebbero causate dall'energia del vento solare che, a determinate latitudini, si trasforma in luce quando si scontra con l'atmosfera della Terra. Ma vista la singolare localizzazione e il loro movimento – sono infatti dette anche “luci danzanti” – alcuni ricercatori ritengono si tratti invece di raggi provenienti dal sole interno al pianeta, che riuscirebbero a passare proprio durante le periodiche aperture delle bocche di Agartha. Molti archeologi si chiedono, inoltre, che funzione abbiano avuto le migliaia di lunghe gallerie sotterranee ritrovate in molti luoghi della Terra. Nel 1961, un archeologo dell'università di Pechino scoprì sotto il massiccio di Homan una galleria che presentava pareti lisce e verniciate, decorate di affreschi. Su una di esse, si vedeva una sorta di scudo volante carico di uomini che inseguivano dall'alto una mandria di bestie selvagge. Nel 1969 sono stati scoperti sotterranei identici all'Equatore che risalgono almeno a 12.000 anni fa, anche questi con delle raffigurazioni di oggetti che sembrano velivoli extraterrestri.
La domanda più intrigante che possiamo porci è: la terra cava è abitata? E se lo è, da chi? I walk-in e i contattisti che diffondono i messaggi dei fratelli cosmici non hanno dubbi in proposito. La terra cava è abitata dagli intraterrestri, la cui popolazione si aggirerebbe intorno a 120 milioni di unità. Gli intraterrestri sarebbero i pronipoti dei profughi di Atlantide e Lemuria, i continenti scomparsi, nonché i frutti del connubio fra i sopravvissuti dell’immane cataclisma che colpì la Terra circa 12/13000 anni fa all’interno del pianeta e gli extraterrestri. La terra cava, tuttavia, ospiterebbe anche nutrite colonie aliene, per lo più basi della Federazione Galattica da cui partirebbero molti Ufo (la “Flotta d’argento”) che avvistiamo nei cieli. Basandosi sui miti, i racconti degli esploratori e le testimonianze dei contattisti, alcuni ricercatori sono arrivati a dare una descrizione precisa della geografia interna alla Terra. Nel libro Alla scoperta della terra cava, Costantino Paglialunga afferma che nell’emisfero Nord ci sarebbe il continente Agartha, mentre nell’emisfero Sud si troverebbe Eldorado. Il ricercatore Federico Cellina, invece, nel libro Terra cava nuova terra sostiene che si debba parlare di un unico continente chiamato Agartha costituito da 144 agglomerazioni. La capitale di questo mondo sotterraneo sarebbe Telos, una città situata sotto il Monte Shasta in California, a soli due chilometri dalla superficie, la cui popolazione ammonterebbe a 1,5 milioni di lemuriani. Altra importante città sarebbe Posid, che si troverebbe sotto la regione del Mato Grosso in Brasile e sarebbe abitata da 1,3 milioni di atlantidei.  Oltre agli accessi principali dei Poli, sparsi sulla superficie terrestre ci sarebbero almeno altri dieci accessi secondari ad Agartha. Secondo il ricercatore Ivan Sanderson si tratterebbe di quei triangoli “maledetti” caratterizzati da vortici magnetici che fanno sparire inspiegabilmente navi e aerei, come il Triangolo delle Bermuda, il lago Titicaca in Perù e il Triangolo del Drago a sud-est del Giappone. Persino in Italia ci sarebbe un importante luogo d’accesso alla Terra Cava localizzato nel mar Adriatico, nella zona compresa tra il Gran Sasso, Pescara e Ancona. Gli insediamenti urbani nella terra cava sono detti anche “città della luce” poiché i loro abitanti sono mentalmente e spiritualmente più evoluti di noi che viviamo in superficie. Sarebbero fisicamente simili a noi, ma molto più alti e longevi, quasi immortali. Avrebbero la facoltà di decidere quando lasciare il corpo terrestre e dedicarsi ad altre esperienze esistenziali nell’universo. Vivrebbero in un ambiente senza inquinamento dove l’alternarsi del giorno e della notte è simile al nostro grazie alla presenza di un piccolo sole situato al centro della Terra. Qualcuno si chiederà perché gli Intraterrestri, se sono così evoluti e pacifici, non si siano mai mostrati sulla superficie e non ci abbiano aiutato a illuminare le nostre epoche buie. Essi, in realtà, sostengono di averci provato mandandoci degli Avatar, cioè dei maestri evoluti come Gesù, ma senza alcun successo. Sembra che poi alcuni rappresentanti dei terrestri abbiano chiesto loro di non interferire più nel nostro percorso evolutivo. Ma negli ultimi decenni qualcosa sulla Terra è cambiato. Mentre da una parte dilagano il materialismo e una vera e propria crisi etica e spirituale, dall’altra molte persone si sono evolute spiritualmente, al punto da aver persino cambiato l’esito delle profezie relative a una imminente fine del mondo prevista intorno al 2012! Pare che i terrestri abbiano superato il loro esame finale e che i tempi siano maturi perché i popoli della terra cava si possano finalmente mostrare. Naturalmente, non abbiamo prove tangibili, inconfutabili della loro esistenza e perciò ho usato il condizionale come beneficio d’inventario. Nonostante ciò, va sottolineato che molti elementi di valutazione ci inducono a credere che la terra cava esista e sia abitata. Come ho avuto modo di affermare in una recente conferenza, pur nel dubbio non limitiamoci a fissare il cielo. Le sorprese potrebbero arrivare anche dal sottosuolo.

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