venerdì 3 agosto 2012

La Francia di Hollande? Chapeau!


Lo confesso, amo la Francia ma detesto i francesi. La “douce France” è bella, coi suoi castelli medievali, le foreste incontaminate, i fiumi navigabili, le sue montagne e le ricchezze artistiche, tant’è che appena posso ci faccio un salto di tre o quattro giorni per gustare i sapori e i profumi seducenti d’oltralpe. Ma non solo. Per vivere sans souci, senza l’affanno che in Italia ha ormai contaminato anche la vita in provincia. Amo follemente la Provenza e tutto il Midi, la regione della Loira, la Normandia. E naturalmente Parigi. Ci vivrei in Francia, naturalmente se non ci fossero i francesi, che vanno presi a dosi omeopatiche.
Cos’hanno i transalpini che non mi va? Beh, pur riconoscendo che in fondo sono gioviali, semplici e patriottici, che parlano una lingua splendida (sono francofono) e conoscono l’arte del savoir vivre, non riesco proprio a digerire i loro difetti. Sono così pieni di sé che nel suo Dizionario dei luoghi comuni, Gustave Flaubert scrisse che i francesi “sono il primo popolo dell’universo”. Lo giustifico, era francese. Non era francese, invece, Scott Fitzgerald, che disse: “Mi piace la Francia, dove tutti si sentono Napoleone Bonaparte”. In effetti, in Francia la boria e l’arroganza vengono diluiti nel latte al posto del caffè fin dalla più tenera età. Già da piccoli, i francesi pensano d’essere i migliori del mondo e irridono gli altri. Da grandi, rendendosi conto che il mondo è cambiato, si consolano illudendosi che la grandeur non sia mai finita. Cos’altro non sopporto dei francesi? Sono vanitosi e fanno la ruota come i pavoni, non si lavano, sono pignoli come speziali e suscettibili come ricci. Inoltre, fanno delle smorfie con gli occhi e con la bocca che pare siano usciti tutti da una scuola di recitazione. Il ché fece dire al filosofo Schopenhauer che “le altre parti del mondo hanno le scimmie, l’Europa ha i francesi”. Vabbé, lo dico senza avere l’intenzione di offenderli, perché tutto sommato i francesi mi sono simpatici. Per lo meno finché non fanno i guasconi e tu non ricordi loro che Giulio Cesare sconfisse Vercingetorice e Materazzi provocò Zidane ad arte. Se poi sostieni che la loro cucina sarà anche la più raffinata ma la nostra è più buona e che dovrebbero restituirci non tanto la Gioconda (che Francesco I acquistò regolarmente) quanto il patrimonio artistico che i funzionari di Napoleone trafugarono dai palazzi e dai musei italiani, si scaldano come pentoloni di rame colmi di quel liquido druidico che serviva ad Asterix per diventare un supereroe. Eppure… 
Eppure, oggi scrivo per lodare la Francia e i francesi, non per biasimarli come avrei fatto fino a poco tempo fa, quando a Parigi regnavano il piccolo Sarkozy e la rinnegata Carlà. Oggi, la Francia è guidata da François Hollande, un normanno che pare sappia quel che deve fare e sa farlo presto e bene. I fatti parlano da soli. In soli 63 giorni di governo, Hollande ha varato provvedimenti che fanno gridare al miracolo. Quali? Ha abolito il 100% delle auto blu e le ha messe all’asta, destinando il ricavato delle vendite al fondo welfare. Singolare e coraggioso è il mondo con cui ha comunicato questa decisione agli enti statali, sfidando gli alti funzionari. Ha scritto loro che se “un dirigente che guadagna 650.000 euro all’anno non può permettersi il lusso di acquistare una bella vettura con il proprio guadagno meritato, vuol dire che è troppo avaro, o è stupido, o è disonesto. Coi 345 milioni di euro incassati ha creato al volo 175 istituti di ricerca scientifica avanzata ad alta tecnologia, assumendo 2.560 giovani scienziati disoccupati. Leggo da un post che circola in rete firmato da Claudio Aldieri, che Hollande "ha abolito il concetto di scudo fiscale (definito socialmente immorale) e ha emanato un urgente decreto presidenziale stabilendo un'aliquota del 75% di aumento nella tassazione di tutte le famiglie che, al netto, guadagnano più di 5 milioni di euro all'anno. Con quei soldi, rispettando quindi il fiscal compact, senza intaccare il bilancio di un euro, ha assunto 59.870 laureati disoccupati, di cui 6.900 dal 1 luglio 2012, e poi altri 12.500 ndal 1 settembre come insegnanti nella pubblica istruzione. Ha sottratto alla Chiesa sovvenzioni statali per il valore di 2,3 miliardi di euroche finanziavano licei privati esclusivi, e ha varato con quei soldi un piano per la costruzione di 4.500 asili nido e 3.700 scuole elementari avviando un piano di rilancio degli investimenti nelle infrastrutture nazionali. Ha istituito il bonus cultura presidenziale, un dispositivo che consente di pagare le tasse zero a chiunque si costituisca come cooperativa e apra una libreria indipendente, assumendo almeno due laureati iscritti alla lista dei disoccupati oppure cassintegrati, in modo da far risparmiare soldi della spesa pubblica, dare un minimo contributo all'occupazione  erilanciare dei nuovi status sociale. Ha abolito tutti i sussidi governativi a riviste, rivistucole, fondazione e case editrici, sostituite da comitati di imprenditori statali che finanziano aziende culturali sulla base di presentazione di piani business legati a strategie di mercato avanzate. Ha varato un provvedimento molto complesso nel quale si offre alle banche una scelta (non imposizione); chi ofre crediti agevolati ad aziende che producono merci francesi riceve agevolazioni fiscali, chi offre strumenti finanziari paga una tassa supplementare: prendere o lasciare. Ha decurtato del 25% lo stipendio di tutti i funzionari governativi, del 32% di tutti i parlamentari, e del 40% di tutti gli alti dirigenti statali che guadagnano più di 800.000 euro all'anno. Con quella cifra (circa 4 miliardi di euro) ha istituito un fondo garanzia welfare che attribuisce a donne mamme singole in condizioni finanziarie disagiate uno stipendio garantito mensile per la durta di cinqu anni, finché il bambino non va alle scuole elementari, e per tre anni se il bambino è più grande. Il tutto senza toccare il pareggio di bilancio". 
Sapete qual è il risultato delle magie di Hollande? Ha fatto scendere lo spread e ha fermato l’inflazione. Ha dato un segnale forte al Paese, sicché la produttività dei nostri cugini e la loro competitività sui mercati internazionali è cresciuta. A metà strada fra il Platini degli anni d’oro e Bernard Hinault, il Presidente Hollande ha ricordato ai suoi connazionali che la parola “impossibile” non fa parte del vocabolario francese. Il mio commento è doverosamente nella lingua di Moliere, Victor Hugo e Proust. “Chapeau!”. Sì, tanto di cappello alla Francia per come sta affrontando la crisi e guarda al futuro. 
E noi? La casta (ndr: quella politico-economica-culturale della bella Italia, non la modella e attrice francese Laetitia) non rinuncia ad alcuno dei suoi privilegi e i plutocrati non fanno sacrifici. Come sono lontani i tempi della disfida di Barletta e della vittoria di Bartali al Tour de France! Per quanto Monti e la sua combriccola di tecnici al governo stiano lavorando seriamente, è lecito chiedersi perché noi stiamo a guardare mentre gli altri fanno. Perché non seguiamo l’esempio francese? Perché non ghigliottiniamo i ladri, i fannulloni, i disonesti, gli sciacalli e i mafiosi che impediscono alla nostra patria ferita a morte dai Maramaldo locali e stranieri di risorgere, nonostante gli sforzi e i sacrifici della gente comune? Perché non riusciamo a voltare pagina e fare il salto di qualità che occorre nei momenti difficili, segnati dai grandi cambiamenti? Forse perché siamo italiani e non francesi? Sarebbe tristissimo arrivare a questa conclusione. Sarebbe avvilente.
È singolare il fatto che noi chiamiamo i francesi “mangiarane” o “mangialumache” e loro ci chiamano “macarons” o “ritals”. Ci può stare in un rapporto di amore-odio. Ma più facilmente, parlando in francese con un francese, ho sentito spesso questa frase: “Ah, les italiens, pfff…”. Forse il nocciolo della questione è proprio in quel “pfff” coi puntini, un’espressione più eloquente di tante possibili risposte. Sogno il giorno in cui i cugini smetteranno di usarla e potranno dire di noi: “Bravo!” (rigorosamente con l’accento sulla o.)

PS: Un paio d'ore dopo avere pubblicato questo articolo, un amico mi ha informato che le notizie cui faccio riferimento e che ho riportato in assoluta buona fede, non hanno trovato conferma e potrebbero addirittura essere una "bufala". O meglio, Hollande avrebbe l'intenzione di fare ciò di cui ho parlato. Per il momento, sospendo il giudizio e qualora fossimo ancora nel campo delle buone intenzioni, non posso che augurare al Presidente francese di realizzare ciò che ha in pectore. Naturalmente, restano valide tutte le considerazioni che ho fatto e l'auspicio che l'Italia possa attuare le riforme e i tagli sostanziali all'amministrazione pubblica che tutti gli italiani invocano.

2 commenti:

  1. Ciao Astor spesso leggo i tuoi articoli ma questa volta purtroppo l'articolo si basa su informazioni scorrette:

    http://daily.wired.it/news/internet/2012/07/17/hollande-auto-blu-bufala-85271.html

    http://attivissimo.blogspot.it/2012/07/i-miracoli-dhollande.html

    Puo' essere che l'articolo e tu stesso ci voglia far riflettere su quello che si puo' fare. Rimango in attesa del prossimo articolo.

    Un saluto

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    1. Grazie Ivo. Sì, ho verificato e sembra proprio una bufala. Ho inserito un post-scriptum. Resta valido il principio che riforme e tagli sostanziali sono possibili, anzi doverosi. Ciao e ad maiora!

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