Tre
esploratori pleiadiani atterrano con la loro astronave in Italia, in un luogo semideserto.
Indossano comuni abiti civili, raggiungono una grande città e s’intrufolano in mezzo alla
gente per sentire che aria tira. Va da sé che i pleiadiani, altrimenti noti
come nordici per i loro tratti antropomorfici (sono alti all’incirca 2 m.,
hanno gli occhi azzurri e i capelli biondi) riescono a celare la loro natura
aliena e tutt’al più sono scambiati per turisti scandinavi. Ognuno dei tre prende
una direzione diversa per ritrovarsi alcuni giorni dopo, confrontarsi e tirare
le somme.
Il primo, chiamiamolo Candido, segnala che in Italia si usano strane
cortesie agli uomini politici. Testimonia d’avere visto in un supermercato una
senatrice di nome Finocchiaro che faceva la spesa insieme alle sue tre guardie
del corpo, una delle quali spingeva il carrello, di avere scoperto che Roberto Formigoni,
Presidente della regione Lombardia da ben 17 anni, si concede vacanze d’oro pagate
dagli amici riconoscenti, che un certo “Trota” Bossi ha ripetuto l’esame di
maturità tre volte ma ci ha messo un fiato per imparare l’albanese e laurearsi
a tempo di record a Tirana, che i partiti sono finanziati dai cittadini cui lo
Stato impone il prelievo forzato del sangue sotto forma di tasse, disservizi e
controlli esasperanti, che lo Stato potrebbe tagliare 300 miliardi di € di spese inutili ma non lo fa perché se no i
cittadini si domanderebbero: “Adesso ce lo venite a dire?”, che le carte rubate in Vaticano parlano del IV
segreto di Fatima, ovvero del patto segreto fra lo Stato e la Chiesa Cattolica
per dividersi il bottino. In sostanza, Candido relaziona ai colleghi che in
Italia la situazione politica è drammatica e ipotizza che è in atto una gravissima
crisi istituzionale.
Il secondo esploratore pleiadiano, tale Catone, racconta
di avere visto cose che mai si sarebbe immaginato di scoprire sul pianeta azzurro:
uomini che violentano donne in pieno giorno, sotto lo sguardo indifferente dei
passanti, bambini che sono molestati dai loro educatori e dai preti, calciatori
milionari che truccano le patite per arrotondare il salario e magari spendere
il denaro guadagnato illegalmente per acquistare una Ferrari, gente che si
rovina per il gioco d’azzardo e gente che rovina altra gente bisognosa per il
solo fatto di avere concesso un prestito, e ancora… gente che ruba a più non
posso, distrugge la natura senza remore, calpesta i diritti dei più deboli (compresi gli animali), impone la
menzogna, la prevaricazione e il caos, fa di tutto per distruggere e se ne
compiace. Insomma, uno schifo, sicché – dice Catone – è indubbio che l’Italia
versa in una crisi morale e dei valori senza precedenti.
Per ultimo si esprime Stakanov,
il terzo astronauta proveniente dalle Pleiadi. Egli racconta che non c’è lavoro
e che i giovani sono ormai rassegnati, gli stipendi sono fermi ai tempi delle
vecchie lire e i soldi non bastano per arrivare a fine mese, gli imprenditori e
gli artigiani si suicidano per la disperazione, i poveri sono sempre più poveri
e i ricchi assomigliano sempre più ai grassi personaggi dipinti da Botero – per
cui capisci che l’Italia è il Paese degli anti Robin Hood, giacché si ruba ai
poveri per dare ai ricchi –le banche sono gestite dai draconiani (ndr: gli
extraterrestri cattivi), lo Stato è un mostro onnivoro ed esercita una sorta di
ius primae noctis sul cittadino, che
viene sodomizzato con finezze degne del Kamasutra
ma con la differenza che ciò non accade una sola volta, la prima, ma dal momento
in cui gli viene assegnato il codice fiscale fino alla fine dei suoi giorni e
oltre, in attesa della sua reincarnazione. Stakanov conclude che in Italia c’è
una crisi economica stratosferica e che la gente è stanca, arrabbiata, delusa,
depressa.
I tre esploratori pleiadiani concordano che occorre relazionare al
Gran Consiglio della Federazione Galattica che il Paese è in pericolo e senza
speranza. Detto, fatto. Candido comunica l’esito dell’esplorazione attraverso il sistema di
comunicazione olografico e pochi istanti dopo riceve la risposta da parte del
Consiglio. Legge con stupore queste parole: "Non pretendiamo che le cose cambino, se
continuiamo a fare le stesse cose. La crisi può essere una grande benedizione
per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività
nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. È nella crisi che
sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi
supera se stesso senza essere superato. Chi attribuisce alla crisi i suoi
fallimenti e disagi, inibisce il proprio talento e dà più valore ai problemi
che alle soluzioni. La vera crisi è l’incompetenza. Il più grande inconveniente
delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di
uscita ai propri problemi. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è
una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito. È nella crisi che
emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi
brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è
esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte
con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per
superarla".
Candido scopre che queste parole furono scritte da un
terrestre di nome Albert Einstein. Il Consiglio incarica Candido, Catone e
Stakanov di continuare la loro missione sulla Terra, consistente ora nel diffondere
le parole di Einstein. I tre esploratori obbediscono e s’alzano in volo nei
cieli del Bel Paese tracciando scie di vapore che disegnano questa frase: “La
vera tragedia è non lottare per superare la crisi”. Volano dalle Alpi fino a
Lampedusa, dalla Valle d’Aosta fino alla punta del Salento, e ovunque inviano il
messaggio agli uomini di buona volontà, che sono ancora tanti e più determinati
della feccia scellerata che ha messo in ginocchio l’Italia per troppa avidità,
arroganza e stoltezza. I pleiadiani tracciano anche un grande cerchio nel grano
raffigurante una figura geometrica in rotazione. Essa suggerisce che il
divenire delle cose non dipende dal caso ma dalla nostra determinazione.
In definitiva, la
crisi può essere combattuta e vinta.
PS:
Ringrazio il mio commercialista – un amico, prima d’essere un consulente – per
avermi fatto conoscere le parole di Einstein, che mi hanno ispirato a scrivere
questo breve testo. È l’osservatore che crea la realtà, intuì Einstein. Non dimentichiamoci,
dunque, che tutto è relativo: il tempo e lo spazio sopra ogni altra cosa. Nemmeno
la crisi può eludere questa legge. Passerà anche questa volta e saremo più
forti, forse più responsabili e attenti.






