venerdì 24 gennaio 2014

L'amico degli animali

Ho imparato ad amare gli animali da piccolo. Credo di dover riconoscere questo merito ad Angelo Lombardi, un uomo scomparso nel 1996. Di lui, non può essersi dimenticato chi era un bambino a cavallo tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio degli anni Sessanta. Lombardi, ex cacciatore di belve pentito, era uno studioso di zoologia che in quel periodo condusse un programma televisivo sulla Rai. Fu il padre della divulgazione scientifica attraverso il tubo catodico, un precursore di Piero Angela. La sua trasmissione, che andò in onda dal 1956 al 1964, per un totale di 78 puntate, si intitolava “L’amico degli animali” e svelava il mondo degli animali a un pubblico televisivo che non era composta solo da bambini e ragazzi. Mi appassionai agli animali grazie allaffabilità con cui Lombardi comunicava il suo amore per il regno animale. In seguito, dopo la lettura de L’anello di re Salomone di Konrad Lorenz, ho imparato a rispettare ogni animale, anche quello che credevo stupido o inutile. La mia scelta di diventare vegetariano è dipesa da come si è evoluta la mia coscienza, sì da indurmi a pensare che non abbiamo il diritto di togliere la vita a nessun essere vivente. Oggi che non sono più un giovincello, non mi limito a pensare che gli animali vanno rispettati e protetti perché sono i nostri fratelli minori, come ci ha insegnato San Francesco. Oggi ritengo che siano migliori di noi. C’è una famosa frase di Totò che condivido: “Più conosco gli uomini e più amo gli animali“. In realtà, Totò non fu il primo a pronunciare queste parole, attribuite  di volta in volta a Socrate, Platone, Oscar Wilde e Federico II di Prussia. Chiunque abbia osservato per primo che le vere bestie sono gli uomini, ha riconosciuto il vero. Solo gli esseri umani sono capaci di nefandezze non dettate da un bisogno reale. Gli animali uccidono e agiscono in base a istinti primordiali, non per il piacere di fare il male. 
Detto ciò, vengo al dunque. Ho avvertito il bisogno di aggiungere una nuova etichetta nel mio blog. Questo bisogno è figlio dell’amore che ho per gli animali ma anche della mia naturale curiosità. Voglio rendere omaggio ad Angelo Lombardi, che tra l’altro progettò e realizzò il Safari Park di Pombia, dando a questa etichetta il titolo “L’amico degli animali”.  È mia intenzione dedicare di tanto in tanto qualche pezzo agli animali, e lo farò con un taglio originale. Non sono un etologo né uno zoologo, non serve che io racconti gli animali come farebbe chi se ne occupa a livello professionale, con passione e competenza. Mi propongo di raccontare storie curiose, intriganti, attuali. Cercherò di farlo osservando il regno animale da una specola adeguata alle mie attitudini espressive. Per questa ragione, non potrò rinunciare a condire le mie pietanze con intingoli speziati e guarnirle di riferimenti culturali. Scusate ma sono fatto così. Per questa ragione, vi offro un viatico prima di cominciare. O meglio, a offrirvelo è lo scrittore e giornalista americano Walt Whitman, nella cui famosa raccolta di poesie Foglie d’erba, spicca una lirica dal titolo “Canto di me stesso”. In essa, il visionario cantore della libertà ha espresso magnificamente il sentimento che dovrebbe nutrire il nostro afflato verso le cosiddette bestie.

“Penso che potrei andare a vivere con gli animali, sono così placidi e dignitosi/sto a guardarli a lungo, a lungo/non sudano e non piagnucolano sulla loro condizione/non giacciono svegli nel buio e non piangono sui loro peccati/non mi danno la nausea discutendo dei loro doveri verso Dio/nessuno è scontento, nessuno è ridotto alla follia dalla mania di possedere cose/nessuno s’inchina a un altro né ai suoi simili vissuti migliaia d’anni fa/nessuno è rispettabile o infelice su tutta la terra.”

Pensate, queste parole furono scritte prima del 1855, quando uscì la prima edizione di Foglie d’erba. La loro modernità è impressionante.

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