lunedì 23 maggio 2016

La frontiera, un libro che parla all'anima


Quando pubblichi un nuovo libro, la prima cosa che i tuoi lettori e conoscenti ti chiedono è “di cosa parla?”. Non poteva sfuggire alla regola La frontiera, il romanzo frutto di una sofferta gestazione  che da ieri è acquistabile in formato e-book sul sito Amazon (a giorni sarà disponibile anche la versione cartacea). 
Parla di… Non è facile né scontato rispondere. Intanto, voglio chiarire che non parla di immigrati clandestini e profughi di guerra. Il titolo potrebbe ingannare qualora si pensasse a una frontiera fisica, una linea di demarcazione fra territori confinanti o mondi molto distanti. In realtà, la frontiera che fa da scenario alla storia è metaforica. Il protagonista del romanzo lo dice apertamente: «C’è una frontiera di cui ignoriamo l’esistenza finché, un giorno, all’improvviso, si manifesta sul nostro cammino e ci obbliga a una scelta difficile. Possiamo fermarci o tornare indietro ma qualcosa ci dice che andare oltre cambierà la nostra vita. Varcare la frontiera può essere doloroso, perché faremo tabula rasa di ogni certezza. In compenso, avremo occhi diversi.» Pur tuttavia, le vicende del romanzo si svolgono su un’isola reale e misteriosa che evoca “una linea di confine, un’intercapedine vibrazionale fra due spazi privi di una separazione reale.”  
La frontiera è un romanzo di formazione, un’avventura spirituale, un approccio al cambiamento interiore e dei tempi. Ma ecco, in sintesi, la trama. Francesca, giornalista in vacanza a Mauritius, viene a sapere che un uomo di nome Léon vive come un eremita su un’isola minuscola, in un faro abbandonato. Incuriosita, lo incontra e scopre un personaggio d’altri tempi che sembra nascondere dei segreti. Fra i due nasce un feeling non privo di sottili tensioni e la visita si trasforma in un’esperienza intensa. Nell’arco di tre giorni, funestati da un ciclone, sull’Isola del Faro si snoda una storia surreale. Léon testimonia come la sua esistenza all’insegna della bellezza, dell’amore e della prosperità, sia stata sconvolta anch’essa da una tempesta. L’incontro con una coppia ambigua lo risucchia in un mondo ammaliante e con sua moglie Sophie affronta esperienze spirituali e mondane che minano ogni capacità di discernimento. Risucchiato in un vortice di fenomeni mistici, profezie e derive psichiche, non riesce più a distinguere tra il vero e il falso. Ma l’illusione svanisce e quando la verità emerge i contraccolpi sono devastanti. Sophie si lascia morire per il dispiacere. Il dolore e il disincanto abbattono Léon, che al culmine della disperazione abbandona il mondo per rifugiarsi là dove ha disperso le ceneri del suo amore. Ma il tempo cicatrizza le ferite. Léon comprende il senso degli eventi e intuisce che la sua anima ha scelto quel percorso sofferto. Dopo avere rivelato a Francesca un segreto inconfessabile, la conduce alla comprensione di altre verità. Questa condivisione, inframmezzata da flashback e sviluppi emotivi, nutre le pagine della seconda parte del racconto, permeata d’insegnamenti spirituali. Dopo avere vissuto un’esperienza psicofisica che la purifica, Francesca fa ritorno a Milano con una coscienza nuova e l’intento di scrivere un romanzo sulla “frontiera di cui ignoriamo l’esistenza e che un giorno, all’improvviso, si manifesta sul nostro cammino e ci obbliga a una scelta”. Ma prima dovrà accettare un’ultima sorpresa, la lettera in cui Léon annuncia di avere compiuto l’estremo atto d’amore, libertà e dignità, varcando la frontiera più misteriosa. 
Per quanto l’autore sia la figura meno indicata a giudicare la propria opera letteraria (come può essere obiettivo?), mi sento di affermare che il racconto stupisce e coinvolge. L’io narrante, Francesca, viene progressivamente sorpresa e in seguito catturata da una vicenda che colpisce la mente, il cuore e persino le viscere. Questo coinvolgimento è capitato anche ai lettori-tester di cui mi avvalgo. Dapprima increduli e quasi infastiditi dagli eventi narrati nella prima parte del romanzo, hanno finito per rimanere ammaliati da una storia che hanno definito “suggestiva”, “inquietante”, “commovente” e “preziosa”. Spero che chiunque avrà la bontà di leggere La frontiera possa provare le stesse emozioni. In fondo, è questo che un libro dovrebbe fare: scuotere il lettore, costringerlo a uno sguardo introspettivo. 
Di cosa parla il libro, si diceva. Parla delle sorprese che la vita ci riserva, del bisogno di camminare sui carboni ardenti per riscoprire noi stessi, del significato vero e profondo della nostra esistenza. Parla di quanto siamo fragili e forti allo stesso tempo e di come occorra mettersi in discussione per crescere e acquisire una nuova coscienza.  Se ve la sentite, cari lettori, salpate fiduciosi per l’Isola del Faro. Non resterete delusi. Come ha suggerito una mia fedele lettrice, La frontiera è un libro che parla all’anima.

Nessun commento:

Posta un commento