venerdì 15 luglio 2016

Lettera aperta a un aspirante terrorista islamico


Non conosco il tuo nome. E se anche lo conoscessi, saresti soltanto uno dei tanti Mohamed, Naadir o Rashid la cui mente è stata manipolata dai cattivi maestri che si annidano nelle moschee, nelle scuole coraniche e nei siti web che alimentano il fondamentalismo religioso. Questi miserabili che si credono strumenti di Dio e depositari della verità – una verità mistificata – hanno riempito il tuo cuore di odio e menzogne. Ti hanno fatto credere che è un sacro dovere del muslim uccidere gli infedeli, imporre la legge del profeta ai miscredenti anche a costo di sacrificare la propria vita. E tu ci hai creduto, perché sei psicolabile. Sei diventato un criminale pronto a combattere la guerra santa per schiavizzare lOccidente, offrendo la tua vita per una causa folle, iniqua, assurda. Sei un terrorista in fieri, forse una cellula dormiente, pronto a trasformarti in martire in nome di Allah.
Sai cosa ti dico? Sei solo un illuso. Peggio, un coglione putrefatto. Non serve chiedersi sbigottiti che cosa possa spingere uno come te, una potenziale merda umana, a compiere stragi come quella avvenuta ieri sera a Nizza. La risposta è univoca. Ciò che induce i fanatici a compiere il male non è l’idealismo né il fervore religioso. La spinta ad agire è di ben altra natura. Intanto, sappi che tu non entrerai mai nel libro d’oro degli eroi o dei kamikaze. Gli unici degni di chiamarsi “vento divino” erano i soldati giapponesi che s’immolavano per la patria  e l’onore. Tu e tutti i terroristi islamici siete solo esseri spregevoli e vili, omuncoli senza cuore né onore. Siete la feccia di un’umanità nichilista abbruttita dall’odio, dall’invidia e dall’ignoranza. Siete peggio delle bestie, che diversamente da voi uccidono unicamente per soddisfare i bisogni primari. A spingervi nel baratro della follia non sono i valori elevati o l’aspirazione al sublime. La verità, mio povero Jamaal o come cavolo ti chiami, è che la tua motivazione non è nobile. È inutile che cerchi dentro di te le sante giustificazioni, troverai solo il vuoto e nessuna traccia di nobiltà che avvalori il tuo intendimento. La verità è che sei un uomo venale, che agisce solo per interesse personale. Il tuo interesse, fragile Abbas o come cavolo ti chiami, è materiale, sensoriale. Ciò che ti spinge a uccidere è la promessa del Paradiso terrestre. Ti hanno fatto credere che in quanto combattente contro i nemici dell’Islam, e quindi martire di Allah, entrerai trionfalmente nella Janna e sarai accolto nei piani alti. A differenza dei musulmani “normali”, che quando muoiono sono afferrati da Azra’il, l’angelo della morte, e condotti al cospetto degli angeli inquisitori Munkar e Nakir per essere sottoposti al giudizio, tu percorrerai la via preferenziale, salterai i preamboli. Ergo eviterai il supplizio della tomba e la pericolosa passeggiata sul ponte Assirat, più affilato di una spada e sottile come un capello. Per te si apriranno subito le porte del Giardino dell’Eden, dove potrai godere di privilegi sopraffini. 
Eccoci al dunque. Sei disposto a massacrare donne e bambini innocenti in nome di Allah per entrare da privilegiato nella Las Vegas dei musulmani. Non trovo una metafora più appropriata per definire la Janna, dove la tua animella potrà concedersi di tutto e di più. Immagino che non te ne importi granché delle acque zampillanti del Bacino del Profeta, dei prati dei Beati e degli alberi carichi di frutta. Tu sarai attirato dai gentili coppieri che ti offriranno coppe di vino e bevande eccitanti, ma soprattutto dalle bellissime vergini messe a tua disposizione. Lo so che ci pensi continuamente, che il sesso è il tuo chiodo fisso. Così come Parigi valeva una messa, massacrare gli innocenti è una prova risibile se la ricompensa è l’orgia eterna che ti sfinirà, complici le settantadue scatenate huri “dal seno ricolmo” ingaggiate per il tuo sollazzo. E se per caso, vulnerabile Abdul o come cavolo ti chiami, sei omosessuale, potrai scatenarti con gli ammiccanti ghulam, i giovani paggi impazienti di sodomizzarti o prenderlo nel culo da te. Che pacchia, eh? 
Ammettilo, stai per uscire di casa imbottito di esplosivo per meritarti l’accesso diretto a un’alcova degna dei sultani e degli emiri. La tua follia, ben lungi dall’essere causata da insani principi come “libertà”, ”giustizia” “amore” e “civiltà”, è figlia delle basse passioni, della lussuria. Complimenti. Fingi di essere un guerriero ma sei solo un depravato, un ipocrita, un lombrico. Dimmi, piuttosto, se un imam illuminato ti dicesse che forse la Janna è squallida come la periferia delle metropoli moderne o, peggio ancora, non esiste, te la sentiresti ancora di vestire i panni del martire? Non scandalizzarti, mio ingenuo Tariq o come cavolo ti chiami. Lo so che non accetteresti mai l’idea che le escort di Allah siano uno specchietto per le allodole, giacché la tua anima non avrà alcun bisogno di fornicare nell’oltretomba. Ma so anche che non sacrificheresti la tua vita se scoprissi che ti stanno ingannando. Il punto è questo, stomachevole Haamid o come cavolo ti chiami. Ti stanno usando per i loro sporchi affari, che si riconducono a logiche di potere ed economiche, più che religiose. Tu sei solo una pedina insignificante, un povero illuso come dicevo all’inizio. Non otterrai nulla di ciò che brami e se porterai a termine la tua impresa scellerata, la tua anima pagherà gravi conseguenze. Io non credo al Paradiso, al Purgatorio e all’Inferno così come l’immaginario collettivo, complici le religioni, dipinge le dimensioni invisibili. Ma credo al karma e alla reincarnazione. Credo che pagherai le tue colpe rivivendo una vita ancora più dolorosa e misera di quella attuale. 
Ma forse mi sbaglio. Tu non intendi sacrificare la tua vita. Tu non ne hai il coraggio. Ti limiterai a uccidere degli innocenti e con l’aiuto di Allah e dei finti buonisti potresti non pagare il fio del tuo gesto. I tuoi fratelli musulmani ti premieranno con il denaro che ti hanno offerto. La tua sposa e i tuoi figli non godranno i vantaggi di avere la foto di un martire in casa, sarai tu a raccogliere i frutti del male. Comunque vada, qualunque sia il tuo piano diabolico per incutere terrore e seminare sgomento, sappi che non sei degno d’essere chiamato uomo e non ti riconosco alcuna attenuante.  E sappi altresì che non ho paura di te né compassione. Tu mi fai solo ribrezzo. La tua follia mi inquieta ma non mi scoraggia.
Caro Mustafa o come cavolo ti chiami,  se nel tuo animo c’è ancora un barlume di umanità, se sei ancora padrone del tuo libero arbitrio, rinuncia al tuo proposito. Non è mai troppo tardi per rinsavire ed evitare la dannazione. Non devi fare altro se non rinnegare l’odio e i 123 versi del Corano che incitano a combattere e uccidere gli infedeli per la gloria di Allah. Ma che dico? Prima dovresti capire che sei vittima e insieme complice di un grande imbroglio.

2 commenti:

  1. Condivido quanto da te scritto, purtroppo queste teste vuote riempite di fanatismo omicida non capirebbero nulla.
    A presto,
    Chiara D'Amico

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