giovedì 1 settembre 2016

Imparate a riconoscere gli sciacalli dello spirito


Siamo in un’epoca contraddistinta dalla confusione e da grandi trasformazioni che coinvolgono la sfera spirituale dell’uomo. Stiamo attraversando una delicata fase di cambiamento, vivendo il passaggio da una vecchia a una nuova energia. Ciò comporta disagi e resistenze che non tutte le anime riescono ad ammortizzare. Ne deriva una profonda inquietudine, un senso di vuoto e abbandono che ci rende fragili. La crisi del sentimento religioso comune ha aggravato la nostra sfiducia e alimenta il caos psichico. Le persone più sensibili e quelle che soffrono sono in prima linea nella ricerca del conforto e della speranza di cui hanno bisogno ma spesso, purtroppo, finiscono nelle grinfie dei falsi maestri spirituali, dei profeti mendaci, dei guru postmoderni che si vantano di ricevere messaggi dalla Madonna, dagli angeli (o dai demoni), dai defunti e dalle entità extraterrestri. Sta di fatto che in mezzo a noi vivono e ingrassano legioni di approfittatori, per non dire truffatori, che sfruttano l’ignoranza, la paura e la superstizione altrui. Si tratta di predatori più o meno abili e capziosi, capaci di manipolare le menti e svuotare i portafogli. Questi avvoltoi fanno leva sulla debolezza del cuore delle loro prede. 
Ho una certa esperienza in materia e non parlo per sentito dire. Nel corso del mio cammino ho pagato un prezzo salato al desiderio di crescere spiritualmente, di evolvermi e raggiungere un livello di consapevolezza più alto. Infortuni e incidenti di percorso non hanno impedito alla mia coscienza di aprirsi a una visione più profonda e disincantata della vita. Anzi, le delusioni hanno rafforzato il mio sistema immunitario. Ne consegue che per me, adesso, è facile riconoscere gli sciacalli dello spirito. Nel mio libro LA FRONTIERA evidenzio, in modo romanzato, la facilità con cui si possono commettere errori in ambito spirituale. In sostanza, narro la storia di due sciacalli spirituali, una coppia diabolica (ispirata a personaggi reali) che evoca i lupi travestiti da agnelli contro cui ci mette in guardia il Vangelo. Pensavo che questi due ciarlatani – una veggente appariscente e un Rasputin platinato – due nomadi sempre in fuga a causa dei loro misfatti, si fossero dileguati. Sapevo che si erano trasferiti oltreoceano e avevano gettato la maschera mistica per indossare quella mondana. Speravo che avessero smesso di ingannare la povera gente e di spolparla; lo suggeriva il fatto che avevano barattato l’ambiente spirituale con quello estetico-edonistico. Lui lavorando come parrucchiere e lei facendo le unghie alle Barbie. Mi ero messo il cuore in pace. Sono fuori gioco, ho pensato, non faranno più danni, per lo meno in Italia. Ahimè, mi sbagliavo. A volte ritornano, si dice. Hanno dovuto fuggire anche dal Paradiso artificiale dove s’illudevano di diventare i beniamini del jet-set. Sono tornati in Italia con le pive nel sacco. Avviso per chi li ha conosciuti: sono stati avvistati in provincia di Reggio Emilia e a Domodossola. Pare che abbiano perso il pelo ma non il vizio e stiano adescando nuove prede, tramando nuovi imbrogli. Scommetto che avranno vita facile. Il mondo è pieno di persone labili e disperate, alle quali puoi far credere qualunque cosa. Chi volesse inquadrarli meglio dovrebbe leggere LA FRONTIERA. Qualcuno lo ha definito un manuale per il turista spirituale. In effetti, il mio ultimo romanzo non è solo una commovente storia d’amore, è un pamphlet contro la mala fede e insieme la dabbenaggine. 
È possibile distinguere un vero maestro spirituale da uno falso, il cui unico intento è ricavare benefici? La mia risposta è affermativa. Sulla base delle mie esperienze, voglio offrire al lettore alcuni spunti di riflessione per riconoscere gli avvoltoi dello spirito e bandirli. In sostanza, bisogna diffidare da chi mostra i seguenti caratteri o comportamenti. Primo: la falsa guida spirituale (cioè l’avvoltoio) predica bene ma razzola male. Vive di contraddizioni, di alti e bassi, recitando un ruolo ambiguo. Le sue parole sono seducenti, le sue azioni riprovevoli. Va da sé che se non c’è coerenza non c’è onestà. Secondo: l’avvoltoio crea dipendenza, come le sigarette, l’alcol e le droghe. Vincola i suoi adepti, soggioga i seguaci attraverso la paura, le promesse e gli inganni. Terzo: l’avvoltoio rende oscuro ciò che è chiaro. Il suo linguaggio è volutamente ermetico, a volte contorto o ingenuo, mai lineare. Quarto: l’avvoltoio è narcisista, presuntuoso, arrogante. L’Ego è il suo unico Dio. Si finge un padre misericordioso o una madre amorosa ma si comporta come un patrigno o una matrigna, rimarcando la propria autorevolezza e conoscenza, sottolineando la precarietà del seguace, la sua miseria umana. Quinto: l’avvoltoio finge di aiutare chi è in pena, in realtà lo rende sempre più debole e bisognoso, lo priva dell’autostima, lo colpevolizza. Sesto: l’avvoltoio afferma di essere un Iniziato e di avere una missione da compiere. Per vincolare l’adepto lo illude, bontà sua, di accettarlo nella cerchia degli eletti e gli fa credere che ha una missione vitale da svolgere, tipo prendersi cura del redivivo Gesù o salvare il mondo. Settimo: l’avvoltoio mente, in maniera sistematica, spudorata. Lo fa senza vergognarsi e giustifica le sue fandonie definendole “bugie bianche”. Ottavo: l’avvoltoio afferma d’essere depositario della verità e minimizza (o ridicolizza) le verità degli altri. Nono: l’avvoltoio non si nutre di sapere o di trascendenza. Si finge sapiente ma è ignorante, scolastico, ripetitivo. Pensa di non avere bisogno di imparare. Ha fame solo di soldi, potere e successo. Decimo: l’avvoltoio parla di fratellanza ma pratica la divisione, secondo il principio “divide et impera”. Gli piace sviluppare la competitività e la gelosia fra i discepoli. Ama regnare e perciò prende di mira le persone di più facile governo, quelle che hanno difficoltà e problemi, proponendosi come la soluzione dei loro mali. Finge di soccorrerli mentre in realtà assesta loro il colpo di grazia.
Amici, fate buon uso di queste considerazioni. Il mondo è pieno di falsi profeti e veggenti scaduti, venditori di incensi e taumaturghi che potreste incontrare e non riconoscere. Da parte mia, vi auguro di non imbattervi mai nei due famelici avvoltoi a piede libero di cui vi ho parlato. Ma se dovesse accadere, non fatevi ingannare dalle moine e dalle unghie sfavillanti ma simili ad artigli, restate lucidi e applicate il principio “passi lunghi e ben distesi”. Affidatevi al vostro istinto e al mio decalogo per smascherare i saprofagi spirituali. Ricordatevi che il diavolo moderno veste Prada (anzi, Chanel) e sa fare le pentole ma non i coperchi.

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