lunedì 4 dicembre 2017

Il bypass spirituale e le sanguisughe


Ho saputo che la lestofante alla cui figura mi sono ispirato per disegnare uno dei personaggi del mio romanzo “La frontiera” – cioè Selene – è tornata a calcare le scene, riproponendosi come guru degli allocchi. Pare che abbia gettato le sue reti a Modena, in un ambiente dedito alla preghiera, e viva di vecchi trucchi, succhiando il sangue delle sue vittime come fece in passato. Si è sbarazzata del suo compagno e ha un nuovo cavalier servente. Si fa chiamare in modo diverso adesso, ha optato per un delizioso nomignolo alla francese, tuttavia usa le stesse tecniche del passato. Si qualifica come guida spirituale e vanta doni e poteri paranormali. In realtà non è una paragnosta ma una paraculo. Di più, è una pitonessa incantatrice, una lupa famelica (avida di denaro, mondanità e coccole al proprio Ego) camuffata da agnello, una sanguisuga più insidiosa di quelle che popolano le paludi della Florida. Nulla di nuovo sotto il sole, in fondo. Il caso recente di Michelle Hunziker e della pseudo maestra spirituale Clelia ha riportato a galla un fenomeno diffuso di cui ho già scritto ma sul quale voglio tornare. Definii “sciacalli spirituali” questi loschi personaggi tutto fumo e niente arrosto, abili a irretire i poveri di spirito e asservirli con effetti speciali. Non solo pseudoveggenti, falsi carismatici e maghette da strapazzo, ma anche abili organizzazioni e sette come i Testimoni di Geova e Scientology. Questi ectoparassiti, alla cui schiera appartiene la mignatta di Modena, trovano facilmente l’humus ideale per applicare le proprie ventose con successo. Come fanno? Promettono soluzioni. La loro abilità consiste nel farsi promotori e mediatori di quello che lo psicologo americano John Welwood definì “bypass spirituale”. Vi spiegherò brevemente di cosa si tratta, affinché comprendiate perché le sanguisughe prosperano. 
Viviamo in un mondo che non ci piace, ci disorienta, ci fa soffrire. Siamo inquieti e confusi. Desideriamo elevarci ma non sappiamo come fare. Cerchiamo la libertà dal dolore, le risposte esistenziali, la serenità e la sicurezza. Vogliamo liberarci della paura della morte e del controllo che la società ha su di noi. Ma non sappiamo in che modo affrontare i problemi pratici e psicologici, come rimuovere i traumi e gli intralci emozionali che ci impediscono di essere felici o quanto meno sereni, di rimarginare le ferite e spianare gli ostacoli che bloccano la nostra evoluzione umana.  Allora si fa strada in noi un bisogno spirituale snaturato dalla pretesa inconscia di elevare la nostra umanità senza prima averla conosciuta e integrata. Ovverosia senza avere aggiustato le carenze e i disagi che ci impediscono di essere equilibrati. Pur privi di equilibrio terreno azzardiamo il volo, tuffandoci con un carpiato nel trascendente. Il bypass spirituale non è altro che il tentativo di mettere ordine nella nostra vita, di dare un senso superiore alla nostra esistenza attraverso la fuga nei mondi belli e impossibili in cui ci invitano ad entrare i falsi maestri, gli scaltri pifferai magici, i somministratori del valium spirituale. Ho sperimentato personalmente l’abilità delle sanguisughe e sarebbe ingiusto e riduttivo pensare che le loro prede siano tutte stupide, psicolabili e masochiste. Vi assicuro che non è così. Le vittime appartengono a ogni genere umano, ogni livello intellettuale e culturale, ogni ceto sociale. Anzi, spesso sono persone benestanti e tutt’altro che sprovvedute. Allora come si spiega che cadano nelle grinfie dei predatori spirituali? Vi darò risposte empiriche. 
La sanguisuga sa come circuire il capro espiatorio. Il suo intuito riconosce la tipologia della vittima e applica il metodo giusto, usando un repertorio che spazia nell’intera rosa dei venti. Ti distrugge psicologicamente, ti fa sentire una merda inchiodandoti alla tavola dei tuoi sbagli, delle tue paure, delle tue debolezza. Ti destruttura, facendoti credere che hai bisogno delle sue cure. Ti illude che sarai al sicuro sotto la sua ala protettrice, imponendoti il suo regime. Ti asserva e crea una dipendenza che immobilizza, come la tela del ragno. A quel punto, ti succhia l’energia e il sangue, ti spolpa. Ma quando si trova di fronte a personalità più difficili da espugnare, usa la strategia contraria. Ti lusinga, ti seduce, ti esalta. Ti fa credere a ciò che ti piace credere. Ti dice che sei la reincarnazione di un grande uomo o di una grande donna, che sei affiancato dall’arcangelo Michele, che hai una missione fondamentale da svolgere in questa vita. Ti illude che sei uno strumento dei piani divini e il cavaliere che custodisce il santo graal. Ti ubriaca con parole e rivelazioni così suadenti da stordire la tua mente. L’irrazionale assume il comando e fa il resto. È ancora più facile spremere questo tipo di vittima perché la bellezza e la gloria non hanno prezzo. Siamo disposti a qualsiasi sacrificio e cazzata pur di farci appuntare sul petto la medaglia d’oro. È l’importanza personale a fregarci, a farci vedere quello che non c’è, a renderci nudi come l’imperatore della fiaba di Andersen. Le sanguisughe, poi, conoscono mille e uno espedienti per destabilizzarci. Fanno leva sulla nostra paura, minacciando l’avvento dell’apocalisse e le sfuriate del diavolo. Fanno leva sulla nostra bontà, rimarcando che hanno bisogno del nostro sostegno economico, della nostra comprensione, della nostra fedeltà. Fanno leva anche sulla malattia e la povertà, spauracchi universali. Ci fanno credere che ci ammaleremo o cadremo in disgrazia se non faremo quello che vogliono. Puntano sulla divisione, in ossequio al principio caro a Giulio Cesare del “divide et impera”.  Ci chiedono di rompere i rapporti con i familiari e gli amici, di sposare la causa della comunità allargata di cui sono il pater familias o la matriarca. Ci impongono purezza e astinenza, ci “militarizzano” al fine di farci credere che apparteniamo a un improbabile esercito della salvezza. Intanto, prosciugano il nostro contro corrente e ci intimidiscono evocando punizioni divine. Va da sé che il copione ha varianti che dipendono dalla statura ed esperienza dell’imbroglione spirituale a cui ci siamo offerti in pasto. 
Immagino che la sanguisuga reduce dalle edonistiche paludi di Miami stia applicando il solito copione, infarcito di seduzione, menzogne, ricatti e arroganza. Spero non provochi troppa sofferenza. Di una cosa sono sicuro, però, perché è ricorrente. Il suo incantesimo durerà poco e poi dovrà fuggire ancora una volta. Ma quante volte ancora potrà farlo? La mignatta sta invecchiando e un giorno si ritroverà con le armi spuntate, con le unghie rotte. Più che con la giustizia, la tapina dovrà fare i conti con la legge di causa ed effetto. Le azioni che facciamo ci tornano indietro, forse non in questa ma certamente nella prossima vita. Vale per tutte le sanguisughe del mondo, che non possono sfuggire al castigo che le attende al varco.

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