venerdì 6 settembre 2019

L'alfabeto del governo gialloprofondorosso


A come “arrivederci”. Siate fiduciosi, quello di Salvini non è un “addio” ma un arrivederci a presto. Il popolo italiano vuole un governo di centrodestra, liberale e patriota. Lo avrà quando i poteri forti non saranno più in grado di impedire il voto.  
B come “baldracche”, oppure “bordelli”. Sia il Movimento 5 stelle che il PD hanno messo a nudo senza remore la vocazione al mercimonio. Darla via non è un problema per loro, basta chiudere gli occhi. Iniziata all’insegna del “vaffanculo” l’avventura dei pentastellati finirà al grido “è stato bello dare via il culo!”. Il PD dei perdenti, invece, è incredulo di rispolverare lo slogan dei precedenti governi di sinistra: “O bella ciao, prendiamo per il culo gli italiani”.  
C come “contro”. Il governo d’agosto nasce dalla fisiologica necessità, dettata dall’istinto di sopravvivenza, di combattere Salvini, la Lega e il popolo del Centrodestra. Ma non tiene conto che andare contro è la via maestra per schiantarsi. È quello che accadrà in mancanza di freni e idiosincrasia alla guida.  
D come “dignità”. Questo governo non ne conosce il significato né il valore. Ha rinnegato un principio che, a quanto pare, considera obsoleto. Mi chiedo come possano guardarsi allo specchio e non inorridire i vari Conte, Grillo e Zingaretti, che fino a ieri si coprivano di insulti e facevano il contrario di quello che oggi promettono di fare. Che riflettano sulle parole di Aristotele: “La dignità non consiste nel possedere onori, ma nella coscienza di meritarli”.  
E come “Europa”. Ci vogliono servi di un’Europa egemonizzata da Germania e Francia. Questo governo di squallidi ominicchi non cambierà lo status quo, accetterà di essere lo zerbino dei plutocrati in cambio dell’elemosina. Come suonano attuali le parole che disse Giuseppe Garibaldi: “L'Europa! Ove chi fatica muore dalla fame e gli oziosi nuotano nell'abbondanza e nella lussuria, ove poche famiglie signoreggiano le Nazioni”.  
F come “felicità”. Mi sono scompisciato dal ridere a sentire Zingaretti che promette la felicità agli italiani. Nulla di nuovo sotto il sole, in fondo anche Hitler prometteva ai deportati che il lavoro rende liberi…  
G come “gattopardo”. Vi invito a rileggere il bellissimo romanzo di Tomasi di Lampedusa (sì, l’isola degli sbarchi clandestini) e riflettere sulla famosa frase del nipote del principe di Salina: «Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi». Il governo auspica la svolta ma restaurerà l’ancien régime.
H come “Harakiri”. La scelta demenziale di Grillo di consegnarsi al nemico è un suicidio assistito. Ma diversamente dal gesto dei samurai giapponesi, che si suicidavano per difendere l’onore, i pentastellati hanno scelto una via disonorevole per incamminarsi verso l’estinzione. La base non perdonerà loro di essersi snaturati e prostituiti pur di non andare al voto.  
I come “indecenti”, “ignobili”, “impostori”, “infami”, “improponibili”, “idioti”, “ignoranti”, “illegittimi”, “imbarazzanti”, “immorali”, “impenitenti”, “incapaci”, “inutili” “inverosimili” e “italofobi”. Potrei continuare a lungo… 
J come “joker”, ovvero buffoni.  
K come “Kafka”. Questo è un governo kafkiano, cioè allucinante e assurdo. 
L come “longa manus”. Se ne intuisce più di una. Quella di Napolitano, della BCE, di Soros, del Vaticano e di chi aveva bisogno di un governo di burattini per soffocare il rinascente orgoglio nazionale.  
M come “migrazione”. Sarà il cavallo di battaglia di chi non vuole difendere l’Italia ma metterla in ginocchio, di chi ne auspica la “miseria” non la sicurezza e la legalità. 
N come “nausea”. Non posso definirmi super partes. La nausea mi sta montando come un soufflé dal sapore sgradevole. Credo la stia provando la maggioranza degli italiani, disgustata, come me, dal miserando teatrino recitato da una classe politica che ha raschiato il fondo del barile.  
O come “odio”. È il collante di un’intesa cementata con la forza e la disperazione. Ma l’odio contro l’avversario politico si trasformerà in odio per il proprio alleato, giacché le forze al governo hanno dimostrato la loro bassezza d’animo.  
P come “popolo”. Si dice che ogni popolo meriti i propri governanti, ma gli italiani non meritano i “pagliacci” che hanno difeso le “poltrone” per conservare il “potere” e hanno impedito al popolo di tornare alle urne ed essere sovrano.  
Q come “quaresima”. Nella migliore delle ipotesi, il governo gialloprofondorosso ci imporrà una tristissima quaresima. Speriamo solo che sia breve. 
R come “Renzi”. È lui il deus ex machina dell’inciucio e bisogna riconoscergli il merito di avere stipulato un patto col diavolo. Mi chiedo quanto tempo gli servirà per far cadere il governo e riprendersi il partito, epurando i nemici interni.  
S come “sistema”. È paradossale che chi voleva distruggere il sistema ne abbia sancito la rinascita. I poteri forti faranno un monumento a Grillo, il rivoluzionario pentito e delirante, ormai squinternato al punto di credersi l’Unto del Signore.  
T come “tradimento”. I pentastellati hanno apostrofato come “traditore” l’ingenuo Salvini ma la verità è che loro stavano tramando per tradirlo. È palese che hanno tradito i propri elettori. I piddi sono traditori della patria per antonomasia, fin dai tempi del PCI. Odiano gli italiani e venderebbero i propri cari se l’offerta risultasse congrua.  
U come “ulcera”. Rischiamo l’ulcera, o quanto meno una colica. Perciò dobbiamo pensare positivo. La tempesta sarà breve e poi tornerà il sereno. Non arrabbiamoci troppo, panta rei come diceva Eraclito.  
V come “vergogna”, ma anche come “vendetta”. Il governo giallorosso non sa cosa sia la vergogna ma conosce bene il sapore della vendetta. Per contro, aborrisce il “voto” e lo teme come la peste bubbonica. È questa la loro idea di democrazia?  
W come “water closet”, cioè latrina, gabinetto o cesso. Non riesco a immaginare un luogo più consono alla natura di chi si accinge a governarci.  
Y come “Yes-man”. Sarà un governo arrogante coi cittadini e servile coi padroni. Scommettiamo?  
Z come “zombie”. In queste ore, sono riapparsi in Tv tanti morti viventi legati alla storia della sinistra. Tranquilli, è il canto del cigno. Il neonato governo nasce “zoppicante” e voglio vedere come farà a non saltare in aria nel campo minato in cui si appresta a muoversi con la delicatezza di un caterpillar.

giovedì 29 agosto 2019

Il governo frangiflutti non fermerà lo tsunami

Mala tempora currunt, direbbero i latini. In effetti, sono ore tristissime per l’Italia. Quanto meno per l’Italia che lavora, l’Italia dei valori, l’Italia che è stanca di essere derisa dai trafficanti di carne umana e taglieggiata dai despoti d’Europa, l’Italia dell’orgoglio e della speranza. Lo scempio si sta materializzando sotto gli occhi increduli. Due forze politiche in forte crisi fisiologica si sono coalizzate per formare un governo che non costituisce solo un’anomalia, un’assurdità come hanno osservato i politologi più obiettivi, ma un autentico, vergognoso attentato alla democrazia. Perché se è vero che la formazione del governo giallorosso, un governo di ominicchi, non è un colpo di Stato, è altrettanto vero che costituisce un insulto al popolo italiano, oggi più che mai voglioso di tornare al voto ma insieme convinto che votare sia un esercizio inutile e anacronistico.
Questo governo è transgenico, basta leggere letichetta. Nasce nello stesso laboratorio in cui prese vita Frankestein. La sua musa ispiratrice, il suo schifoso collante è la paura. Il governo Conti bis, frutto della comune volontà di M5 e PD di evitare il giudizio dell’urna, è un film dell’orrore già visto, uno squallido remake. Non è un caso che il puffo elegante ma ipocrita, quel Conte che ha finalmente gettato la maschera, auspica di diventare il nuovo Monti, il santo inquisitore che dichiara guerra alla Lega in nome dell'Europa e della finanza. Che miseria! A ciò siamo ridotti: la politica e la gestione della res publica come strumento per mantenere le poltrone e seminare odio.
Attenzione, però, l'etichetta suggerisce una scadenza breve. Questo è un governo frangiflutti, che prende vita per arginare la mareggiata del centro destra, l’avanzata della tempesta perfetta. Nasce convinto che gli italiani, e in particolare quelli che votano i partiti di centrodestra, siano un’accozzaglia di imbecilli, un’orda pavida e volubile, dalla memoria corta. Pentastellati e Piddioti farebbero meglio a rimuovere al più presto questa convinzione e il sorrisetto beota che affiora sulle loro labbra. Pensano di avere vinto, di avere fatto fuori Salvini. Si illudono. La loro è la vittoria di Pirro. Non passerà molto tempo prima che sulla barriera frangiflutti si abbatterà uno tsunami che darà il colpo di grazia ai commedianti del guitto Grillo, regista del Grand guignol politico di questa estate folle, ma anche a una Sinistra che ha buttato la dignità nel cesso senza nemmeno tirare lo sciacquone.